Catharine MacKinnon speaking at the Brattle Theatre, Cambridge, MA. 8 May, 2006. Crunk~commonswiki assumed (based on copyright claims). Own work assumed (based on copyright claims)., Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=771123

La minaccia strisciante del femminismo radicale

Maschio addio
di Riccardo Liberati

L’undici ottobre di un anno fa, la cattedrale di Mar della Plata in Argentina, è stata assalita da centinaia di attiviste femministe a seno nudo che inneggiavano all’aborto e cantavano cori contro la Chiesa Cattolica.
I fedeli all’interno della Chiesa che stavano tranquillamente recitando il rosario sono stati colpiti con sputi e lancio di assorbenti usati, nonché provocati in tutti i modi.
Caso isolato di una frangia di squilibrate?
Purtroppo no.
Ormai il femminismo radicale è penetrato in tutte le nazioni occidentali e sempre più spesso le loro esponenti conquistano ruoli di potere nella politica, nelle Università e in tutti i centri vitali della società.
L’infezione si è ormai trasformata in epidemia.
Femministe del calibro di Valerie Solanas non si fanno scrupoli di affermare che "Definire un uomo come un animale e fargli un complimento; l´uomo è una macchina, un vibratore ambulante" e attrici del calibro di Sharon Stone, affermavano tranquillamente: "Più divento famosa e potente, e più potere ho per far del male agli uomini".
La rabbia, il disprezzo, l’odio per il genere maschile si è ormai diffuso a macchia d’olio, fino ad arrivare alla follia delle femministe svedesi che propongono una tassa speciale per gli uomini, colpevoli di non essere nati donne o di imporre di eliminare i pronomi di genere, sostituendoli con un più neutrale ‘esso’.
Il guaio è che molti uomini non solo si adattano a questo regime, ma ne sono propugnatori, illudendosi di ricevere un trattamento di favore e nei programmi televisivi e sui giornali si ergono a cantori degli schiamazzi femministi.
Sposarsi è ormai diventato un rischio.
Sono innumerevoli i casi di padri privati dei loro figli da giudici allineati, che si suicidano per disperazione o di uomini accusati ingiustamente di stupro e di pedofilia dalle loro ex mogli per togliergli il diritto di vedere i loro bambini.
In caso di separazione, l’uomo viene privato praticamente di tutto.
Una ex militante femminista sostiene che ormai negli USA l’istituzione del matrimonio è semplicemente finita.
C’era da aspettarselo: "Dal momento che il matrimonio costituisce una schiavitù per il gentil sesso, è chiaro che il Movimento delle Donne debba concentrarsi per attaccare questa istituzione. La libertà per le donne non potrà essere acquisita finché il matrimonio non verrà abolito", sosteneva Sheila Cronan, leader femminista.
Ma addirittura era il rapporto eterosessuale il loro bersaglio.
"Qualsiasi rapporto sessuale, anche il sesso consensuale all´interno del matrimonio, è un atto di violenza perpetrato contro una donna" sosteneva Catherine MacKinnon.
Recentemente una indagine effettuata da psicologi svedesi e belgi e pubblicata sulla rivista “Frontiers in Psychology” ha dimostrato che la maggior parte delle femministe radicali aveva problemi di carattere ormonale e di relazione con l’altro sesso.
In pratica erano ‘uomini mancati’.
Ma allora, chi le sostiene?
Chi finanzia le loro ‘sorellanze’ come si autodefiniscono?
Voci autorevoli sostengono di avere le prove che potenti famiglie nel campo della finanza abbiano creato il mito della liberazione della donna usando il controllo esercitato dai mass media. Ma perché?
L’obiettivo è chiaro: svirilizzare l’uomo, trasformarlo in una nullità incapace di reagire, distruggere la famiglia per facilitare il lavaggio del cervello dei giovani.
La scusa dell’uomo stupratore addotta come ‘colpa’ millenaria dell’uomo nei confronti della donna e propagandata fino alla nausea da giornalisti compiacenti, non regge più.
Una avvocatessa femminista americana sostiene che la violenza familiare è distribuita ugualmente tra uomini e donne e negli USA il numero di uomini che ricorrono alle cure mediche per ferite inferte dalle loro consorti è almeno pari se non superiore a quello delle donne.
Non solo, ma da sempre gli uomini colpevoli di violenza sessuale sono stati puniti severamente ed anche nelle società più primitive come quelle germaniche o vichinghe, lo stupratore era istantaneamente messo a morte.
E questa era una legge voluta dagli uomini, non certo dai movimenti femministi.
Casi di donne che massacrano i loro figli pur di non darli ai padri non vengono nemmeno riportati dai mass media.
Le femministe radicali ed i ‘radical chic’ che le sostengono dovrebbero ricordare che ha fatto di più l’invenzione dell’energia elettrica, della lavatrice e della lavastoviglie per la ‘liberazione della donna’ di tutti i movimenti femministi del ventesimo secolo.
Ma il loro obiettivo non è quello di ragionare, ma di assurgersi a patetiche quando non addirittura ridicole cavallerizze di una armata che ha un obiettivo ormai chiaro a chiunque non si rifiuti a priori di vederlo: la distruzione della civiltà occidentale.
Le donne, da sempre pilastro portante della società umana avrebbero potuto schierarsi in difesa dei loro figli e di se stesse. Purtroppo non è andata così.
Illudendosi di ‘liberarsi’ dal presunto giogo maschile, molte di loro fanno inconsapevolmente gli interessi di coloro che vogliono mettere un giogo ben più pesante e reale a tutta l’umanità di cui loro, volenti o nolenti fanno parte.

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