Uno scorcio del borgo medievale di Anghiari. Foto di Mattana - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=15626616

Anghiari: l'arte si recita mangiando

Tovaglia a quadri
di Luisanna Tuti

Crostini neri, crostini rossi, pinzimonio dell'orto, bringoli al sugo finto, spezzatino di Chianina, cantucci del Forno Bindi, Zuppa brexit.Anghiari. Tovaglia a quadri. Cortesia dell’autore  Il tutto innaffiato con acqua di Anghiari, vino rosso, vinsanto del contadino, caffè d'orzo al rum, servito su tovaglie di canapa intrecciata, tessuta sugli antichi telai Busatti: questo il menu offerto alla cena-spettacolo all'aperto nella XXI edizione di “Tovaglia a quadri”.
Da vent'anni gli abitanti di Anghiari rinnovano le tradizioni del borgo, ospitando per una decina di giorni un centinaio di commensali che vedranno aggirarsi tra le loro tavole imbandite commedianti improvvisati, attori occasionali che, cantando, ballando e recitando si fanno menestrelli delle loro stesse radici, portando in piazza ancestrali problemi del paese.
Ogni anno in questo piccolo angolo di paradiso, arroccato su vecchie mura medievali che dominano l'Alta Valtiberina, tra Sansepolcro ed Arezzo, si ripete l'appuntamento della cena toscana in quattro portate, durante la quale, attraverso stornelli e poesie dialettali, si raccontano storie, facendo rivivere vicende più o meno note, con personaggi quasi dimenticati. Quest'anno il titolo della “sceneggiata” è “PODERI FORTI”. E' proprio della modernizzazione dei mezzi agricoli che intende occuparsi l'evento che Andrea Merendelli dirigerà con la collaborazione del bravo Paolo Pennacchini nella famosa Piazzetta del Poggiolino.Foto di Giovanni SantiSono passati i tempi in cui i contadini con falce e forconi raccoglievano il grano per farne dei covoni che venivano arrotolati intorno ad un palo, dopo aver diviso manualmente i chicchi dalla paglia. Non si vedono più i buoi che arano i campi, guidati da agricoltori che procedono incerti sulle zolle rimosse. Un cappello consunto, una camicia bianca per difendersi dal sole, era la tipica immagine del contadino che si muoveva in una campagna assolata, preparandola per la nuova semina. Al tramonto, sfruttando gli ultimi raggi di un sole stanco che si perdeva dietro i monti, animali e uomini rientravano nei casali, dove le donne li accoglievano con profumati piatti di tagliatelle e conigli o polli arrosto di produzione casalinga.Anghiari. Foto: cortesia dell’autore
Ora potenti mezzi turbo-condizionanti si muovono rapidi per i campi, dove forti concimi permettono una crescita rapida del tabacco o di prodotti bio richiesti da un mercato distratto e frettoloso. Solo qualche voce di un consumatore più attento ed attempato si leva a ricordare sapori e profumi che furono, ma che pochi oggi possono dire di aver conosciuto. Qualcuno è diventato vegetariano, qualche altro vegano ed ognuno motiva la sua scelta di vita con ragioni più o meno credibili.
In una romantica, indimenticabile location, tra antiche case e viuzze lastricate di pietre consumate, il miracolo di “Tovaglia a Quadri” si ripete ancora una volta in onore di un felice e fortunato pubblico che potrà godere di questo ambito, poetico spettacolo, confezionato con tutti gli ingredienti necessari per creare una commedia interessante e, soprattutto, divertente.

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