Confusione
di Roberto Mostarda

Il senso più immediato e letterale che salta agli occhi, dinanzi a questa parola, è certamente quello più comprensibile: mescolare, fondere con qualcosa. Il passo è breve per arrivare a capire l’evoluzione verso il confondere, il confondersi, l’essere confuso!
Per capirne di più, con confusione si indica una situazione di più cose o persone mescolate o riunite insieme alla rinfusa; quindi, disordine, scompiglio, tumulto, come quella che mise i costruttori della torre di Babele nell’impossibilità d’intendersi l’un l’altro. In relazione a questo senso caotico si intende anche come chiasso, rumore. O ancora in tema militare si indica il tentativo di contromisure radioelettriche attive consistente nella emissione di radioonde e, in genere, di perturbazioni radioelettriche, che si propone lo scopo d’ingannare il nemico nell’interpretazione dei dati fornitigli dai suoi mezzi radioelettrici e di presentare false indicazioni ai suoi dispositivi.
Ma il termine vuole indicare anche lo scambio di una persona o di una cosa per un’altra, si usa dire “faccio sempre confusione”. Ancora si può delineare nel diritto la riunione nella stessa persona di qualità o condizioni contrastanti. Così in tema di obbligazioni, si ha confusione con la riunione nella stessa persona delle qualità di creditore e di debitore (nel qual caso l’obbligazione si estingue e i terzi che hanno prestato garanzia per il debitore sono liberati) oppure di fideiussore e di debitore principale (nel qual caso la fideiussione resta in vita purché il creditore vi abbia interesse). Altri e simili significati giuridici di elisione dovuta a confusione di soggetti.
Quel che si avvicina di più alla riflessione che vogliamo proporre è però la confusione come “disordine mentale, incapacità di ordinare le idee” o come in psichiatria, stato mentale, temporaneo o persistente, caratterizzato da annebbiamento del pensiero, turbamento emotivo e talvolta da disorientamento nel tempo e nello spazio. Infine, da qui la confusione diviene, imbarazzo: andare in confusione, od anche umiliazione o scorno.
E l’insieme di questi stati d’animo, di queste condizioni del vivere che non può non cogliersi dinanzi a quella congerie di assurdità, incomprensibili, che si manifestano davanti a noi ogni giorno, in politica, in economia, nel mondo. Tutto sembra “confuso”, sembra aver perso i connotati della comprensibilità. Ogni scacchiere, ogni scenario internazionale è caratterizzato da confusione. Non sfuggono paesi come gli Stati Uniti, pensiamo ai problemi irrisolti della convivenza razziale (termine odioso che andrebbe sostituito almeno con etnico, ma che negli Usa e non solo, continua ad avere un’accezione precisa). I paesi latino e sudamericani sembrano al centro di una confusione fatta di spinte verso il nuovo e spaventosi vuoti verso il vecchio. La vecchia Europa si attorciglia intorno ai suoi problemi economici e sociali (è dura rinunciare ad uno degli welfare più consistenti e confortevoli che per decenni hanno cullato centinaia di milioni di persone).
Se guardiamo all’altra metà di essa, alla Russia, anche qui la ricerca della grandezza perduta sta corrompendo ogni speranza di costruzione di un grande paese più democratico e libero.
In Africa, gli indubbi passi avanti di molte nazioni ancora non si trasmettono alle altre ancora in cerca di riscatto con ciò creando una grande confusione etnica, sociale, e via dicendo. Semplice definire confusa la situazione nel mondo arabo e mediterraneo dove lo scontro epico tra sunniti e sciiti sta raggiungendo vette di confusione che non si sono mai verificate in nessuna stagione precedente.
Come non definire poi confusa la situazione della grande area asiatica, con l’India tra passato e futuro in un presente confuso e gravido di rischi non tutti negativi; o la confusione dell’altro grande paese del continente, la Cina il più grande e temibile. Qui il balzo economico sta producendo crepe evidenti nel tessuto monolitico del partito comunista foriere di confusioni, di difficoltà e di grandi problemi che non potranno continuare sempre ad essere affrontati con la repressione poliziesca e ideologica. Confuso e magmatico anche il mondo del Pacifico con vecchi e nuovi protagonisti e primattori.
Insomma, potremmo dire parafrasando un grande titolo romanzesco: ad oriente e ad occidente, niente di nuovo. Solo confusione! Del resto, il mondo non è nato dal caos primordiale?

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