Il ministro dell’ambiente Gianluca Galletti. Fonte: Webtv Camera

COP21 di Parigi: l’Italia non rinuncia alle trivellazioni
di Massimo Predieri


Estratto dal discorso del ministro dell’ambiente Galletti durante l’incontro “Cop 21, la sfida che non si può perdere” organizzato dalla presidente della camera Boldrini il 12 nov 2015. Fonte: webtv.camera.it/evento/8595

Il ministro Galletti ha difeso il piano di trivellazioni, giustificato dal fatto che “avremo bisogno dei combustibili fossili ancora per molto tempo”, e che quindi è meglio estrarli nel nostro territorio piuttosto che importarli dall’estero.
Il ministro dell’ambiente Galletti difende il programma di estrazione di gas e petrolio nei mari italiani. Nel discorso a chiusura dell’incontro “Cop 21, la sfida che non si può perdere” organizzato dalla presidente della camera Boldrini, il ministro Galletti ha ricordato che l’Italia per molti anni avrà ancora bisogno del petrolio e del gas. Se non estraiamo petrolio e gas nei nostri mari, ha ribadito, verrà estratto dagli altri, obbligandoci a importarne, “casomai proprio in quei paesi che nell’estrarre quel petrolio e quel gas hanno molto meno sicurezza di quelle che noi oggi applichiamo. Questa è una questione morale ed etica”. “Non accetto”, ha continuato il ministro, “che il petrolio va bene quando lo estraiamo dall’altra parte del modo, va male quando lo estraiamo nei nostri mari.”
Da parte sua la presidente della Camera Laura Boldrini, che ha ospitato l’incontro alla Camera, assicura con entusiasmo che non ci sono più negazionisti del clima. Un entusiasmo condivisibile, ma tuttavia un po’ prematuro. I negazionisti, a quanto pare, ci sono ancora, anche se sempre di più con le spalle al muro. Negli USA, secondo inquinatore mondiale dopo la Cina (Edgar database), sono i repubblicani a cavalcare il negazionismo: soprattutto Jeb Bush, candidato presidenziale, e James Inhofe, senatore per lo stato dell'Oklahoma. Ma anche la ExxonMobile (Esso), che è finita sotto inchiesta per aver tenuto nascosto ai propri azionisti i rischi del cambiamento climatico. Il consulente della Casa Bianca sull’energia pulita Bill Ritter ci ha confidato durante una sue recente visita a Roma che se i repubblicani vincessero le prossime elezioni presidenziali negli USA, si tornerebbe indietro di anni negli sforzi per ridurre le emissione di gas serra.
Anche in Europa non mancano i negazionisti. Il noto meteorologo televisivo francese, Philippe Verdier ha apertamente criticato gli esperti del cambiamento climatico nel suo libro “Climat investigation”.
Vedremo se alla conferenza COP21, che si terrà a Parigi a partire dal 30 novembre, ci sarà un superamento delle discussioni sulle cause del cambiamento climatico, passando finalmente ad un piano concreto per decarbonizzare l’attività dell’uomo sulla terra.

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