Eleanor Roosevelt with the Spanish text of the Universal Declaration in 1949. By Unknown - Franklin D Roosevelt Library website, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4881283

Archivio Disarmo – IRIAD pubblica

Il ruolo delle donne come costruttrici di pace
Redazione

Archivio Disarmo, IRIAD, ha segnalato la pubblicazione on line dell’ultimo numero del “Sistema Informativo a Schede” con il paper di Maria Pia Di Nonno su “Il ruolo delle donne come costruttrici di pace”.
Questo saggio, incentrato sulla connessione tra militarismo e sessismo ambedue basati sulla violenza, presenta una panoramica sulla tematica del ruolo delle donne per la pace e la gestione dei conflitti. In particolare, esso riassume le azioni più incisive intraprese dalle Nazioni Unite (e dalla Commissione sullo Status delle Donne) dal passato sino ai nostri giorni: partendo dai lavori preparatori della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e concludendo con la più recente Roadmap for a gender-responsive economic environment, adottata a Taormina nel maggio 2017.
L’interesse nel segnalare ai nostri lettori questa pubblicazione deriva, in particolare, dalle frasi conclusive del paper:
“L’informazione è … senza alcun dubbio destinata a diventare la storia di domani. Questo spiega perché in questo saggio si sia deciso di raccontare, oltre una testimonianza del passato, anche alcune testimonianze dell’oggi. Il lavoro per rendere “invisibile” le azioni delle donne parte, anche se non ci si pone spesso la dovuta attenzione, dall’oggi con la prima scrematura delle notizie da divulgare o meno.
E’ sempre dal passato ci viene una inconfutabile prova di tale constatazione. Durante la Prima guerra mondiale una scrittrice e giornalista, Marcelle Capy, decise di raccogliere tutti i suoi scritti – precedentemente già pubblicati – in un libro che intitolò Une Voix de Femme dans la Mêlée. La pubblicazione venne avversata, …
La cultura dell’epoca riteneva che determinate informazioni – in questo caso il parere di una donna sulla guerra – non dovessero essere diffuse. Ma quanto questo è ancor vero? Quanto l’informazione viene deformata, censurata, distorta e qual è l’impatto di tali azioni sul nostro presente e, di conseguenza, l’influenza sulla nostra storia?”

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