Il Presidente Giorgio Napolitano con una rappresentanza di giovani volontari dell'Expo di Milano 2015. Quirinale - 12/11/2014. Fonte: http://www.quirinale.it

A qualsiasi costo

Decidere e… fare presto!
di Roberto Mostarda

Come un sonnacchioso pomeriggio in campagna, con qualche scorribanda qua e là! Sembra la fotografia di queste settimane del paese, mentre il maltempo flagella le zone più a rischio con evitabili tributi di vittime, la crisi economica non solo non rallenta ma morde ancor più e la crisi sociale, dopo un lungo periodo di quiete, comincia a farsi sentire in modo violento e ingovernabile!
Eppure, se leggiamo giorno per giorno le cronache sembra che il ritmo della politica non solo non acceleri e si adegui al passo necessario per cambiare verso, ma si avviluppa sempre di più in incomprensibili analisi e distinguo tra i vari attori, quando non esplode in insulse e psichiatriche trovate come quelle dei cinquestelle!
E dire che esiste un elemento centrale, una pietra angolare che non dovrebbe permettere di coltivare i propri orticelli ma privilegiare i diritti e le necessità dell’intera nazione. Niente tatticismi, cioè, e qualche strategia!
E questo dato è il Quirinale. Il capo dello Stato, dopo oltre un anno di supplenza necessaria, di rielezione a tempo, sta facendo capire con grande chiarezza che il tempo delle solipsistiche visioni dell’ombelico è finito e che complice anche l’età e qualche acciacco di salute, il suo capolinea costituzionale si avvicina.
Ecco allora che si delinea un nodo di altissimo significato. In un paese afasico, scosso da mille contraddizioni, senza capo né coda, la presidenza della Repubblica, anche in virtù della Carta fondamentale, costituisce il simbolo dell’unità della nazione e dovrebbe esserne la sua manifestazione evidente! Quindi è un luogo alla cui successione occorrerebbe attendere con dedizione, serietà e senso complessivo delle istituzioni. Anche per evitare pagliacciate come quelle che portarono alla defenestrazione di Prodi e a tentativi clownistici come quello che (al di là della persona degnissima) portarono alla candidatura di un giurista come Rodotà!
Scegliere la figura del capo dello Stato non è e non deve essere un esercizio retorico, una disfida al ribasso, ma l’atto più alto del senso dello stato e delle sue istituzioni. Chi salirà al Colle, in una fase come quella attuale non dovrà mai avere il suggello di “parte”, lo stigma della partigianeria o soltanto il sospetto di essere espressioni di qualcuno. Dovrà essere il rappresentante primo dell’Italia, nella sua massima capacità!
E’ chiedere troppo? A veder scorrere i nomi che si cominciano a fare o le beghe di corridoio se debba o meno essere una donna, per essere “femministicamente” all’avanguardia, c’è da mettersi le mani nei capelli e toccare ferro! Il nuovo inquilino della massima magistratura, uomo o donna, deve essere la migliore espressione del Paese! Staremo a vedere!
Intanto, conciliaboli di transatlantico, vertici di maggioranza, incontri di minoranze, sproloqui al vento delle opposizioni, non sembrano inclinare per il meglio, riproponendoci il solito balletto insensato sulla prua del Titanic, come se nulla fosse e accadesse intorno!
La maggiore responsabilità grava certamente sul premier Renzi, sia per la sua primazia politica, sia per le responsabilità di governo! E se il cambiare verso all’Italia contempla anche il Quirinale, ci piacerebbe capire i criteri e non i colpi di teatro ai quali si vorrà attenere!
Sui Cinquestelle c’è poco da dire! Dopo aver fatto filotto con le nomine alla Consulta e al Csm, votando con il Pd esponenti “graditi” (orribile espressione, peraltro) cercando di mettere nell’angolo Forza Italia e il centro destra in genere, è arrivato l’istrionico passaggio della denuncia alla Procura del cosiddetto patto del Nazareno. In sostanza, non sapendo che cosa inventarsi, si chiede alla magistratura di esprimersi su un accordo siglato tra due privati (i leader di due associazioni quali sono i partiti) gabellando e ipotizzando fatti che non sono dimostrabili se non nella confusa mentalità pentastellata. Dai dai, facciamo “casino”, si diceva una volta, nei ruggenti anni Ottanta! Va però segnalato, per dovere di cronaca, che la magistratura ha aperto un fascicolo ...contro ignoti!!
Per Forza Italia e il suo leader Berlusconi, si tratta della partita della vita. Il centrodestra è spezzettato e senza un elemento unificante, con strategie difformi e opinioni divaricate, ma l’area di riferimento (quella alla quale sta parlando ora anche Renzi) è sempre maggioranza nel Paese! Eppure, patti o non patti sembra che non vi sia alcuna stella che guidi il cammino, ancora si parla di regolamenti di conti con traditori, e via dicendo o ci si avvicina tatticamente alla destra lepeniana della nuova Lega di Salvini! Ma siamo con lo sguardo al passato, non ancora al domani!
Un insieme di fattori inquietanti, che non fanno ben sperare! Tuttavia l’esortazione è decidere e …. fare presto!
E, soprattutto, nell’interesse del Paese e non in quello di parte!

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