L’Italia non è un paese per giovani?
di Caterina Salvati

“Questo non è un paese per giovani” è ormai una frase fatta, un luogo comune o una triste verità? Questa è la domanda che dovremmo porci, anche se la risposta purtroppo sembra confermare l’ultima ipotesi.
L’Italia sta invecchiando, il dato è certo ed acquisito: emerge dai bilanci degli ultimi tre anni che l’età media è salita oltre i 44 anni ed è in aumento la popolazione oltre i 65 anni, al contrario diminuiscono gli under 15. Già nel 2015 si era registrato un drastico crollo demografico che ha visto la popolazione diminuire di 150 mila persone, con le nascite scese a livelli che non si toccavano dalla “Grande Guerra”.
La stoccata decisiva però all’invecchiamento del nostro paese è data principalmente dalla “fuga” di sempre più giovani verso paesi esteri.
Non si parla più soltanto dell’arcinota “fuga dei cervelli”, cioè l’abbandono del suolo nazionale da parte di ricercatori, studiosi e personalità di spicco della cultura. La fuga non è più solo la ricerca di occasioni migliori, ma di opportunità in generale ed interessa anche i giovanissimi. A non voler più rimanere nella madre patria sono moltissimi adolescenti o poco più.
L’allarme arriva da uno studio, appena pubblicato, di Istat a cura della ricercatrice Cinzia Conti. L’Indagine sull’Integrazione delle seconde generazioni” (www.istat.it/it/archivio/182866) ha interessato un target che comprende le scuole secondarie di primo e secondo grado con non meno di cinque studenti di cittadinanza straniera.
Ciò che è emerso è un quadro particolare sia dal punto di vista del campione di stranieri che di quello di Italiani. I giovanissimi intervistati hanno dato all’unanimità un responso molto chiaro alle domande sui loro progetti futuri dichiarando che l’Italia non è il posto in cui vorrebbero vivere. Il 42,6% dei ragazzi coinvolti ha affermato che desidererebbe andare a vivere fuori dall’Italia.
In questo dato rientrano anche i giovani nati in Italia da genitori stranieri. Poco più del 30% di loro vede il nostro paese come il luogo in cui continuare a vivere nel futuro. Su questo particolare dato la ricercatrice che firma l’indagine getta una luce davvero interessante sottolineando che comunque i giovani nati da genitori stranieri considerano poco l’idea di tornare nel paese di origine dei genitori. (www.neodemos.info/e-se-nemmeno-gli-italiani-volessero-piu-vivere-in-italia/)
Il sogno comune per studenti sia Italiani che stranieri, di qualsiasi generazione ed a prescindere dalle origini della famiglia, è andare oltre confine, e per essere più precisi oltreoceano.
Gli Stati Uniti infatti sono il paese che attrae maggiormente gli intervistati con un dato che si attesta sul 31,9% tra gli italiani e il 30,1% per gli stranieri. Al secondo posto tra le mete c’è poi il Regno Unito.
Anche se la ricerca ci parla di aspettative di giovanissimi, deve far riflettere, in un momento in cui l’immigrazione è massiccia ed è una vera e propria emergenza, che l’Italia da tempo non è più la terra promessa ma purtroppo solo un luogo “di passaggio”, forse, anche per chi ci è nato.

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