Distruzione (fonta foto Pixabay)

L’interpretazione di quello che accade tra scienza e fede

Chi decide i terremoti la Natura o Dio?
di Nicola Sparvieri

Circa due anni fa Radio Maria suscitò molta polemica definendo “castigo di Dio” il terremoto dell’Italia centrale che interessava principalmente Norcia, Preci e Castelsantangelo sul Nera e i comuni di Amatrice e Arquata del Tronto, provocando circa 300 vittime.

Il 30 Ottobre 2016, il giorno dopo la più devastante delle scosse di quel periodo, il domenicano Padre Giovanni Cavalcoli, docente emerito di Teologia Dogmatica nella Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna, conducendo una trasmissione su Radio Maria disse: “Questi disastri sono conseguenza del peccato originale, si possono considerare come un castigo divino. Si ha l’impressione che le offese che si recano alla legge divina, pensate alla dignità̀ della famiglia, del matrimonio, alla stessa dignità̀ dell’unione sessuale, siano proprio…chiamiamolo… castigo divino, ma inteso come un richiamo per ritrovare i principi della legge naturale”.

Egli metteva quindi in relazione l’approvazione della Legge Cirinnà sulle unioni civili e convivenze ex legge, in vigore dal 5 Giugno dello stesso anno (che prevedevano anche le unioni di fatto tra gay) con il terremoto.

L’interpretazione teologica era quella di un “castigo” o un “richiamo” di Dio a ritrovare i principi della legge naturale.

Successivamente il Vaticano intervenne per bocca di monsignor Angelo Becciu, sostituto alla Segreteria di Stato: “Sono affermazioni offensive per i credenti e scandalose per chi non crede, datate al periodo precristiano e non rispondono alla teologia della Chiesa perché́ contrarie alla visione di Dio offertaci da Cristo che ci ha rivelato il volto di Dio amore non di un Dio capriccioso e vendicativo. Questa è una visione pagana, non cristiana. Chi evoca il castigo divino ai microfoni di Radio Maria offende lo stesso nome della Madonna che dai credenti è vista come la madre misericordiosa che si china sui figli piangenti e terge le loro lacrime soprattutto in momenti terribili come quelli del terremoto. Radio Maria deve correggere i toni del suo linguaggio e conformarsi di più al vangelo e al messaggio della misericordia e della solidarietà̀ propugnato con passione da Papa Francesco specie nell’anno giubilare. Non possiamo non chiedere perdono ai nostri fratelli colpiti dalla tragedia del terremoto per essere stati additati come vittime dell’ira di Dio. Sappiano invece che hanno la simpatia, la solidarietà e il sostegno del Papa, della Chiesa, e di chi ha un briciolo di cuore”.

Radio Maria ha successivamente precisato che le espressioni riportate sono di un conduttore esterno e non rispecchiano il pensiero dell’emittente al riguardo e ha sospeso con effetto immediato le trasmissioni del Padre domenicano.

A sua volta, padre Giovanni Cavalcoli, invece, non si è scusato per le frasi sul terremoto da lui dette a Radio Maria il 30 ottobre: “Confermo tutto, i terremoti sono provocati dai peccati dell’uomo come le unioni civili. In Vaticano si ripassino il catechismo”, ha affermato.

L’episodio che ho riportato è solo un pretesto per poter introdurre due problemi fondamentali e cioè̀ l’interpretazione dei fatti che accadono e l’autonomia del creato rispetto al creatore.

In definitiva il problema è uno solo e cioè  perché esiste il male se Dio è buono?

Questo tremendo problema chiamato Teodicea è sempre stato il sasso di inciampo di generazioni di persone che quasi sempre restano con la domanda senza una risposta che li soddisfi veramente. Ma quale è il ruolo di Dio sulle nostre scelte?

Le risposte possono portare, da una parte, a una visione neopagana (in cui con Dio ho un rapporto do-ut-des fatto di devozionismo) o neo panteista (in cui Dio è in tutte le cose).

In realtà è dal dono del libero arbitrio che trova risposta il problema del male nel mondo.

