"Muhammadu Buhari at Chatham House" by Chatham House - Flickr: Cropped from General Muhammadu Buhari, Presidential Candidate, All Progressives Congress, Nigeria. Licensed under CC BY 2.0 via Wikimedia Commons - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Muhammadu_Buhari_at_Chatham_House.jpg#/media/File:Muhammadu_Buhari_at_Chatham_House.jpg

Chi è Muhammadu Buhari

Il neo Presidente della Nigeria
di Giorgio Castore

Il neo presidente della Nigeria, Muhammadu Buhari, nato il 17 dicembre 1942 a Daura, nello Stato di Katsina, nord della Nigeria alla frontiera col Niger, sposato con dieci figli, a 19 anni si arruola nell’esercito. Nel corso della carriera militare, dopo corsi di perfezionamento nel Regno Unito, giunge al grado di generale nel 1980, aiutato dalla partecipazione nel 1966 al colpo di stato promosso dal tenente colonnello Murtala Muhammed per rovesciare il regime di Aguiyi Ironsi.
Egli giungerà al potere nel 1983, dopo aver rovesciato il governo presieduto dal presidente Shehu Shagari, eletto nel 1979, e lo manterrà fino al 1985, quando sarà, a sua volta, rovesciato dal generale Ibrahim Babangida.
Egli stesso ricorderà quest’ultimo periodo in occasione di una recentissima polemica nel corso di questa campagna elettorale, quando, soltanto alla fine si pronuncia pubblicamente contro l’introduzione della sharia, la legge islamica, in tutta la Nigeria, pur essendo ad essa favorevole.
Nel corso della campagna elettorale del 2011, egli aveva dichiarato “Se Dio vuole, noi non abbandoneremo l’idea di introdurre la charia in tutto il Paese”, ma nel gennaio del 2015, nel pieno di quest’ultima campagna elettorale aveva rettificato il tiro sostenendo la libertà di culto ed agli oppositori che evidenziavano la strumentalità dell’affermazione aveva risposto appunto che durante i suoi due anni di dittatura nel 1983 – 1985, pur avendone l’opportunità, non aveva mai tentato di introdurla.
Fonte: Nigeria Demographic and Health survey 2013Nella polemica sul periodo di dittatore, i suoi oppositori hanno comunque voluto ricordare l’imprigionamento di Fela Kuti, il leggendario musicista nigeriano inventore dell’"afrobeat" ed icona della difesa dei diritti umani.
Ma neanche il cosiddetto “metodo Buhari” ha fatto, durante la campagna elettorale breccia sufficiente nei suoi sostenitori.
Umaru Dikko, ministro nel gabinetto di Shehu Shagari rovesciato dalla dittatura di Buhari, era stato rapito a Londra da agenti dei servizi segreti nigeriani e sarebbe stato trasferito in Nigeria in una “valigia diplomatica” in stato di incoscienza se non fosse stato scoperto da un funzionario doganale. Bilancio: l’arresto degli agenti dei servizi segreti nigeriani ed una crisi diplomatica tra Nigeria e Regno Unito.
Ma nella storia recente di Muhammadu Buari ci sono anche delle alleanze, come quella strana che vede l’ex presidente Olusegun Obasanjo strappare nel gennaio scorso la tessera del partito di democrazia popolare (PDP), sostenitore del presidente Jonathan, forse memore dell’incarico di ministro per il petrolio conferito a Buhari nel 1976.
Anche la scelta del suo vice ha obbedito a criteri di equilibrio: Yemi Osinbajo, indicato per tale incarico nel dicembre del 2014, è di etnia yoruba (la più numerosa nel sud), è un cristiano evangelico, con un curriculum professionale di tutto rispetto ed una esperienza anche internazionale non secondaria.

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