Roma, esercito in piantonamento al centro in Piazza del Popolo, foto di Massimo Predieri

La criminalità organizzata in mano agli immigrati islamici ha favorito il terrorismo in Europa

Italia finora risparmiata dal terrorismo jihadista
di Marina Poslavchera

“E ora tocca all’Italia”: annuncia il 19 agosto scorso un sedicente sito di comunicazione dell’Isis, e tutti i media pronti a rilanciare la notizia in caratteri cubitali. Ogni volta che i nostri media riferiscono di un tragico attentato di matrice jihadista in Europa, come quello di Barcellona, immancabilmente arrivano gli spaventosi presagi che l’Italia sarà la prossima vittima del terrorismo.
La paura e gli allarmi, si sa, fanno vendere i giornali e incollano la gente alle TV. Il governo italiano invece vuole tranquillizzare la popolazione e da parte sua sminuisce gli allarmi. Dopo l’attentato di Barcellona, il presidente del consiglio Paolo Gentiloni ha dichiarato di non dare credito alla propaganda di questo o quel sito jihadista, “ma sono consapevole che nessun Paese e certo nemmeno l'Italia, può sentirsi al riparo da questa minaccia".
Tuttavia l’Italia negli ultimi decenni sembra essere stata risparmiata dai grandi attentati terroristici di matrice islamica, soprattutto in confronto con il Regno Unito, la Spagna, la Francia, il Belgio e la Germania. Come mai? Secondo alcuni esperti di sicurezza internazionale, le organizzazioni criminali locali in diversi paesi europei sono caratterizzate da una forte presenza di immigrati mussulmani. Esse sono un terreno molto fertile per il reclutamento da parte di organizzazioni terroristiche ispirate dall’Isis, e forniscono inoltre una efficace rete logistica per la preparazione degli attentati. Tale fenomeno non si verifica in Italia, perché le organizzazioni criminali locali esercitano un forte controllo del territorio, sono individualmente di presunta fede legata alla chiesa cattolica e non consentirebbero l’infiltrazione di individui di religione mussulmana. Non sorprenderebbe che la nostra criminalità organizzata di stampo mafioso possa voler offrire addirittura la propria collaborazione alle forze dell’ordine per contrastare eventuali cellule jihadiste che si formassero nel nostro territorio.
A questo elemento si aggiungono altri importanti aspetti, come l’esperienza acquisita dagli organi dello stato italiano durante il lungo periodo di lotta al terrorismo politico (gli anni di piombo) e nel contrasto all’articolata e potente criminalità organizzata di stampo mafioso.

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