Programmare il futuro economico con le risorse attuali

La lezione economica svedese
di Giuseppe Bellavia

Il governo svedese ha pubblicato nuove stime economiche che prevedono: un avanzo di bilancio maggiore rispetto alle aspettative e saranno infatti disponibili 85 miliardi di corone (10 miliardi di euro) per sostenere la spesa pubblica nel periodo 2017-2020; così come la drastica riduzione del debito pubblico già al 40% del PIL, uno dei più bassi in Europa (in Italia lo scorso anno si è attestato al 132% e in Grecia 179% fonte il Sole 24 Ore).
L’economia svedese si prepara a sperimentare un fenomeno che potrebbe mettere a dura prova le proprie finanze. Da un lato, come tutti i paesi occidentali, si trova ad affrontare l'invecchiamento della popolazione con i costi che ne derivano e in aggiunta si prevede l’aumento del numero delle nascite, spinto dalla forte immigrazione, che influenza l’indice di fertilità del Paese. In tal modo, le fasce sulle quali si concentreranno le prestazioni assistenziali pubbliche (bambini e anziani) richiederanno un crescente apporto di risorse a carico delle fasce intermedie di popolazione.
Il Ministro delle finanze Magdalena Andersson ha spiegato che il surplus economico è una necessità per un Paese che deve garantire un futuro al suo welfare. Secondo le proiezioni ufficiali i nuovi nati saranno circa 300.000 nel 2025 e quasi analogo sarà il numero dei pensionati. Questi valori rappresentano una grande sfida per uno Stato che ha solo 10 milioni di abitanti e la cui assistenza ai cittadini e le prestazioni sociali sono le più consistenti del mondo sviluppato.
Magdalena Andersson fonte Finansdepartementet
Se la spesa per prestazioni sociali in Svezia fosse divisa tra tutti i suoi abitanti, ad ogni svedese toccherebbero circa 13.100 euro, una cifra superata solo dalla Norvegia, secondo Eurostat. I sostegni pubblici nei paesi nordici sono molteplici: le madri in gravidanza ricevono corsi gratuiti di maternità; molti ospedali hanno alberghi costruiti per farvi soggiornare entrambi i genitori (in pensione completa) dopo la gravidanza per ricevere supporto specialistico durante i primi giorni di vita del bambino.
Inoltre, i genitori hanno diritto a 480 giorni (condivisi tra madre e padre) di congedo retribuito quando nasce o viene adottato un bambino.
Fino a quando il bambino raggiunge 16 anni, il governo sostiene mensilmente i genitori con 1.050 corone (circa 110 euro) per ogni figlio, anche se ciò non è sempre valido, dato che per ogni bambino dopo il primo il valore dell’aiuto aumenta. Ad esempio, una famiglia con sei figli riceve 4.114 corone (427 euro) al mese, più un extra di 6.300 corone (655 euro) mensili, come indicato sul sito web del governo svedese.
Un altro elemento che rappresenta un investimento/costo per l'erario svedese è l'istruzione, che è finanziata per i cittadini dai 6 anni fino all'università, gratuita quest’ultima solo per gli studenti più meritevoli.
Per mantenere l’ingente spesa pubblica, il governo socialdemocratico svedese impone l’IVA al 25%, un’aliquota d’imposta marginale sul reddito delle persone fisiche del 61.85% (uno dei più alti al mondo), mentre l'imposta sulle società è del 22%. Il tutto con una crescita del PIL che è stata del 4,1% nel 2015 e del 3,2% nel 2016.
Il Ministro Andersson ha dichiarato "La nostra rigida politica fiscale ci ha condotto ad una nuova posizione economica… utilizzeremo questa posizione forte per impiegare professionisti nell’ambito sanitario e dell’assistenza sociale, personale prescolare, insegnanti e funzionari di polizia."
Riksdag wikimedia commons
L’esecutivo di centro-sinistra tiene a rimarcare il proprio ruolo di paladino del welfare-state, preparandosi a lottare per un nuovo mandato alle elezioni del prossimo anno. Ma lo stesso è anche vincolato dalle norme che costringono i governi di tutte le fazioni ad accantonare circa l’1% degli avanzi di bilancio durante i tempi buoni, in modo da avere fondi disponibili in periodi di magra.
Secondo le ultime previsioni, l’avanzo di bilancio arriverà allo 0,8% quest'anno, raggiungendo il traguardo dell’1% l’anno prossimo, prima di un aumento superiore al 2% atteso per il 2020.
La Andersson ha inoltre annunciato che il governo ha in programma di investire 30 miliardi di corone in più nel welfare rispetto al 2014 e altri 5 miliardi sull'assistenza sanitaria, scuole e servizi sociali nel 2018. "Anche se abbiamo investito sostanzialmente in servizi di assistenza sociale, abbiamo bisogno di investire ancora di più”.
Il governo sta perseguendo l’altro grande obiettivo di raggiungere il più basso tasso di disoccupazione nell'Unione Europea, ed il Primo Ministro Stefan Lofven si sta preparando per una battaglia parlamentare volta spingere per un aumento della pressione fiscale.
Da quando ha assunto l'ufficio, il governo ha aumentato le imposte sul reddito per finanziare un più generoso congedo per malattia e l’indennità di disoccupazione e spendere di più sui programmi di impiego. Il Ministro ha utilizzato le stime citate per ribadire che l’elevata pressione fiscale favorisce il basso tasso di disoccupazione e una crescita veloce.
Una scelta impopolare quella di aumentare l’imposizione fiscale, soprattutto con un’economia in crescita, dalle conseguenze politiche a volte catastrofiche. Ma nei paesi scandinavi lo scenario è completamente diverso. Probabilmente quando i contribuenti sono effettivamente “assistiti” dallo Stato e hanno una chiara visione della destinazione delle risorse pubbliche e dei conseguenti vantaggi per la collettività e le stesse non vengono erose da fenomeni, come corruzione e clientelismo molto cari ad alcuni Paesi mediterranei, l’umore è certamente diverso. Verosimilmente, la vera lezione insegnata dai risultati del modello economico in oggetto è proprio il costo sociale e finanziario della disonestà e l’idea che il bene pubblico sia a vantaggio di tutti a differenza della visione per cui il bene pubblico non sia invece di nessuno e possa essere dunque razziato nella noncuranza collettiva. Dove collettività significa unione di interessi e sforzi prodigati verso un interesse comune la visione di insieme trionfa con risultati economici e benessere sorprendenti. Dove invece il misero interesse del singolo prevale e confligge con il resto degli interessi particolari, si ha una guerra fra monadi che porta solo distruzione e crea divari che vanno a scapito, come sempre, delle fasce sociali che maggiormente avrebbero bisogno di sostegni pubblici.
Il motto dei regnanti svedesi è: per la Svezia nel tempo (För Sverige i tiden), e sembra che abbia ispirato i governanti al dovere di preservarne il futuro.

 

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