"Budapest Parlament-2" di Taken by Ludovic Lepeltier and by Damien Leblois. Modified by King - Opera propria. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Budapest_Parlament-2.jpg#/media/File:Budapest_Parlament-2.jpg

Migranti

Decisioni cruciali per l’UE
di Giorgio Castore

Preoccupano le notizie che pervengono sul fronte dei migranti. Preoccupa soprattutto che la situazione possa sfuggire di mano, in particolare sul fronte dei Balcani, la via preferita per chi proviene da Siria, Iraq, Afghanistan, e vuole raggiungere Budapest e, di lì, le mete europee più ambite.
Migranti: tasso delle decisioni positive sulle domande di asilo 2014. Elaborazione “italiani” su dati EurostatNon siamo tifosi di una tesi o del suo opposto. Né vogliamo alzare la voce per coprire tesi opposte alle nostre. Per chi lo fa proviamo disgusto. Vogliamo soltanto comprendere un fenomeno tanto complesso perché ci siamo in mezzo.
I dati che pubblichiamo derivano da quelli di Eurostat e di The World Bank sui flussi registrati nel 2014 e ci aiutano a comprendere meglio quali possano essere i risultati “attesi” nella gestione dei flussi, non solo da parte degli enti della UE preposti all’ordine pubblico ed alla sorveglianza delle frontiere, ma soprattutto per i Paesi protagonisti.
Anche le organizzazioni criminali, piaccia o no, hanno un ruolo non secondario sul fenomeno. Ultimi a rendersene conto i ministri della giustizia della UE che, finalmente hanno ritenuto utile riunirsi. La magistratura italiana, che ormai da anni contrasta i crimini collegati ai migranti provenienti dalla Libia e dispone di un buon livello di conoscenza di quei fenomeni può essere guida per i colleghi europei.
Il primo problema per la UE si presenta sui tempi di governo del fenomeno. Il summit urgente richiesto da Germania Francia e Regno Unito per individuare misure immediate e regole comuni, atteso per il 14 settembre, dovrà essere preceduto da una riunione dei ministri dell’Interno per giungere più facilmente a decisioni comuni, principalmente sul trattato di Dublino, che impone l’obbligo di istruire le domande dei richiedenti asilo nel primo paese della UE toccato dal migrante. A quel paese oggi compete, secondo il trattato, l’onere della decisione sull’accoglimento della domanda o meno. I migranti non gradiscono.
Migranti: domande di asilo 2014. Elaborazione “italiani” su dati Eurostat.I dati del 2014 che riportiamo si riferiscono a tutti i paesi dello spazio Schengen ed a Regno Unito ed Irlanda che, pur facenti parte della UE non aderiscono a tale spazio.
Ebbene il primo dato su cui puntiamo l’attenzione è quello del numero di richieste di asilo presentate nel 2014 e di quante di tali richieste sono state accolte in prima istanza.
Il campo di variabilità del tasso di accoglimento delle richieste è elevatissimo e varia da un minimo del 9,4% dell’Ungheria, ad un massimo del 94,1% della Bulgaria. A prima vista si potrebbe ritenere che mentre in Bulgaria quasi tutti i richiedenti asilo ottengono lo status di rifugiato, in Ungheria quasi nessuno lo ottiene. Ma come è possibile sostenere che i comportamenti di coloro che sono preposti a tali esami siano neutrali e non obbediscano, invece, a precise indicazioni dei rispettivi governi?
Quello dell’uniformità dei comportamenti sulla materia della richiesta d’asilo è uno scoglio decisamente importante, perché significa cessione di sovranità da parte di ciascun paese membro, cosa che non può essere imposta ad un Paese, ma deve essere decisa da quel Paese e non da un organo esterno. E la Germania è partita col piede giusto: ha rinunciato autonomamente all’applicazione del trattato di Dublino per tentare di giungere ad una politica dell’accoglienza la più estesa possibile fra i Paesi dello spazio Schengen. E per garantire a tutti i paesi che vi aderiranno uniformità di gestione del fenomeno si è pensato di insediare negli hotspot cui affluiranno i migranti, in allestimento nei paesi nevralgici di impatto all’arrivo dei migranti nella UE, oltre che i funzionari del Pese di arrivo, anche funzionari UE.
Certamente non facilitano prese di posizione come quella adottata dal Regno Unito che, non potendo incidere sullo spazio Schengen, ha annunciato il divieto di ingresso nei confronti dei cittadini UE che vogliano recarsi nel Regno Unito in cerca di lavoro, sfruttando, gli interventi di sostegno del welfare in vigore in quell’isola.
Un altro dato importante da considerare è dato dal numero delle richieste presentate sempre nel 2014 dai richiedenti asilo per ciascuno dei paesi dello spazio Schengen. Ebbene i Paesi che assorbono la stragrande maggioranza delle preferenze risultano nell’ordine Germania (202.815), Svezia (81.325), Italia (64.625), Francia (64.310), raccogliendo insieme il 65% di tutte le richieste del 2014.
La risposta della UE non può non tenere conto di ciò ed adottare nei confronti dei paesi che si uniformeranno alla politica comune soluzioni incentivanti.

Stampa

Italian Media s.r.l. - via del Babuino 107, Roma, c.a.p. 00187, p.IVA 09099241003, edita il settimanale Italiani con registrazione al Tribunale di Roma n. 158/2013 del 25.06.2013 - email: info@italianmedia.eu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.
Questo sito usa i cookie per migliorare la tua esperienza d'uso e usa cookie di terze parti. Proseguendo nella navigazione si presta implicitamente il consenso all’utilizzo di questi strumenti. Si rimanda alla nostra privacy policy per maggiori informazioni e per la possibilità di negare il consenso.