Armi come business

Comunicato di Archivio Disarmo

Armi come business
di Maurizio Simoncelli

Roma, 17 marzo 2015. La guerra e le armi sono sempre un ottimo business. E' quanto emerge dal nuovo rapporto del SIPRI sulle esportazioni mondiali di maggiori sistemi d'arma che evidenzia come nel 2010-14 esse siano cresciute del 16% rispetto al 2005-2009. I cinque maggiori esportatori nel 2010-14 sono gli Stati Uniti, la Russia, la Cina, la Germania e la Francia, mentre i cinque maggiori importatori sono stati India, Arabia Saudita, Cina, Emirati Arabi Uniti (EAU) e Pakistan.
L'export statunitense dei maggiori sistemi d'arma è incrementato del 23% tra il 2005–2009 e il 2010–14 e diretto a 94 acquirenti, mentre quello cinese è  cresciuto del 143% tra il 2005–2009 e il 2010–14: Pechino passa infatti dal 3 a 5% delle esportazioni mondiali. Anche Mosca ha aumentato il suo export del 37 % tra il 2005–2009 e il 2010–14, fornendo armi a 56 stati e alle forze ribelli in Ucraina nel 2010–14. Le esportazioni tedesche dei maggiori sistemi d'arma, invece, sono diminuite del 43% tra il  2005– 2009 e il 2010–14, inviandole a 55 stati.
E' interessante rilevare che l'Italia si piazza all'ottavo posto a livello mondiale prima di Ucraina e Israele, esportando agli EAU (9% del suo export totale), India (9%) e Turchia (7%). L'Italia si segnala per l'accresciuto export di UAV (droni). Le esportazioni italiane tra il 2005–2009 e il 2010–14 sono cresciute di oltre il 30%.
Si è in attesa della relazione governativa sull'export militare italiano nel 2014, che a breve dovrebbe essere consegnata - ai sensi della legge 185/90 - al Parlamento italiano. Peraltro, nel corso degli anni tale relazione è diventata sempre meno trasparente e più opaca, mentre la rispondenza ai criteri fondanti la legge (non esportazioni a paesi in guerra, dittature o assenza di rispetto dei diritti umani) appare sempre meno stringente, come hanno dimostrato lo scorso anno la consegna dei caccia da addestramento e da bombardamento leggero M346 ad Israele, proprio all'inizio dell'ennesimo conflitto "Margine di protezione" contro i palestinesi,  o le forniture all'Arabia Saudita (48 contratti), agli Emirati Arabi Uniti (23 contratti) e all'Oman (8 contratti), noti per il loro scarso rispetto dei diritti umani.

di Maurizio Simoncelli

 


 

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