By Shiraz Chakera - Abuja's central mosque, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2877072

Serbatoio di migranti

Nigeria: cresce l’insicurezza
di Giorgio Castore

In un articolo pubblicato il lontano 30/12/2015, davamo conto dell’ennesimo eccidio perpetrato a chiusura d’anno dalla setta Boko Haran. Allora eravamo a soli 7 mesi dall’insediamento di Muhammadu Buhari nel difficile incarico di Capo di Stato della Nigeria, ottenuto battendo alle elezioni il Presidente in carica Goodluck Jonathan.
Per la singolarità della situazione, vale la pena ricordare che Goodluck Jonathan, Vice Presidente nel Governo di Umaru Musa Yar'Adua, subentrò a quest’ultimo nel 2010, a seguito della morte prematura del Presidente Yar'Adua in carica nel 2010.

Yemi Osinbajo, Vice President of Nigeria, at the 43rd G7 summit Di Italian G7 Presidency 2017 - G7 Summit on g7italy.it, CC BY 3.0 it, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=59511084

Alcuni mesi or sono, il presidente in carica Muhammadu Buhari, a causa di problemi di salute si è assentato dall’incarico ricoperto. Nelle veci di Presidente oggi abbiamo il vice di Buhari, Yemi Osinbajo. Coniugato, Laureato in legge, dottorato presso la London School of Economics, Cristiano, si dichiara Pastore in carica della Provincia 48 di Lagos, rimanendo tale anche se Vice Presidente della Nigeria.
In questi giorni la stampa nigeriana sta diffondendo un resoconto “di medio termine” delle attività e dei risultati che sono stati conseguiti dal gabinetto Buhari. Sembrano, però, confinate nell’ombra talune situazioni che, invece, meriterebbero più attenzione.

Di Eric Gaba (Sting - fr:Sting), translation by Neq00 - Own workBackground map: NGDC GSHHS and WDBII dataBiafra independent state borders reference maps: UN, Matthew White, Otvaga2004, Travel-Image (originally a CIA map?), Biafraland and MSN Encarta, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4570642

Nel 1967, un ufficiale nigeriano, Odumegwu Ojukwu, dichiarò l’indipendenza della Repubblica del Biafra, una zona del sudest nigeriano prevalentemente popolata dal gruppo etnico Igbo. Ne seguì una guerra civile tra gli indipendentisti e l’esercito nigeriano che circondò la regione bloccando le forniture alla popolazione. Le cronache raccontano che, più di un milione di persone morirono, molte di loro a causa della fame: un ricordo ancora presente nella memoria collettiva del Paese.
Il 2 dicembre 2015, otto manifestanti e due poliziotti sono stati uccisi in scontri durante la protesta presso il Ponte Niger a Onitsha, stato di Anambra, (contrassegnato dal numero 2 nella mappa). I disordini ed il conseguente intervento della polizia erano stati innescati a seguito dell’arresto di un attivista molto noto che rivendicava una data sul referendum per l’indipendenza della regione dell’ex Biafra. Quel movimento di opinione persiste ancora attualmente.
Il decesso del Presidente Yar’Adua nel 2010 era avvenuto in un periodo in cui il Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger era giunto alla determinazione di cedere le armi, rinunciando al decennale conflitto ambientale, sulla base di un’intesa con l’allora Presidente Yar’Adua. Oggetto del contendere era sostanzialmente l’esercizio di una sorta di controllo sull’attività delle società alle quali era stati riconosciuti i diritti di estrazione del petrolio per ottenere il ripristino delle condizioni ambientali dalle quali dipendevano coltivazioni e attività di pesca.
E’ notizia recente quella pubblicata sul FattoQuotidiano, secondo cui la comunità nigeriana sta facendo causa al gruppo ENI per l’inquinamento del delta del Niger: “Ci risarcisca con 2 milioni di euro”. Il ricorso è stato presentato presso un tribunale italiano.

Lakechad mapfr. Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1414972

I rapporti formali con l’UE sono pressoché inesistenti; quelli con i Paesi della UE si limitano a Francia e Germania. Eppure i flussi di migranti verso la UE e l’Italia sono in crescita ed i problemi relativi alla sicurezza in Nigeria sono sempre più esplosivi.
La tattica seguita da Boko Haram per creare desertificazione, inagibilità dei territori del nordest nigeriano, spinta all’esodo, ha prodotto danni irreversibili, considerando gli anni necessari a ricreare le condizioni di vivibilità nei territori bagnati dal lago Chad delle quali è stato privato non solo il lago ma anche i territori limitrofi di Niger, Chad e Camerun.

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