Surriscaldamento del pianeta

Migrazioni ittiche verso i poli
di Sergio Lo Martire

Tra qualche decennio la Terra sarà attraversata da una vera rivoluzione che ne determinerà la sua vita futura e non certo in meglio, grazie al riscaldamento del Pianeta, ormai inarrestabile, che riguarderà anche le riserve ittiche degli oceani, in particolar modo quelle della fascia tropicale.
A causa di un riscaldamento marino sempre più intenso, la fauna ittica tropicale, lascerà fra poco il proprio habitat per vivere e riprodursi in luoghi dove il calore del mare è più mitigato, dirigendosi, verso gli estremi della terra: i due Poli.
La temperatura dei mari tropicali dal 2050 salirà, secondo le stime dei scienziati, di almeno 3 gradi, con conseguenze disastrose, non solo per un caldo eccessivo, ma anche per l'economia di quelle popolazioni che vivono soprattutto della pesca e della loro lavorazione con contraccolpi sociali ed economici ancora non quantificabili.
William Chang, professore associato presso la Ubc Fisheries Centre ha affermato in merito che "I tropici saranno i perdenti globali di questo processo. I Paesi appartenenti a queste fasce climatiche hanno una forte dipendenza alimentare dalla pesca. La perdita di popolazioni ittiche costituirà una sfida per le popolazioni che li abitano".
Questa emigrazione ittica, insieme a molte specie di invertebrati marini, non colpirà solo le popolazioni rivierasche, ma anche la numerosissima fauna terrestre che vive di pesce. Per loro si preannuncia una situazione gravissima con ripercussioni anche sul delicato equilibrio della catena alimentare.
Per fortuna i pesci, a differenza degli uomini, non usano gli aerei, ma solo la loro forza motrice pertanto lo spostamento sarà lento, anche se costante.
Prendiamo due considerazioni rilasciate da vari ricercatori in merito a due scenari diversi, ma equivalenti.
Quello più drammatico prevede un innalzamento della temperatura terrestre di almeno 3 gradi entro il 2100, in questo caso i pesci avrebbero la capacità allontanarsi dal loro ambiente marino a una velocità di circa 26 chilometri ogni 10 anni.
Se invece la temperatura salirà come si auspica, di un solo grado, i pesci nuoteranno alla velocità intorno a 15 km ogni decennio, un rallentamento che potrebbe aiutarli a creare un ambiente favorevole e meno traumatico.
Non è detto, infatti, che spostandosi in acque più temperate, i pesci sapranno ricostruire subito il proprio habitat e trovare il loro cibo; si potrebbe rischiare una vera e propria ecatombe di pesci impossibilitati a nutrirsi e a riprodursi, almeno in tempi brevi.
Leggendo molti articoli su questo fenomeno mi è sembrata molto interessante la domanda che ho trovato su internet: "Se la fauna marina tropicale si sposterà verso i due Poli del pianeta, cosa succederà quando anche questi si riscalderanno come è previsto da molte ricerche?"
Niente paura, basterà aspettare la fine di questo secolo e avremo la risposta.

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