Amatrice, Operazioni di soccorso della Croce Rossa Italiana, foto Gianluca Fortunato / Italian Red Cross, da Flickr

Terremoto, sciacalli e bufale
di Massimo Predieri

La triste storia dello sciacallaggio che segue le grandi tragedie ebbe un suo apice il 6 aprile 2009 nella notte del terremoto dell’Aquila. Dalle intercettazioni telefoniche risultò che gli imprenditori Francesco Maria De Vito Piscicelli e il cognato Gagliardi si rallegravano e ridevano “alle 3 e mezzo dentro al letto” per gli appalti che avrebbero ottenuto nei lavori di ricostruzione.
La storia italiana è costellata di scandali e corruzione connessi agli interventi di emergenza successivi alle grandi tragedie. La stampa, i media svolgono tuttavia un crescente ruolo di controllo e denuncia di questi episodi, facendo sperare che per il terremoto che ha colpito duramente Amatrice gli interventi di emergenza e di ricostruzione possano avvenire con maggiore trasparenza e correttezza che in passato.
Già sono state individuate alcune attività di sciacallaggio. La preoccupazione principale al momento è la raccolta dei fondi a favore della popolazione colpita dal terremoto, che può essere oggetto di truffe. E’ stato segnalato alla polizia postale un giovane di 28 anni di Reggio Calabria che millantava un'attività di raccolta fondi per conto della Protezione Civile di Messina e l'Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze). La Protezione Civile raccomanda quindi di effettuare le donazioni al numero solidale 45500. Sul sito viene aggiornato l’importo totale delle donazioni raccolte, che ha già superato i 10 milioni di Euro.Il commento pubblicato su Facebook da Daniele Atzeni
Oltre gli sciacalli, anche le bufale si sono subito messe in moto. E’ diventato rapidamente virale un commento su Facebook di un certo Daniele Atzeni. Seguace della onnipresente grande teoria dei complotti, insinuava che i dati sulla potenza del terremoto sarebbero stati truccati dalle autorità italiane, in particolare dall’Istituto Nazionale di Geofisica, per evitare di pagare i risarcimenti ai terremotati, che spettano a partire da una determinata soglia. Si tratta di una bufala costruita ad arte, mischiando notizie vere, mezze verità e menzogne per suggerire conclusioni totalmente errate. Malgrado la notizia sia stata rapidamente smascherata come falsa, ha avuto una diffusione straordinaria: 110.000 condivisioni. Probabilmente c’è ancora chi ci crede.
Da un lato la diffusione di Internet e dei social media consente la diffusione virale delle false notizie. Dall’altro, tuttavia, consente al lettore attento di verificare la notizia, soprattutto se sensazionalistica o scandalosa, prima di diffonderla ai propri conoscenti.

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