"Senio Bonini - RaiNews24 - Montecitorio" di Niccolò Caranti

Nel rispetto delle opinioni altrui

Il difficile mestiere del giornalista
Redazione

L’antefatto. Sul numero di italiani.net pubblicato il 7 ottobre 2015 il nostro Mario Vallini dà conto, nel suo articolo L'Italia e il suo potente esercito, almeno per gli svizzeri di una notizia, quella della pubblicazione del risultato di una ricerca: “secondo uno studio del Credit Suisse, la società leader di mercato mondiale dei servizi finanziari, ha stilato una classifica sugli eserciti più forti del mondo e il risultato pone il nostro Paese niente meno al secondo posto in Europa, subito dopo la Francia e prima addirittura della Gran Bretagna, ed è settimo nel mondo davanti a nazioni d'eccellenza militare come Israele”.
L’articolo viene ripreso e pubblicato sulla pagina facebook di italiani.net.
Il signor Leonardo Ciucci scrive lo scorso 6 gennaio un messaggio personale, non visibile dal pubblico, che abbiamo inviato al nostro Mario Vallini:
“ho letto questo articolo e sono rimasto allibito.
mi scusate ma devo esprimere il mio sdegno
non tanto per l'ipotetica classifica del nostro amato esercito ma per la costruzione infame autolesionista di questo pseudo giornalista.”
Il nostro Mario Vallini si dichiara a dir poco sbalordito nel leggere le osservazioni del nostro simpatico lettore:
“prima di tutto la notizia nasce, come evidenzio, dallo stupore di questa indagine della prima banca svizzera sugli eserciti nazionali e dove il nostro Paese risulta al secondo posto in Europa, dopo la Francia e sfido qualsiasi connazionale a credere questo del nostro esercito senza nulla togliere alle capacità umane e professionali, ma credo che anche gli investimenti economici abbiano un loro peso.
Secondo, faccio poi notare, credo correttamente, le lacune di questa indagine rapportata con quelle più specializzate nel settore militare che, nonostante tutto, ci vedono al 15° posto nel mondo, grazie anche alle nostre missioni di pace che ci hanno visti protagonisti in molti teatri di guerra, come sottolineo alla fine del pezzo.
A questo punto sorge una domanda, ma dove trova nell'articolo: «la costruzione infame autolesionista di questo pseudo giornalista?»
Il commento dell’editore.
La stampa, quella italiana in particolare, può essere definita in generale come “iscritta al partito preso”. La nostra pubblicazione www.italiani.net rifiuta di essere classificata in questo modo ed i nostri giornalisti, pur avendo le proprie opinioni, cercano di rispettare sempre la linea editoriale. Nel caso in questione riteniamo che tale indirizzo sia stato rispettato.

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