Gerace: Castello Normanno Sec.X. Foto di Guerrisi'79, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=45709723

Il paese delle “Clementine”

Gerace
di Luisanna Tuti

Stupendo borgo, arroccato in pochi speroni di pietra arenaria, a 470 metri di altezza, Gerace ha origini molto antiche, con un impianto urbanistico, chiaramente medievale, disegnato da mano esperta. I palazzi sono collocati l'uno accanto all'altro con insolita maestria e si alternano a vani e botteghe scavati nella roccia.Gerace: Veduta esterna della cattedrale. Foto di DaffyDuke - http://www.flickr.com/photos/daffyduke/2871880745/sizes/o/, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=10173825
Il paese, in provincia di Reggio Calabria, conta circa 2.800 abitanti e dista solo 10 km dalla costa Jonica, lungo una piana che divide Serre dall'Aspromonte.
Domina uno scenario splendido, su gran parte della Locride e la sua storia è raccontata dalle sue case, vicoli e piazzette. Purtroppo il terremoto del 1783 causò, all'epoca, molti danni a chiese e abitazioni che furono ricostruite cercando di ripetere i vecchi schemi e volumetrie. Sotto intonaci ottocenteschi, non è raro trovare tracce di antiche bifore o di archi a sesto acuto. I sontuosi palazzi presentano preziosi portali che, sapienti scalpellini, hanno lavorato per riportare sulla pietra fregi e disegni di antica, pregiata fattura.
Data la posizione strategica, la città, - che 915 sopravvissuti ad una terribile invasione saracena, avevano trasferito dalla costa verso l'interno, guidati da uno sparviero - ben presto diventò un centro particolarmente importante, per la conformazione che la rendeva una fortificazione naturale e le permetteva di controllare tutti i traffici costieri. Per questo divenne oggetto di particolare attenzione dell'Impero Bizantino e del Regno di Sicilia, cosa che le permise di resistere agli attacchi arabi e normanni.Gerace. Chiesa di S. Maria del Mastro. Foto di Olivier Duquesne from France -, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=10173833A difesa della città era l'antico castello, edificato a picco sui burroni, probabilmente nel VII secolo d.c. ed in seguito devastato dai bizantini. Solo intorno al 1050 i normanni lo restaurarono, fortificandolo. Oggi, delle antiche mura, del ponte levatoio, del grande pozzo, dell'armeria, del cortile interno, nulla rimane. Solo alcuni ruderi del colonnato, parte di una grande torre e vari locali adibiti a svariate funzioni.
Lungo i vicoli spesso si incontrano archi a “volta a giustini”, così chiamati dai tipici cestini locali (giustini). Infatti gli archi sono costruiti con una struttura di canne intrecciate (come si intrecciano i cestini), sulla quale viene fatta una gettata di calce.
Sulle mura dell'impianto originario, si aprivano 12 porte, di cui solo 4 sono state salvate nel tempo.Gerace. Entrata della con cattedrale. Foto di lubale's - colonne..., CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3782404
Nel territorio circostante è stata scoperta una necropoli che conservava ceramiche e suppellettili di epoche varie.
Numerose sono le chiese cittadine, tra le quali troviamo: la Cattedrale, di difficile collocazione temporale, per i rifacimenti ed integrazioni realizzati in periodi differenti; la Chiesa di San Francesco, di struttura molto semplice, una delle più importanti costruzioni degli ordini dei Mendicanti dell'Italia Meridionale; la Chiesetta di San Giovannello, in pietra e mattoni, attualmente di rito greco-ortodosso; la Chiesa del Sacro Cuore, edificio settecentesco con prospetto e portale in stile barocco.
Tra gli edifici sono da ricordare: Palazzo Grimaldi-Serra (oggi sede del Comune); Palazzo Spanò che si affaccia su uno dei più bei cortili spagnoli della città e Palazzo Delfino, sul quale si aprono due bifore del '400 di ispirazione catalana.
Viti, olive, cedri, limoni, arance, pompelmi, mandarini, ma, in particolare, le clementine (agrumi molto dolci e succosi), sono i prodotti che, con il turismo, costituiscono le più importanti risorse economiche di questa terra calda e accogliente.

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