Inquinamento dell’aria a Pechino, 2011. Immagine via Flickr.

La rassegna stampa di Italiani sul cambiamento climatico

Climate Change News#4
di Marco Dell’Aguzzo

In preparazione al Simposio internazionale sul cambiamento climatico di maggio, Italiani riassume le principali notizie della settimana sul tema.

Federico Rampini, Trump annulla le leggi di Obama a protezione del clima, «la Repubblica», 28/03/2017.
Lo scorso martedì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per cancellare il Clean Power Plant, un insieme di iniziative di contrasto al cambiamento climatico adottate dalla precedente amministrazione Obama. Trump ha dichiarato che il suo documento servirà a rivitalizzare l’industria americana del carbone, ma gli analisti non ne sono molto convinti.

Domande e risposte su Trump e il clima, «Il Post», 29/03/2017.
Il Post ha analizzato nel dettaglio il contenuto dell’ordine esecutivo di Trump e le sue possibili conseguenze in America e nel mondo. Si parla, tra le varie cose, della “crisi del carbone” (che precede di svariati anni il Clean Power Plant di Obama) e del futuro degli accordi sul clima di Parigi.

Simone Pieranni, Mentre Trump torna al carbone, Xi Jinping pianta gli alberi, «Eastwest», 30/03/2017.
Mentre gli Stati Uniti si mostrano intenzionati a riportare il carbone al centro della loro politica energetica, la Cina sta approfittando della situazione per ergersi a leader globale della lotta al cambiamento climatico. Il presidente cinese Xi Jinping (che il 6 e il 7 aprile si incontrerà con Trump) ha detto infatti di non voler abbandonare le promesse strette a Parigi e di volersi impegnare per l’abbandono dei combustibili fossili.

Brad Plumer, Scientists made a detailed “roadmap” for meeting the Paris climate goals. It’s eye-opening., «Vox», 24/03/2017.
Alcuni ricercatori hanno pubblicato su Science uno studio dove analizzano i tre punti principali che le economie globali dovrebbero applicare per raggiungere gli obiettivi fissati dagli accordi di Parigi e contenere il riscaldamento globale sotto i 2°C. Gli autori dello studio scrivono della necessità di dimezzare le emissioni di CO2 ogni dieci anni, di ridurre a zero entro il 2050 quelle provenienti dall’uso della terra (per l’agricoltura o il disboscamento) e di dare impulso alla diffusione su larga scala di tecnologie in grado di aspirare anidride carbonica direttamente dall’atmosfera.

Claudia Grisanti, I danni dell’inquinamento non conoscono confini, «Internazionale», 02/04/2017.
Concentrandosi su uno specifico inquinante dell’aria (il pm 2,5) gli autori di uno studio pubblicato su Nature hanno rilevato come in molti casi le persone morte prematuramente a causa del pm 2,5 (3,4 milioni in tutto il mondo nel 2007) risiedessero in regioni del pianeta diverse da quella in cui l’inquinante veniva emesso. Per fare un esempio, il pm 2,5 prodotto in Cina nel 2007 ha provocato 64.800 decessi prematuri in altri paesi.

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