Foto di Luca Zappa [Elezioni Politiche 2008 (https://www.flickr.com/photos/lucazappa/2410789692)]. Attraverso Flickr

Fine della democrazia italiana o disinteresse green: la scelta degli italiani

Referendum trivelle: la vittoria dell’astensionismo
di Giulia Iani

Quello che la maggior parte del Partito Democratico ha auspicato – e invocato – si è avverato: il referendum del 17 aprile non ha raggiunto il quorum.
A due giorni dalla chiamata alle urne, per decidere in materia di cessazione delle estrazioni di combustibili fossili nei mari italiani, più che discutere sul perché gli italiani abbiano deciso di non recarsi ai seggi, sembra si faccia il punto sui vari schieramenti politici che hanno espresso consenso o dissenso verso gli orientamenti di Renzi e del partito a cui fa capo. Il voto allora, in questa prospettiva, sembra assumere un significato preciso: sbarrare la casella “sì” avrebbe comportato la sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio; al contrario, l’astensione o il voto negativo, avrebbero implicato un ulteriore sostegno al suo lavoro politico. 
Renzi, dalla sua, ha spiegato di aver scelto di non votare per tutelare "11 mila posti di lavoro" di operai e ingegneri del settore petrolifero.
Ai microfoni del Tg1 ha inoltre dichiarato che inumeri rappresentano un "risultato netto, chiaro, superiore alle aspettative. Questo referendum è stato respinto”.  Il politico fiorentino sostiene che adesso è necessario "impegnarsi a tenere il mare pulito, magari occupandoci dei depuratori, cosa che dovrebbero fare le Regioni". "Gli italiani ci chiedono di lavorare non di fare polemiche", aggiunge.  "Saremo il Paese più verde d'Europa", le auspicabili previsioni del premier.
Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, in prima linea contro i suoi colleghi di partito che hanno inneggiato all’astensionismo, rivolgendosi direttamente al governo ha dichiarato che quest’ultimo non può non tener conto del traguardo ottenuto dal raggiungimento della soglia dei 10 milioni di voti (considerata necessaria per poter parlare di un successo).
ll Movimento 5 Stelle in un post sul blog di Beppe Grillo ha ringraziato gli “oltre 15 milioni di cittadini che hanno detto SÌ alla democrazia ed un futuro con mari puliti, energie rinnovabili, efficienza energetica e turismo sostenibile!" e ha rilanciato l'iniziativa di referendum senza l'obbligo del quorum. 
Considerando la geografia della partecipazione elettorale, i livelli più elevati di affluenza si osservano nelle aree maggiormente interessate al problema delle trivellazioni. In particolare, la Basilicata (l'unica dove è stato superato il quorum del 50% degli elettori aventi diritto), la Puglia ed il Veneto.
Proviamo allora ad analizzare il problema da una altra prospettiva: caliamoci nei panni dei votanti ed analizziamo i motivi che hanno spinto gli italiani a disertare il voto. Che sia stato condotta una campagna informativa ben poco incisiva per avvicinare gli italiani al tema della tutela dell’ambiente? Che gli italiani si siano lasciati ciecamente ammaliare dal canto delle sirene dei propri leader politici? O che al contrario – o più semplicemente – l’argomento green non interessi (per dirla in parole povere) gli italiani?
D’altronde la dica lunga la perentoria dichiarazione del premier che al grido de "La demagogia non paga" sembra aver messo a tacere (si fa per dire) avversari e oppositori.

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