Dov’è finito il reato di omicidio stradale?

Vergogna!
di Luisanna Tuti

E' successo che un ragazzo ha rubato una mela per fame e, colto sul fatto, è stato spedito in carcere. E' successo che un anziano per necessità ha rubato al supermercato degli alimenti ed è stato tratto subito in arresto (poi salvato dai poliziotti che hanno fatto una colletta).
Un diciassettenne ha rubato una bicicletta ed è stato condannato ad un anno e sei mesi di reclusione.
E' successo che abbiano ucciso bambini sulle strisce, mamme sui marciapiedi, ciclisti che pedalavano ai bordi della strada, persone sedute al bar e, al massimo, sono ai domiciliari in attesa che si stabilisca la data del processo e, soprattutto, quale reato attribuire ad un "povero ubriaco" che certo non ha commesso l'omicidio per volontà, bensì perché non era in grado di guidare.
Il 13 ottobre, dopo molte discussioni, in particolare nella attribuzione dei proventi delle multe, è stato approvato dalla Camera dei Deputati, con 247 voti favorevoli e 9 contrari, il nuovo testo-riforma del codice della strada. Ora andrà in discussione al Senato.
La nuova legge prevede: sanzioni per coloro che superano il tempo del ticket pagato per il parcheggio; possibilità di riduzione della velocità a 30 km/H nei centri abitati, soprattutto in prossimità delle scuole o degli ospedali; punti della patente decurtati a seconda della pericolosità dell'infrazione; via libera a ciclo-taxi; permesso di circolazione agli scooter in autostrada, purché superiori a 120cc e condotti da maggiorenni; possibilità di ammissione della circolazione di biciclette e ciclomotori nelle corsie destinate ai mezzi pubblici; banca dati unica per le infrazioni stradali, per i veicoli e per le patenti; destinazione del 15% (non meno) dei proventi delle multe all'incremento dei controlli sulle strade e finanziamento del piano nazionale di sicurezza stradale; sanzioni per coloro che sosteranno nei parcheggi "rosa", cioè quegli spazi assegnati dai Comuni alle donne incinte o con bimbi piccoli; permesso del car-pooling inteso come servizio non remunerato basato sull'uso condiviso di veicoli privati per persone che debbono percorrere il medesimo itinerario; favorire l'istallazione di sistemi telematici per il rilevamento dello stato di revisione, eventuale mandato di confisca penale o denuncia di furto del mezzo. Pene più severe per coloro che circoleranno senza assicurazione.
Quanto sopra ci sembra un passo avanti nella concezione di un moderno codice della strada. Ciò che non è chiaro è quale pena spetti ai conducenti che, non rispettando le regole stradali per qualsiasi motivo, investono ed uccidono dei pedoni.
I parlamentari, molto occupati a decidere la spartizione dei proventi ricavati dall'autovelox, dopo scontri feroci, per far passare la legge hanno dovuto procedere alla cancellazione del reato di "omicidio stradale", la cui approvazione avrebbe previsto una reclusione da 5 a 10 anni per coloro che, provocando un incidente mortale, fossero trovati con un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l o fossero sotto gli effetti di qualche droga. Per questi signori è stata approvata una pena gravissima: l'ergastolo della patente!!
Mi perdonino i benpensanti, ma, difronte a vittime innocenti, io saprei con certezza a chi dare l'ergastolo!!

Stampa

Italian Media s.r.l. - via del Babuino 107, Roma, c.a.p. 00187, p.IVA 09099241003, edita il settimanale Italiani con registrazione al Tribunale di Roma n. 158/2013 del 25.06.2013 - email: info@italianmedia.eu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.
Questo sito usa i cookie per migliorare la tua esperienza d'uso e usa cookie di terze parti. Proseguendo nella navigazione si presta implicitamente il consenso all’utilizzo di questi strumenti. Si rimanda alla nostra privacy policy per maggiori informazioni e per la possibilità di negare il consenso.