Alla ricerca dell’identità

Il Pd bifronte, l’Italia in confusione
di Roberto Mostarda

E' una strana chimera quella che percorre il Paese in queste settimane e in questi mesi: il Pd bifronte, una sorta di Giano con due facce una l'opposto dell'altra, in eterna competizione su che cosa debba essere il partito in un'Italia che cambia e chiede risposte certe ed inequivocabili.
Le recenti elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria hanno dimostrato, accanto ad un inarrestabile declino della partecipazione elettorale (che nel nostro paese equivale alla sfiducia totale nelle istituzioni), che chi vota si esprime in maggioranza per una visione del Pd impersonata da Renzi, con la maggioranza del 40 per cento e oltre che sembra essere il segno di questa fase; al contempo il crollo della partecipazione a livelli inimmaginabili in Emilia Romagna, più abituali in Calabria, apre nuovi fronti e non soltanto al partito democratico.
Si dirà che il voto locale e regionale indica malessere e difficoltà di rappresentanza legate a situazioni specifiche! Chi abbia anche un minimo di sensibilità sul paese oggi, sa che questo assioma non vale più. E la dimostrazione plastica è il voto in Emilia Romagna. Una regione "rossa" da sempre, che ebbe la prima doccia fredda con il sindaco di Bologna al centro-destra, culla dell'Ulivo e dell'Unione prodiana, manifesta una pesantissima criticità che non è solo locale!
Il Pd sta affrontando la peggiore crisi di identità dalla sua nascita e in esso convivono due tesi: da un lato i fautori della trasformazione in un partito socialdemocratico occidentale autentico che si riconoscono nella linea Renzi; dall'altro coloro per i quali la socialdemocrazia è un disvalore e sono fermi alla guerra fredda, al muro, al Pci e a prima di Bad Godesberg! Non esiste nulla di più divaricato e assolutamente inconciliabile!
Il fatto è che questa divaricazione sta sfasciando il sistema paese e la lotta viene giocata sulla pelle degli italiani! Quando si sentono personaggi più o meno significativi della sinistra pd, parlare disinvoltamente di una nuova forza a sinistra del Pd (strano caso mentre confluiscono nel Pd i resti di Sel!), di scissione inevitabile, possiamo dire di essere nella peggiore versione del divisionismo che da sempre caratterizza la sinistra italiana (anche a livelli suicidi) ma anche dinanzi al trasformismo che anni fa veniva bollato nei confronti dell'area una volta della DC!
In sostanza, non sapendo cambiare, volendo rimanere sempre se stessi, molti hanno smarrito che cosa questo significhi. E per autoreferenziare la loro azione, pensano che i lavoratori portati in piazza da sindacati siano la base della nuova forza progressista che il paese attende! Un'illusione pericolosa e il cui risultato ultimo potrebbe essere la positiva eclissi di una sinistra incapace di capire che quando il mondo cambia, qualcosa bisogna fare! Strana nemesi per chi negli anni sessanta, settanta e oltre ha sempre sposato la necessità di cambiare il paese, interpretando il sentire politico attraverso azioni dirette a capire e se possibile accompagnare il mutamento nel Paese!
Sin che questo andava a svantaggio dei partiti moderati, la vecchia Dc, i partiti minori, naturalmente tutto bene! Oggi che invece, la questione scende in corpore vili nella sinistra stessa, allora apriti cielo!
Quanto abbiamo visto, con un leader sindacale dare del disonesto per interposta persona al premier di sinistra del maggior partito al governo, dimostra che la circonvoluzione suicida ha avuto inizio. Con ciò assisteremo pur sempre alla consueta, pervicace e continua mobilitazione dei lavoratori contro il "padrone" che (siamo all'assurdo) viene identificato nel leader dello stesso partito! Dal collateralismo siamo passati allo scollateralismo. Il bene del paese, a lor signori non interessa! Le scelte da fare, anche difficili e di rottura, non possono far parte ora della loro azione per un mondo duro e puro che la storia ha seppellito (per fortuna) consentendo a miriadi di "deficienti" e di "imbecilli" (questa la definizione usata da questi corifei del nulla verso gli italiani che hanno votato e votano contro di loro) di esprimersi senza remore e senza veti!

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