La parola della settimana

Informazione
di Roberto Mostarda

Croce e delizia di questi decenni, la parola informazione sta assumendo in questi mesi nel nostro paese un significato determinante per lo scontro politico in atto tra la maggioranza gialloverde e le altre forze politiche. Più precisamente per le prese di posizione degli esponenti pentastellati - più defilati e diplomatici i leghisti – contro i giornalisti e le loro istituzioni rappresentative rei di non capire il nuovo che il movimento rappresenta nel Paese, meglio dire presume di rappresentare. Il vocabolo deriva dal latino e indica la nozione, l’ idea, la rappresentazione. In epoca tarda  diviene sinonimo di istruzione, educazione e cultura.

In un significato ormai desueto esso indica  l’azione dell’informare, di dare forma a qualche cosa. Altrimenti con esso si intende l’atto dell’informare o dell’informarsi, nel senso di dare o ricevere notizia. Si parla in questo campo di libertà di informazione, intesa come libero accesso alla verità attraverso i mezzi che interpretano e formano la pubblica opinione. Nel senso più moderno e concreto, nonché nell’uso comune vuol significare la notizia,il dato o elemento che consente di avere conoscenza più o meno esatta di fatti, situazioni, modi di essere,e così via.  Nella quotidianità si parla di ufficio informazioni intendendo quello a cui in vari luoghi, organizzazioni e servizi può accedere il pubblico per avere notizie su cose di suo interesse. Ancora come agenzia di informazioni  si parla nel senso di struttura  che fornisce a pagamento notizie ai giornali, ai servizi radio, e via dicendo. Oppure in  campo commerciale, si indica l’impresa che svolge attività per fornire, dietro compenso, notizie di carattere morale, economico e patrimoniale su persone fisiche o imprese. 

Si aggiunge anche l’informazione militare ossia la notizia circa il nemico, effettivo o presunto, e i suoi problemi prevalentemente bellici, raccolta nell’àmbito di un servizio. Così  servizi informazioni, o servizi informazioni di sicurezza, sono ledenominazioni di organismi che assolvono compiti d’informazione e di sicurezza sul piano militare, e svolgono anche funzioni di controspionaggio. L’informazione può anche essere diplomatica, di solito una relazione inviata da un agente diplomatico al proprio governo e riguardante ogni aspetto della politica interna ed estera dello stato presso cui è accreditato.

C’è poi il linguaggio giuridico per il quale si parla di informazione di garanzia, ossia l’atto con il quale il Pubblico Ministero dà avviso agli interessati (indagati e persone offese dal reato) dell’esistenza di un procedimento penale, in modo da consentire loro l’esercizio del diritto di difesa; ha sostituito, con il nuovo codice di procedura penale, la comunicazione giudiziaria.

Nel linguaggio scientifico poi ed in senso ampio, informazione è il contenuto di novità e d’imprevedibilità di un messaggio intercorrente fra sistemi in relazione; anche, ciascuno dei segnali (costituenti un messaggio) che può essere inviato, secondo un determinato codice, da un dispositivo (trasmettitore) a un altro (ricevitore) ove tra essi sia stabilita una conveniente via di trasmissione. In biologia, si discute di informazione genetica, come l’insieme dei messaggi ereditari contenuti nella cellula (o più esattamente nei geni dei cromosomi di una cellula), destinati a estrinsecarsi e manifestarsi come caratteri tipici dell’organismo. In informatica e nella teoria delle comunicazioni, è la quantità d’informazione trasportata da un segnale che rappresenta la scelta fra due soli stati possibili ed equiprobabili e che costituisce un’unità binaria chiamata bit; la quantità d’informazione contenuta in un segnale è misurata dal logaritmo negativo (di base due) della probabilità del segnale. 

Si definisce poi come teoria dell’informazione quella che branca della scienza che studia i messaggi in quanto successioni statistiche di eventi, a ciascuno dei quali è associata una certa quantità d’informazione; è variamente applicata oltre che alle telecomunicazioni anche alla teoria dei calcolatori, alla genetica, alla linguistica.

Sin qui il dizionario. Per avvicinarsi alla cronaca come è consuetudine, non possiamo non sottolineare come gli attacchi violenti, offensivi, calunniosi e smodati che si sono prodotti da parte di esponenti di primo piano del movimento cinquestelle e della sua compagine di governo, rappresentino il punto più basso mai raggiunto in settant’anni di democrazia del nostro paese. Una dimostrazione di totale incapacità di affrontare le sfide che l’informazione deve incarnare in un sistema fondato su principi di libertà democratiche e di libera manifestazione del pensiero. Una posizione che denota una pesante riserva mentale liberticida ed oppressiva mai apparsa in nessuna forza politica nazionale.

Accanto alla narrazione del cambiamento presunto in atto, alla cacciata di ogni dissidente, all’assenza di ogni forma di dialogo e confronto (si procede per slogan, frasi fatte, concetti idioti nel senso della loro incapacità di comprendere la complessità sociale e politica, con tentativi di incastrare giornalisti per poi additarli alla derisione del web) ora si affaccia il vero volto del grillismo di governo come quello di battaglia di qualche anno fa: nessuna apertura, nessun riconoscimento altrui, nessuna intenzione di accettare critiche al loro modo di vedere.

Un volto becero e bestiale come quello incarnato dal vice premier che ha definito i giornalisti “infimi sciacalli” o del viaggiatore nicaraguense che annunciando/minacciando il ritorno in Italia, parla di “pennivendoli e puttane”. Sembra di ritornare agli slogan e alle smargiassate che precedettero il ventennio fascista e la degenerazione liberticida  che lo seguì. Del resto nel dna di molti degli esponenti grillini in auge è presente una mai smentita e origine familiare di estrema destra. Per loro l’informazione deve solo essere quella che esalta il nuovo governo e il programma destinati a portare il paese alla deriva economica e sociale. Per ora l’alleato leghista appare tiepido e non in linea. Sarebbe opportuno per il seguito crescente che ha assumere posizioni di chiarezza sul rispetto dei principi di democrazia e libertà sanciti dalla Costituzione a garanzia di tutti i cittadini.

Per il mondi dell’informazione, una nuova stagione di sfide e di battaglie per quegli stessi principi, tornando a guardare però il paese, il popolo, la gente e meno le stanze del potere e i loro occupanti pro tempore. E’ il paese stesso che lo chiede e deve essere l’impegno epocale del giornalismo a salvaguardia della libertà di tutti!

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