Un pericolo per la specie umana

Animali in via di estinzione
di Mario Vallini

Tra le tante catastrofi annunciate sul nostro povero pianeta, c'è anche quella che riguarda gli animali.
Sembra assurdo, eppure, a fronte di una popolazione umana in costante aumento, dal 1970 ad oggi è in pratica raddoppiata, abbiamo la conferma, attraverso documenti scientifici, che la popolazione animale si sta pericolosamente riducendo con grave danno, è inutile dire, per l'ecosistema e per la nostra stessa sopravvivenza.
Non sappiamo se ci sia ufficialmente un legame tra lo sviluppo umano e l'estinzione di intere specie animale, certo l'uomo ci mette certamente del suo con la deforestazione, l'inquinamento e l'urbanizzazione.
Da un rapporto del Wwf, apprendiamo che il 60% degli elefanti nelle foreste dell’Africa centrale e occidentale è in costante decrescita; quello dei leoni nel Mole National Park del Ghana è diminuito del 90%, lo stesso dramma anche per rinoceronti, oranghi, uccelli migratori, lupi e orsi e cetacei.
Solo lo scorso anno sono stati uccisi tra i 22.000 e i 25.000 elefanti con una media di 70 al giorno, in Sud Africa in appena sette anni, dal 2007 ad oggi, si è arrivati a uccidere da 13 rinoceronti agli attuali 1.004. Allarme rosso poi per un altro animale ormai avviato all'estensione come la tigre, solo negli ultimi dieci anni sono stati uccisi 1400 esemplari, su una popolazione di poche migliaia.
Questo crimine contro gli animali non solo distrugge i sistemi naturali, la bio diversità, ma devasta interi gruppi sociali rendendo tutti, anche noi occidentali, immensamente più poveri, ma a rischio non c'è solo questo, anche la salute.
Alcune attività illegali effettuate in Africa, come, ad esempio, mangiare specie selvatiche: dai gorilla agli scimpanzé, possono diffondere, virus pericolosi tra gli uomini come il famigerato Ebola, che può diffondersi non solo in Africa, ma anche nel resto del mondo, nessuno escluso.
Il Living Planet Report, leader sull'analisi della salute del nostro pianeta, ha denunciato che questa strage di animali interessa, purtroppo, anche la criminalità internazionale. Il commercio degli animali, specialmente esotici, è il quarto mercato illegale mondiale dopo droga, armi ed esseri umani, con un giro di affari di 23 miliardi di dollari l’anno, ai quali vanno aggiunti come crimini ambientali: la deforestazione, la pesca illegale, le estrazioni illecite per non citare gli scarichi abusivi di rifiuti tossici, attività che fanno lievitare la cifra dei crimini ambientali a 213 miliardi di dollari all’anno, come denunciato dall’Unep (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) e dall' Interpol.
Leggendo queste righe pensiamo che il problema, tutto sommato, riguarda terre lontane dalla realtà dal nostro Paese, purtroppo non è così, siamo un terreno di ‘transito’ per questi commerci illegali oltre che importatori e consumatori.
Se questo non bastasse ancora, siamo anche teatro di un intenso bracconaggio dal nord al sud della Penisola. Sempre il Wwf italiano ha analizzato vere e proprie “aree trappola” per orsi, lupi, grifoni, rapaci, come le Aquile del Bonelli, insieme a molti altri uccelli migratori e piccoli passeriformi, ma non mancano a questo triste elenco anche delfini e tartarughe.
"E’ urgentissimo interrompere questo cerchio perverso perché la povertà e la corruzione che ne derivano stanno aggravando ulteriormente la situazione di paesi già in forte crisi - ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente del Wwf Italia -  Contro la nuova piaga del millennio l’Italia deve dare un segnale forte combattendo anche in “casa” propria il bracconaggio e gli altri crimini di natura, con tutte le forze e con l’aiuto di tutti".

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