Foto di Carlo Columba [Isola delle Femmine, http://www.columba.it uploaded by Esculapio (http://galleriafotograficasiciliana.eu) [CC BY-SA 2.5 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.5)], via Wikimedia Commons

L’ultimo Paradiso

Isola delle femmine
di Luisanna Tuti

Si narra che 13 fanciulle turche, ripudiate dai loro mariti perché macchiate di gravi colpe, furono imbarcate in una nave priva di comandi e lasciate in balia dei marosi. Per giorni e giorni il natante vagò spinto qua e là dal vento, finché una tempesta lo gettò su di un isolotto nella baia di Carini. Passarono sette anni prima che i parenti, pentiti, potessero ritrovarle. Le famiglie riunite decisero di non tornare più in patria, ma di stabilirsi sulla terraferma davanti all'isola, fondando una cittadina che, in onore della pace fatta, si chiamò Capaci (cca-paci: qui la pace. Oggi questa ipotesi ci sembra in forte contrasto con quanto è accaduto il 23 maggio del 1992, quando in questo luogo di “pace” persero la vita in un attentato il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e tre agenti di scorta…)
La gente battezzò quindi l'isola che aveva salvato le donne “Isola delle Femmine”. Una lettera inviata da Plinio il Giovane a Traiano sembra testimoniare la presenza sull'isola di donne bellissime che sarebbero state offerte in premio a vincitori di battaglie.
Altra versione sull'origine del nome lo fa derivare da “fimis”, dall'arabo fim (bocca), essendo l'isola collocata all'imbocco del canale che la separa dalla costa.
Anche “Insula Fimi” derivazione di “Isola di Eufemio” dal generale Eufemio di Messina, governatore bizantino della Sicilia, sembra possa essere una terza ipotesi sull'origine del nome dell'isolotto.
Oggi Isola delle Femmine, comunemente detta anche “Isola di Fuori”è un comune di circa 7mila abitanti in provincia di Palermo.
Una torre, un tempo parte delle Torri Costiere di Sicilia, costruite per gli avvistamenti delle navi in avvicinamento, domina l'isola ed è chiamata “Torre di fuori” per distinguerla dalla “Torre di dentro”, posta sulla terraferma e molto più antica della prima.
E' una riserva naturale orientata, dove la LIPU tutela il patrimonio floristico per favorire la sosta delle specie faunistiche migratorie nelle diverse stagioni dell'anno. Tra gli uccelli migratori più diffusi sono la poiana ed il falco pellegrino. Tra i più stanziali il cormorano, l'airone cinerino ed il martin pescatore. Tra gli animali terresti incontriamo molti conigli selvatici, lucertole e coleotteri. Sul fondale marino, la purezza e la limpidezza delle acque favorisce la crescita di gorgonie rosse, corallo rosso ed attinie, mentre cavallucci marini, murene, aragoste e cernie si muovono indisturbati tra stelle marine e molluschi di varie tipologie. Nel mare sono conservati anche reperti archeologici di età romana e greca e numerosi sono i sub che scelgono questi lidi per godere le bellezze che le acque possono offrire. Anche la flora propone molte specie di piante, sparse tra piccoli prati che si alternano a fasce di macchia mediterranea diffuse sul territorio. Asfodeli, speronella, ginestrino delle scogliere, iris costituiscono solo alcune dei 145 tipi di piante che crescono sull'isola. Sette vasche di “cocciopesto” per la preparazione del garum, una ricercata salsa di pesce commerciata nel Mediterraneo, testimoniano la presenza di un antico stabilimento per la lavorazione del pescato. Il ritrovamento di anfore puniche e romane nel mare antistante l'isola accresce il valore e la curiosità di conoscere questo “paradiso” che la natura ci ha regalato.

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