Mario Draghi, Presidente BCE. Flickr, Foto di repertorio

G7, tensioni in medio oriente e tornate elettorali in Europa

Instabilità, fattore di sviluppo? Non sempre
di Giorgio Castore

Roma, 05/06/2017.
Se volessimo cercare di sintetizzare al massimo possibile la caratteristica più rilevante della situazione politica post G7 di Taormina potremmo rifarci alla parola “instabilità”.

https://it.wikipedia.org/wiki/Theresa_May“Chiudere il rubinetto della propaganda” è tra le prime esortazioni di Theresa May rese pubbliche a meno di 24 ore dall’attacco terroristico portato al London Bridge prima e proseguito fino alla zona del Borough Market.
La May, già Segretario di Stato per gli Affari Interni fin dal 12 maggio 2010, era succeduta il 13 luglio 2016 a David Cameron, primo ministro del governo del Regno Unito dal 13 luglio 2016.
Stupisce e non poco, quindi, l’esortazione della May: se esistono colpe sulla politica interna del Regno Unito condotta negli ultimi otto anni a chi imputarle? Se non alla May, a chi? Strabismo o instabilità?

Ed ecco, come per magia, apparire subito sulla rete il grande comunicatore Donald Trump, con la sua martellante macchina da guerra, Twitter, subito rilevata dalla stampa che non gli è favorevole (non è difficile trovarla).

Annibale Carracci, Sansone in carcere, 1588-1590, Roma, Galleria BorgheseSecondo quanto riferisce la Repubblica, Trump, in sequenza, condivide prima un post di Drudge Report in cui si parla di "paura di nuovo attacco terroristico", notizia al momento non ancora confermata da alcuna fonte ufficiale, come rilevato da Nbc Nigtly News ("Il presidente Trump sta usando Twitter per condividere notizie su quel che sta accadendo a Londra. Non diffondiamo le sue informazioni perché non sono confermate”).
La polemica prosegue sullo stesso veicolo, Twitter, nei confronti dei musulmani negli USA, dando l’impressione di una estrema debolezza del Presidente. Come potrebbe essere diversamente interpretata l’esigenza di un politico importante come il Presidente degli Stati Uniti che per ottenere un riconoscimento giuridico da un tribunale degli USA si atteggia a Masaniello (Viva il re di Spagna, muoia il malgoverno)? O a …Muoia Sansone e tutti i Filistei?

Ma, fortunatamente per il Nostro, esiste un obiettivo mussulmano: si tratta, nientemeno che di Sadiq Aman Khan, centrato dal Tweet presidenziale nella sua vera identità: origini pakistane (tradito dal colore della pelle e dai caratteri somatici), eletto sindaco di Londra il 6 maggio 2016 nelle liste del partito laburista.
Purtroppo per il Nostro, però, Khan ignora le bordate ricevute con la scusa della mancanza di tempo per rispondere alla chiamata in causa! Poche ore dopo Khan chiederà (inascoltato dal Ministro degli Esteri – Boris Johnson) di cancellare la visita di Trump nel Regno Unito.
Tornando, però, a situazioni in cui l’instabilità può derivare da difficoltà oggettive, non va dimenticato l’importante appuntamento delle elezioni legislative francesi che si terranno il prossimo 11 giugno nel primo turno ed il 18 giugno nel secondo turno.
Il neo presidente francese, Emmanuel Macron, vincitore delle recentissime presidenziali è relativamente nuovo sulla scena politica francese e costituisce una incognita rilevante sul fronte non solo interno, ma anche internazionale, a cominciare da quello dell’Unione Europea. Va comunque ricordato che i segnali lanciati, dal G7 di Taormina alla irreversibilità delle decisioni sui cambiamenti climatici, lasciano intravedere una solida posizione politica coerente con le scelte compiute fino ad oggi.

Persian Gulf FRCongedato l’ottimismo, merce rara in Medio Oriente, la parola stabilità sembra concludere i propri effetti nella regione degli Emirati, in cui si è consumato uno strappo tra Arabia Saudita, Barhain, Emirati Arabi Uniti ed Egitto da una parte e Qatar dall’altra, accusato di sostegno a gruppi terroristici che minacciano la stabilità della regione. Livello di Instabilità proposto: 2 su 5.

La sintetica carrellata compiuta finora sulla instabilità non può non concludersi con le ulteriori elezioni politiche che si terranno il prossimo mese di settembre, per il rinnovo del parlamento tedesco.
Con la leadership costruita dalla Angela Merkel in qualità di Cancelliere federale, carica detenuta dal novembre 2005 ininterrottamente, le politiche della Unione Europea sui fronti più rilevanti, ed in particolare su quello economico produttivo, non sono state scevre da forti critiche. Il dibattito che si è sviluppato sul fronte economico-finanziario in particolare sulle decisioni adottate dalla Banca Centrale Europea (leggi Draghi) troverà un altro mattone cui agganciare la politica dell’area EURO, per evitare l’instabilità finanziaria e, al tempo stesso, porre le fondamenta di un ulteriore passo verso la costruzione di una politica economica europea.

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