Le Batillus dans la forme d'armement, dont l'allongement aurait permis d'accueillir des navires de 1000000 t. - Par Jacques Girard — Originally from http://www.marine-marchande.net/groupe%20mar-mar/Documents/Photos2/Batillus.htm, higher resolution picture sent later privately., Copyrighted free use, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=529764

Italia - Francia: una serena riflessione
di Angelo Schiano

Pur non essendo passata la tempesta, si odono augelli far festa.
E allora, prima degli auguri di buone vacanze, propongo a tutti una serena riflessione.
Ne abbiamo bisogno. Per quanto passato e quanto ci attende.
Il mondo è in rapido cambiamento. Il comando è affidato a personaggi inadeguati. Tutte le azioni e le reazioni sono assurde. I fatti e i misfatti sono sconvolgenti. Ovunque.
Sorvoliamo su quanto affligge l'America, la Cina, la Russia, l'India, i Paesi arabi e l'Oriente in genere, per non dire della Corea del Nord e delle Repubbliche neo-democratiche europee, perché ci vorrebbe troppo tempo; prendiamo invece ad esempio chi ci è più vicino, come la Francia, da sempre esempio di saggezza e correttezza, da ultimo gravemente colpita da una “macronite” acuta che lascia prevedere, a causa del ruolo che il suo Presidente rivendica, non solo in Europa, un aggravamento a breve. Tant'è che dopo tanta modestia, si ritorna alla grandeur.
Cominciando dalla Libia e finendo con l'Europa.
In Libia, dove i nostri cugini ritengono sia venuto il momento di riscuotere il credito maturato grazie, sia al contributo dato alla fine del folle colonnello che l'aveva riunita e la controllava, sia al loro comportamento sui i flussi migratori; per cui ora i francesi si attendono che coloro che, anche grazie a loro, ora si contendono il territorio gli siano riconoscenti, si mettano d'accordo, almeno nella divisione del Paese, e gli garantiscano il frutto quantomeno di una parte dei loro giacimenti. Accordo difficile, o almeno per il momento lontano; situazione che rischia di ritorcesi contro la Francia stessa. Il risvolto potrebbe essere che finiscano con il dovere, questa volta, assumersi quella responsabilità che finora hanno scansato, senza corrispettivo.
In Europa, dove le scelte adottate in materia economica, con la reintroduzione del concetto della prevalenza dell'interesse sociale e nazionale sulle regole del mercato globale, che fino a ieri erano considerate intoccabili, suonano per converso alle nostre orecchie come inconsapevolmente illuminate. La nazionalizzazione dei cantieri di Saint-Nazaire per impedirne l'acquisto della maggioranza di controllo alla Fincantieri, e ancor più la motivazione addotta della necessità di salvaguardare i posti di lavoro francesi apre un nuovo scenario mondiale che lascia ben sperare, con la possibilità che le regole del mercato e del danaro debbano in alcuni casi cedere il passo a quelle della ragione e della morale.
Più sagge ci sono parse, rincuora dirlo, le caute decisioni dai ministri italiani nei medesimi ambiti; sia in Libia, per quanto riguarda sia i flussi migratori che il petrolio, sia in economia, a proposito sia della Telecom che della Fincantieri.
Consolazioni che però ora ci hanno fatto ben sperare grazie a Gentiloni, Minniti, Calenda e altri, di qui a poco, con le elezioni che incombono, la legge elettorale vigente e una destra, un centro ed una sinistra dilaniati, ci mettono un ansia infinita.
Vediamo quindi di recuperare le forze perché, di qui a breve, alla ripresa ne avremo bisogno.

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