Non si può infatti donare la libertà a qualcuno se da questa non possa seguire anche la scelta di ciò che è male come parte di tutte le opzioni possibili.

Se Dio avesse creato l’uomo impedendogli di scegliere il male gli avrebbe negato la sua piú grande dignità che è la sua libertà di scegliere. La grande sfida che tutti abbiamo è quella di portare l’uomo a non scegliere il male liberamente e senza alcuna costrizione. Se tutti fossero così non ci sarebbero più le ingiustizie, la povertà, l’inquinamento, le guerre e la concordia e l’allegria regnerebbero in tutti i contesti. Il mondo si trasformerebbe in un paradiso terrestre molto di più di qualunque progetto politico che mai sia esistito in tutta la storia umana. Anche il miglior sistema politico possibile ha il problema di impedire che l’uomo agisca male: può farlo con incentivazioni o punizioni sia in democrazia che in dittatura, ovviamente con intensità diverse.

Quindi per quanto riguarda l’uomo, abbiamo autonomia come auto-realizzazione della persona. Tutto il male che l’uomo può compiere come violenza, ingiustizia, guerre, ignoranza ecc dipende solo dalla sua libera scelta e ne è lui responsabile e sicuramente non Dio, se non nel fatto che non lo ha impedito. È vero che Dio suscita “il volere e l’operare” (Fil 2, 13) ma alla fine è sempre l’uomo che sceglie. Da un punto di vista piú generale la questione è questa: esiste autonomia fra l’essere di Dio e l’essere che non è Dio e cioè̀ la creazione (il mondo fisico, animato e inanimato, e l’uomo)? Se l’Assoluto esaurisce tutta la realtà̀ nella pienezza del suo essere e delle sue perfezioni, qual è allora il senso di qualcosa che sia diverso da Lui? Cosa significa considerare qualcosa come fuori da Dio? La domanda ricorda quanto espresso da Leibnitz e da Heidegger che chiedevano: “perché esiste qualcosa invece che il nulla?”, cioè: “perché esiste qualcosa che non sia Dio?”.

Il tema dell’autonomia compare già ogni volta che ci chiediamo: cosa viene posto da Dio fuori di Dio?

La materia del creato gode di autonomia così come l’uomo gode di autonomia in virtù del libero arbitrio. Appare chiaro che il concetto di male è da interpretare come “male per l’uomo” e non esiste dunque un concetto di “male assoluto”.

Infatti quando, ad esempio, la peste provocava morti a centinaia nelle epidemie essa veniva considerata un male. E dopo, a seguito dei progressi della medicina, probabilmente ora verrebbe classificata alla stregua di un raffreddore e dunque non piú parte di quella lista. Cosa è dunque male, una categoria di cose o la nostra ignoranza a poter risolvere problemi?

E ancora: Dio può essere causa prima del male? Ma se la materia del creato gode di autonomia così come l’uomo gode di autonomia in virtù del libero arbitrio, allora perché la degenerazione cancerosa dei tessuti deve essere considerata male? O la tensione che si accumula al confine di zolle tettoniche in grado di far superare l’elasticità delle rocce e che provoca fratture e conseguenti onde d’urto sulla superficie terrestre deve essere considerata male? Cosa c’entra Dio con tutto questo? E con una pallina che cade? E con il decadimento di un nucleo di uranio?

E ancora: può avere a che fare con Dio essere investiti da un autista ubriaco o piuttosto il male consiste nel fatto di guidare ubriachi e che dunque occorre non farlo mai piú?

Dio agisce nelle sue creature suscitando il volere e l’operare ma lasciando libere le creature di scegliere in totale autonomia. Analogamente fa con la materia. Certamente Dio, come causa prima, permette tutto quello che accade, e interviene ogni volta che vuole per modificare qualche cosa (come nei miracoli).

Ma a causa delle Sue Caratteristiche Fondamentali Egli decide di lasciare libera e autonoma la Sua creazione: l’uomo (libero arbitrio) ma anche la natura (autonomia della materia); di questo dobbiamo tener conto per una corretta relazione tra fatti che accadono e spiritualità.

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