Elezioni, Rama - Own work, CC BY-SA 2.0 fr

Nelle candidature la foto di un paese che non cambia

Pacco, contropacco e ... !
di Roberto Mostarda

Les jeux sont faits! Alea iacta est! Non siamo impazziti e non intendiamo far sfoggio linguistico, ma le espressioni francese e latina sono certamente efficaci per indicare lo stato degli atti della campagna elettorale per le politiche del 4 marzo. Una non campagna come abbiamo detto, tutto fuorché una campagna elettorale! 

Dunque, stiamo ai fatti. Le candidature, secondo quanto stabilisce la legge, sono state comunicate ufficialmente da partiti, movimenti, liste, e abbiamo appreso le mirabolanti e funamboliche piroette che in ognuno dei futuri competitors sono state fatte dai leader per riempirle con nomi di richiamo o comunque adeguati secondo le previsioni e le speranze! La prima impressione è però sconsolante e in ognuno dei casi in questione secondo le caratteristiche proprie. Non che ci si aspettasse qualcosa di veramente nuovo, di diverso rispetto al consueto, date le premesse. Tuttavia qualcosa di stonato emerge e drammaticamente non fa immaginare il voto dei primi di marzo come un passaggio fondante per una nuova repubblica. E questo non soltanto per le persone, ma per la logica con la quale ci si è arrivati. E anche senza pensare alle perplessità sull’affluenza e sul possibile esito non risolutivo di un paese spaccato in tre e senza un’apparente maggioranza possibile, a meno di sorprese dalle scelte dei cittadini! 

Le maggiori perplessità appaiono proprio nel “nuovo”, nel non sperimentato, nella tanto conclamata diversità! Nessuno sa esattamente con quali criteri, con quali numeri e con quali selezioni sono stati identificati i candidati del movimento cinquestelle. I dati latitano, come le promesse e le proposte, ed essere esclusi dipende da un cenno, da un “nutum” del capo politico Di Maio o del guru in sordina! Nessuna procedura democratica in sostanza. Algoritmi che vanno e vengono come nel porto di Buenos Aires (rifacendosi ad una strofa di una famosa canzone di qualche anno fa) non verificabili e non verificati se non per autoreferenziale indicazione dei leader. Non si capisce dunque, errori a parte, da dove nasca l’”orgoglio” manifestato da Di Maio alla presentazione (con una scivolata sulla pronuncia stessa del sostantivo) di chi tenterà la sorte delle elezioni! Una sola cosa è certa, a parte qualche nome di richiamo, la massa è di signori nessuno, autocandidatisi e curriculati come se dovessero partecipare ad una selezione per un posto di lavoro e non per uno scranno di responsabilità come quello di un seggio in Parlamento! 

Negli altri due casi, centrodestra e centrosinistra, va in scena invece la commedia degli equivoci!

Nel primo caso si assiste al solito copione di candidature nuove in apparenza, scontate o ininfluenti. La decisione come sempre è in mano all’ex cavaliere per Forza Italia e al leader della Lega. Il primo, con qualche perdita di colpi, riafferma la sua predilezione per personaggi non politici di professione come agli inizi, ma incappando in un deserto di competenze politiche da un lato o di scelte autoreferenziali dall’altro (pensiamo a Galiani e Lotito tanto per non far nomi) oppure affidandosi ai soliti noti dell’area azzurra con qualche sacrificio rumoroso a volte ma in sostanza equilibrato. Per Salvini è la prima volta e dunque è riuscito da un lato ad indicare qualche nome conosciuto, ha tentato di coniugare il nuovo verbo leghista nazionale e poi riconfermato buona parte di quanti hanno rappresentato il partito in questi anni, ingoiando anche il boccone di Bossi, ma perfidamente indicandolo in un collegio non certo facile e dove chi sarà escluso sarà comunque un nome “eccellente”! Sul fronte minore di Fratelli d’Italia conferme e novità ma anche qui si sconta il deserto di formazione politica reale. Per i centristi ritornati all’ovile poi il ripescaggio di soliti noti che dovrebbero assicurare i seggi promessi dall’ex cavaliere. 

La vera commedia degli equivoci è però quella che si è giocata nel Pd, nella sinistra e tra il Pd e la sinistra! Nel Pd secondo quel che si sente e si dice sui media il leader ha fatto scelte di garanzia per i suoi seguaci più fedeli e cassato persone di rilievo nel partito, nomi eccellenti ma non renziani doc. Per lui la sfida è - al di là delle affermazioni sul governo del paese – di avere un partito più governabile e controllabile. In questo ha avuto anche l’aiuto dei rifiuti altezzosi di alcuni big in relazione ai collegi scelti per loro magari non bloccati e proporzionali. Una serie di scelte comunque riduttive e senza spinta innovativa come ci si sarebbe aspettati dal rottamatore. E con il rischio post elettorale di nuove fuoriuscite. Per rimanere in tema, certi della loro logica suicida per tutta l’area, i dirigenti della sinistra riuniti in Liberi e eguali, hanno costruito le proprie candidature con due finalità: ribadire ovunque che l’unica sinistra sono loro e contrastare e far perdere sostanzialmente i candidati del Pd in tutti i collegi possibili, in una cupio dissolvi che come abbiamo sottolineato dovrebbe attirare l’attenzione della scienza psicoanalitica e allo stesso tempo tentando non ricambiati di flirtare con i grillini nel dopo voto! In questo baillame difficile capire la sorte dei pochi esponenti centristi rimasti coerenti all’impegno di governo e alleati del Pd, ma non ricambiati quanto a considerazione! Insomma, una non campagna elettorale, conclusasi con candidature stonate ovunque e un senso profondo di inadeguatezza generale al futuro che il paese meriterebbe di avere! Un gioco al massacro del tipo identificato nel film satirico di qualche anno fa, “Pacco, contro pacco e .... contropaccotto! Chi vivrà vedrà, dice il proverbio, speriamo bene!

Stampa

Italian Media s.r.l. - via del Babuino 107, Roma, c.a.p. 00187, p.IVA 09099241003, edita il settimanale Italiani con registrazione al Tribunale di Roma n. 158/2013 del 25.06.2013 - email: info@italianmedia.eu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.
Questo sito usa i cookie per migliorare la tua esperienza d'uso e usa cookie di terze parti. Proseguendo nella navigazione si presta implicitamente il consenso all’utilizzo di questi strumenti. Si rimanda alla nostra privacy policy per maggiori informazioni e per la possibilità di negare il consenso.