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Catalogna: il referendum della discordia
di Diego Grazioli

Un paese sull'orlo di una crisi di nervi. Il referendum sull'indipendenza della Catalogna, indetto per il prossimo 1 di ottobre, sta scuotendo il panorama politico e la società civile, come mai era avvenuto nella storia recente spagnola.
Dai primi di settembre a Barcellona sono in corso manifestazioni in favore della consultazione e dalle finestre degli edifici della città, un tripudio di bandiere con il bicolore catalano, annuncia quotidianamente l'entusiastico sostegno della popolazione al progetto.

Palau de la Generalitat de Catalunya. Di Jan Harenburg - Opera propria, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=11403067

Un consenso cresciuto dopo i blitz della polizia spagnola della scorsa settimana, che hanno messo in stato di fermo decine di persone, tra le quali ministri e funzionari della Generalitat, il governo autonomo catalano. Le forze dell'ordine, su richiesta del governo centrale di Madrid, hanno inoltre sequestrato le schede che sarebbero servite per esprimere il voto, mettendo così in difficoltà il comitato promotore del referendum, intenzionato, nonostante tutto, a procedere con lo scrutinio.
Gli agenti infatti non sono ancora riusciti a trovare le urne, tecnicamente decisive per consentire ai cittadini di esprimersi. Una sfida che comunque andrà a finire è destinata a lasciare il segno nei rapporti tra Madrid e la regione più ricca di Spagna.

Catalogna – Localizzazione. Di TUBS - Opera propria.Questo file grafico vettoriale è stato creato con Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist.Questa immagine vettoriale include elementi che sono stati presi o adattati da questa:  Spain location map.svg (de NordNordWest).Questa immagine vettoriale include elementi che sono stati presi o adattati da questa:  España-Canarias-loc.svg (de Miguillen)., CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=14520478

La Catalogna infatti negli ultimi anni ha visto crescere sensibilmente la propria economia, in virtù della posizione geografica al confine con la Francia e di un tessuto imprenditoriale particolarmente predisposto ad affrontare le sfide della globalizzazione. Un benessere che ha fatto crescere il reddito pro capite dei catalani in maniera ben più consistente che il resto della Spagna, corroborando così le ambizioni indipendentiste e destando al contempo la preoccupazione del governo di Madrid che ha messo in campo tutte le istituzioni centrali per fermare il processo di divorzio.

Re Filippo VI di Spagna. Di Junta Informa - 14.07.11-Escuela Marina-1-San Fernando, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=34200374

La corte costituzionale spagnola ha dichiarato illegale la consultazione e le principali formazioni politiche del paese, il partito popolare e quello socialista, si sono dette altresì contrarie allo scrutinio. Posizione altrettanto ferma è stata tenuta dal re Felipe VI che ha auspicato una ricomposizione della contesa.
Come avviene in ogni duello che si rispetti, anche le principali personalità pubbliche del paese si sono espresse per sostenere l'una e l'altra istanza. Alfiere delle ambizioni separatiste è l'ex capitano della squadra di calcio del Barcellona ed ora allenatore del Manchester City Pep Guardiola mentre il campione di tennis Rafa Nadal si è pronunciato in favore dell'unità della Spagna.

EPP Summit, Maastricht, October 2016 (30154973070). By European People's Party - https://www.flickr.com/photos/eppofficial/30154973070/in/album-72157671910605684/, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=54339825

Il referendum catalano è visto con estrema preoccupazione anche dalle istituzioni di Bruxelles. Il portavoce della Commissione UE, Margaritis Schinas, ha dichiarato che l'Unione "rispetta l'ordine costituzionale della Spagna, come avviene con ogni Costituzione degli Stati membri". Una presa di posizione inevitabile, perché se la Catalogna portasse a termine il processo indipendentista, altre regioni d'Europa potrebbero fare la stessa cosa, destabilizzando così il progetto di Unione e riportando il vecchio continente indietro di cinquant'anni.

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