Tartaruga marina comune Caretta caretta at Océanopolis, Brest, France. Foto di Strobilomyces - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=719666

La città delle tartarughe

Brancaleone
di Luisanna Tuti

Sulla costa Jonica, a circa 60 km da Reggio Calabria, si estende, per un tratto di oltre 10 km, la città di Brancaleone, vivace località balneare che ogni anno attira migliaia di turisti per il suo mare cristallino e le sue spiagge di sabbia bianca e finissima.Tracce di tartarughe marine comuni tornate in acqua dopo la deposizione delle uova. Nessun autore leggibile automaticamente. Daiju Azuma presunto autore. Presunta opera propria. https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=549290
E' proprio su queste spiagge che la tartaruga Caretta, caretta ha preso l'abitudine di deporre le sue uova, facendo definire Brancaleone “città delle tartarughe”. Ma, molto tempo prima, un'altra denominazione, dovuta ai gelsomini, aveva reso celebre questo territorio. Si dice che proprio in questa città nel 1927 furono importate le prime piante dello stupendo fiore che, ben presto, si diffuse per tutti i centri vicini togliendo a Brancaleone il titolo di “città dei gelsomini” per assumere quello di “costa dei gelsomini”. Le piantagioni di lunghi filari paralleli, profumatissimi, producevano tonnellate di fiori bianchi che, con il bergamotto ed altri agrumi, costituivano una importantissima risorsa economica per tutto il territorio. Decine di gelsominaie arrivavano la mattina per la raccolta dei fiori da destinare alle distillerie per la lavorazione. Questi venivano utilizzati in profumeria, farmacia e nell'industria dolciaria di tutto il mondo.
Solo alcune distillerie sono rimaste a testimonianza di quel periodo.
Il crescente sviluppo turistico ha imposto alla città un adeguamento delle strutture alberghiere, centri sportivi e discoteche, soprattutto per diventare un polo di attrazione anche per i più giovani. Coloro che sono appassionati di archeologia, possono soddisfare i loro interessi storico-artistici visitando il Paese vecchio, dove si trovano i resti del castello, del carcere, del convento, della Torretta e di alcune Chiese.Spiaggia sulla Costa dei Gelsomini con il caratteristico scoglio detto Panettone a Palizzi Marina. Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=963748
Il Paese, di cui si hanno notizie solo dall'anno mille, si pensa esistesse già in epoca precedente nella zona chiamata oggi Sperlongara - città di Sperlonga. Purtroppo nel 1783 un terremoto lo distrusse parzialmente ed alcune famiglie si spostarono più a valle, verso il mare. Nel 1908 un nuovo terremoto provocò un altro esodo che si concluse con l'abbandono totale del vecchio borgo nel 1953, dopo una terribile alluvione. Le poche famiglie rimaste si convinsero allora a trasferirsi nella nuove casette popolari del “Paese nuovo”.
Oggi il vecchio borgo è un paese fantasma con un fascino ed una magia che attira ancora curiosi ed appassionati di moderna archeologia. Un fascino che sembra abbia ispirato alcune opere di Cesare Pavese che, riconosciuto antifascista, fu mandato al “confino” proprio a Brancaleone, dal 1935 al 1936.
Circondato da una ricca vegetazione di macchia mediterranea che cresce spontanea anche lungo le antiche mura e sui tetti delle case ormai fatiscenti, Brancaleone Superiore oggi riesce ancora ad incantare quei turisti attratti dalla bellezza di questo luogo, forse non valorizzato come sarebbe opportuno. Aggrappato alla collina che domina la vallata fino al mare, il borgo sembra non voler cedere alla forza del tempo che lento, ma inesorabile, lo attraversa, rubandole irrimediabilmente ogni anno un “lembo” di preziosi ricordi. Solo il vento del mare sembra accarezzare le sue viuzze e le sue piazzette, quasi a consolare la solitudine e l'isolamento di un borgo un tempo ricco di vita, ma che ora può solo ammirare silenzioso, dall'alto della sua posizione strategica, una città nuova che cresce e si anima ogni anno di più, incurante di volgere almeno uno sguardo, al passato che muore.

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