Archivio Disarmo: rapporto 2015

Armi leggere, guerre pesanti

L’export italiano di armi leggere, munizioni ed esplosivi ad uso civile continua nel 2014 ad essere fiorente ed indirizzato anche in aree “calde”. E’ quanto emerge dal rapporto Armi leggere, guerre pesanti. Rapporto 2015 redatto da Antonio Lamanna, pubblicato nell’ultimo numero del Sistema Informativo a Schede (SIS), disponibile sul sito www.archiviodisarmo.it all’indirizzo http://www.archiviodisarmo.it/index.php/it/2013-05-08-17-44-50/sistema-informativo-a-schede-sis/sistema-a-schede/finish/132/2162, di cui pubblichiamo l’Abstract.
Nello stesso numero possiamo leggere un’analisi del Libro Bianco della Difesa di  Maurizio Simoncelli  e la rubrica “Finestra sul mondo” con articoli di  Barbara Gallo  su terrorismo e Medio Oriente.
Di seguito, pubblichiamo l’abstract

di Antonio Lamanna (*)
Nel mondo circolano circa 875 milioni di armi da fuoco piccole e leggere destinate ad uso civile (pistole e revolver, fucili da caccia e ad uso sportivo), delle quali il 75% circa (650 milioni) sono detenute da civili. Si stima inoltre che ogni anno siano circa 526.000 le persone uccise da queste armi, di cui circa l'80% perde la vita al di fuori di scenari di conflitti armati (per omicidi, suicidi, esecuzioni extragiudiziali, violenza di genere, sparizioni forzate, rapimenti). A questo numero va poi aggiunto quello dei feriti e delle vittime delle conseguenze indirette della violenza armata: affamamento, mancanza di cure sanitarie ecc. Il mercato globale di queste armi raggiunge valori annuali di 8,5 miliardi di dollari, cui vanno aggiunti i proventi, incalcolabili, del florido commercio illegale. L'Italia, in particolare, è tra i maggiori esportatori a livello globale di armi civili piccole e leggere, loro componenti e munizioni. Malgrado la perdurante crisi economica e finanziaria mondiale, il valore globale delle esportazioni effettuate nel 2014 ha raggiunto la cifra di 452.713.932 euro (mentre nel 2013 ha raggiunto la cifra record di 504 milioni di euro). Si rileva, inoltre, che malgrado l'implementazione, sia a livello nazionale, sia comunitario e internazionale, delle norme volte a creare controlli più severi e procedure più rigide per il commercio internazionale di armi, nonché a rafforzare la cooperazione tra gli Stati al fine di contrastare il traffico illecito e l'afflusso di armi in Paesi non rispettosi dei diritti umani oppure affetti da tensioni o conflitti, non sono invece diminuite le esportazioni verso zone del mondo critiche sotto questi punti di vista.


Antonio Lamanna è Dottore in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e attualmente prosegue gli studi nel corso magistrale in Relazioni Internazionali nello stesso ateneo.

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