Pyongyang sorge sul fiume Taedong. Di Kok Leng Yeo from Singapore, Singapore - Pyongyang, North Korea, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4962461

Armi nucleari

ONU: il caso Nord Corea
di Giorgio Castore

Dal 15 giugno al 7 luglio 2017 si è svolta a New York una conferenza delle Nazioni Unite per negoziare uno strumento giuridicamente vincolante per proibire le armi nucleari e che porti alla loro totale distruzione.
Un caso di studio? Certamente, se si guarda ai paesi che non vi hanno partecipato.

Immagine della copertina del paper di Adriano Iaria pubblicato da Archivio Disarmo

Archivio Disarmo, fin dalla sua nascita, si occupa di studiare gli effetti che la corsa agli armamenti produce ed anche questa volta è presente con un paper dal titolo “Il Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari: Analisi e Prospettive Giuridiche”, di Adriano Iaria, che vi invitiamo a leggere.
Ma non si tratta soltanto di caso di studio. Il “caso Nord Corea” rende drammaticamente vero che si tratta di politica internazionale, in particolare di “azione” che si sta esercitando finora nelle sedi della diplomazia, per contrastare iniziative pericolose e che rischiano di diventare incandescenti.
L’Italia, per parte sua, esercita il proprio ruolo nelle sedi deputate alle decisioni ed in particolare, in questo caso, nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU, di cui è membro non permanente dal 1° di gennaio di quest’anno e per tutto il 2017.
In quella sede, giova ricordarlo, l’Ambasciatore Sebastiano Cardi, Rappresentante Permanente dell'Italia presso le Nazioni Unite, durante il meeting di emergenza del Consiglio di Sicurezza sul caso Nord Corea, lo scorso 4 settembre ha espresso il punto di vista italiano, puntuale e articolato.
“L'ultimo test nucleare della Corea del Nord”, egli ha affermato, “rappresenta una grave e sconsiderata provocazione, in violazione delle successive decisioni della Corte di giustizia. Il nostro ministro degli affari esteri ha immediatamente condannato questo atto in modo inequivocabile e in termini chiari.”
Rimarcando che la Corea del Nord è l'unico paese che ha sperimentato un dispositivo nucleare nel XXI secolo in aperta violazione della moratoria internazionale sui test nucleari il nostro governo sottolinea ancora una volta l'urgente necessità dell’entrata in vigore del Trattato globale per il blocco nucleare.
Ma il nostro Paese non si è limitato alle scomuniche verbali. L’Ambasciatore Cardi ha anche ricordato l’iniziativa della Presidenza italiana del G7, i cui leader hanno esortato a dare piena attuazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite, dichiarando la loro prontezza ad adottare ulteriori misure per garantire che la Corea del Nord ritorni alla legalità internazionale, cessando di essere una minaccia globale che riguarda tutti noi.
Nella dichiarazione formulata nella sede del Consiglio, il nostro ambasciatore non ha mancato di rimarcare l’effetto negativo delle sanzioni nei confronti della popolazione della Corea del Nord.
Nel caso Nord Corea, tuttavia, sembra opportuno sottolineare nel dibattito tra specialisti la latitanza delle “motivazioni” che sarebbero alla base dei comportamenti del regime nordcoreano. Forse la diplomazia internazionale farebbero bene a preoccuparsi anche di questo.

Stampa

Italian Media s.r.l. - via del Babuino 107, Roma, c.a.p. 00187, p.IVA 09099241003, edita il settimanale Italiani con registrazione al Tribunale di Roma n. 158/2013 del 25.06.2013 - email: info@italianmedia.eu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.
Questo sito usa i cookie per migliorare la tua esperienza d'uso e usa cookie di terze parti. Proseguendo nella navigazione si presta implicitamente il consenso all’utilizzo di questi strumenti. Si rimanda alla nostra privacy policy per maggiori informazioni e per la possibilità di negare il consenso.