Raccolta della canapa nell'Ottocento in un quadro di un pittore austriaco Di Theodor von Hörmann - http://www.imkinsky.com/, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=562106

L’Italia dopo Brexit e mentre il terrorismo colpisce il cuore d’Europa

Partiti in vacanza, Rai, marijuana
di Roberto Mostarda

Mentre scriviamo queste note, arriva la notizia tragica dell’ennesimo attacco senza coraggio e senza onore dei seguaci del califfato, quello contro una chiesa di Rouen, in Normandia! Una nuova evoluzione del risveglio jihadista che colpisce una chiesa cattolica, dopo il lungomare di Nizza, o i locali in Bangladesh ricordando sempre il Bataclan e mentre singoli individui radicalizzati punteggiano di attacchi la Germania! Nessuno si illude che il nostro paese sia immune da queste azioni, piuttosto ci si interroga sul quando, mentre si affina l’intelligence e si cerca di preparare una reazione adeguata a qualcosa che però si conosce appena!
Ad altri il commento su questi avvenimenti tragici e sanguinosi nella nostra Europa percorsa da venti divisivi ed egoistici, mentre la scelta britannica comincia a far sentire i suoi effetti sul continente e morde ai fianchi gli stessi abitanti del regno Unito che hanno scelto di lasciare il vascello comune pensando di essere così più al sicuro e di favorire lo sviluppo svincolato da quello dell’Unione! Pia illusione, dopo le fiammate arriverà l’incendio e poi l’onda di ritorno della normalità e, allora si vedrà se esisteva ragione in quello che è successo! Sempre troppo tardi!
Emergenza terrorismo, emergenza economia, emergenza lavoro, queste le contrazioni continue e disarmoniche che colpiscono il vecchio continente e fanno sentire il morso anche nella nostra piccola Italia!
Qui, complice il caldo e il periodo una volta consacrato alle vacanze, va in onda un altro copione. Si continua a parlare di referendum, di riforme istituzionali di sì e no da esprimere in autunno, ma sembra il dialogo tra sordi e tra monadi autocelebrantesi. Nessuno dialoga realmente con nessuno e tutti pensano solo al dopo voto, quando si capirà se il vento renziano si dovrà placare o, al contrario, le riforme auspicate, vagheggiate, mai iniziate o iniziate per finta, avranno finalmente modo di esplicarsi in concreto!
Intanto, nei vari “bueni ritiri” disseminati sulla penisola, nei festival letterari, cinematografici e via dicendo che sono divenuti il palcoscenico del confronto a distanza si parla di tutto e di niente, immaginando, delineando, costruendo scenari che i primi temporali dovranno per forza far crollare!
Ma intanto mentre il terrorismo si avvicina sempre più, mentre i contraccolpi di Brexit fanno sentire il loro peso anche sulla vita nazionale preannunciando l’ennesima frenata dell’economia italiana ed europea, mentre i cittadini attendono qualche indicazione coerente e concreta, i partiti, i movimenti sembrano ormai preda in un vero e proprio letargo, tranne qualche vox clamans in deserto!
In questo deserto va in scena l’ennesima pantomima della trasparenza all’interno della Rai che sembra scontentare persino il premier, in ossequio al vecchio adagio che quando il governo ha qualche problema, in Rai ci si “riposiziona” immaginando il dopo, salvo poi mostrare la propria “indefessa” lealtà se l’esecutivo rimane forte in sella! Tutto questo lontano mille miglia dalla necessaria riforma concettuale, prima ancora che tecnica del servizio pubblico che ora, con il canone “obbligatorio” in bolletta, diviene se possibile molto più “pubblico” e dei cittadini di quanto non sia stato finora. Lontano mille miglia dall’attuale, fatto di gruppi, gruppetti di potere, consorterie varie e spreco di denaro!
Ma quel che più colpisce, complice il caldo e forse la necessità di parlar d’altro che di riforme – su questo decideranno gli italiani, si dice – arriva il confronto subito duro e alterato sul disegno di legge che prevede la legalizzazione per finalità terapeutica della coltivazione della marijuana!
Ne avevamo viste tante, mai troppe, e ancora continuiamo a vederne! Non bastassero tutte le forme di alienazione alle quali siamo sottoposti e costretti per sopravvivere , ora ci tocca anche ragionare su come usare legalmente uno stupefacente, elemento fonante della fuga mentale degli anni settanta, ottanta, novanta e ora duemila (ma forse legalizzata).
 Quello che stupisce non è il tema. Se dimostrate scientificamente le virtù mediche della piantina da coltivare in terrazzo, potrebbero alleviare o curare molte affezioni e disturbi. Del resto quanti medicinali nascono da principi naturali e in quanti paesi per definire le medicine si usa il termine droga (parola dall’olandese che indica proprio l’estratto “secco” di piante officinali.
Quel che lascia senza parole e il battage a favore che ha sempre lo stesso sentore di liberalizzazione delle droghe tout court, per lasciarne l’uso o l’assunzione ad libitum di chi ne ha bisogno.
Considerando quanti danni mentali e fisici l’uso di stupefacenti provoca al di là di euforie momentanee, viene da chiedersi se tutto questo sia proprio necessario e se non sia invece opportuno affrontare la questione soltanto in un’ottica sanitaria e medica, circoscrivendo in modo severo gli ambiti e le possibili utilizzazioni dei principi attivi!
Pia illusione, anche questa! Assisteremo allo stesso copione stantio e ormai corroso: da una parte i liberalizzatori che fumano marijuana nei comizi, nei raduni, e così via e a chi vuole opporsi ai “drogati”, come sempre senza intelligenza, perspicacia e capacità di prevenzione adeguata!
Speriamo di non assistere all’ennesima occasione sprecata e all’ennesimo pasticcio che complice qualche aspirazione di fumo di troppo, potrebbe farci pentire. Sempre dopo, però!

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