In piedi davanti al trono sopraelevato e coperto da baldacchino, Elisabetta Farnese riceve gli omaggi di alcuni nobili. Autore: Ilario Spolverini (1657-1734). Tramite //commons.wikimedia.org/wiki/

Eleganza o devozione?

Il baciamano
di Luisanna Tuti

Quello del saluto è un atto molto importante per gli appassionati di “galateo” che intendono comportarsi secondo le regole del bon-ton al momento dell'incontro.

Restando in tema di buone maniere, oggi parliamo del “baciamano”, gesto un po' retrò, ma sempre elegante e deferente.
Normalmente viene fatto dall'uomo alla donna – anche se non intimi – prendendo la mano destra della signora e portando il dorso verso le proprie labbra, senza che queste tocchino la partner, ma la sfiorino leggermente. Ovviamente le labbra devono essere pulite, senza sbaffi di maionese, panna, saliva, sughi o gocce di sudore. Neanche starnuti o colpi di tosse sono ammessi sul dorso della mano della signora.
La “dama” non deve essere mai guantata e deve esprimere la “voglia” di baciamano, portandola morbidamente a media altezza, in modo che il “cavaliere” si chini solo leggermente. Potrebbe sembrare un gesto fuori moda, ma il baciamano è da sempre un piacere per chi lo fa e chi lo riceve. Assolutamente bandito dal galateo farlo in pizzeria, al bar, al luna park, ai giardinetti, alle feste paesane, nei parcheggi o in Chiesa durante le funzioni.
Baciamano o baciamo le mani?

“Al picciotto non parve vero di poter mostrare riverenza al boss”.
E' questo un recente episodio espresso nei verbali di un collaboratore di giustizia, un tempo reggente di una potente famiglia mafiosa. Una rilettura moderna dell'antico, elegante rituale. Chi pensava che il gesto di sudditanza tra uomo e uomo non esistesse più, si deve senz'altro ricredere. Nell'ambiente mafioso il “baciamano” (specialmente in pubblico) significa riconoscere l'altro come capo, assoggettandosi al suo potere. Per chi lo riceve è la conferma di aver raggiunto il rango di “capo indiscusso”.
In uso fin dai tempi del Feudalesimo, quando il servo si prostrava davanti al padrone, questa pratica di “servaggio”, venne abolita nel XX secolo. Purtroppo, ancora oggi, assistiamo a manifestazioni di “servilismo”, anche tra uomini importanti come dimostrato dall'ex Presidente del Consiglio Berlusconi quando, incontrando Gheddafi, pensò bene di baciargli la mano.
Anche nella Chiesa è in uso il “baciamano” nei confronti dei Vescovi e Cardinali. Il bacio però avviene, senza genuflessione - riservata solo al Santo Padre – sull'anello pastorale, quale segno di fede filiale verso il “padre-pastore” che della Chiesa è il rappresentante.
Oggi il gesto sta andando in disuso per volontà di molti prelati cui non piace, soprattutto se associato all'usanza mafiosa di baciare le mani al boss. Molti, addirittura, ritirano la mano quando intuiscono l'intenzione del fedele di esprimere la sua devozione con il bacio.

In conclusione il baciamano resta un gesto raffinato e galante che ha radici profonde, ma ancora oggi può essere considerato “di moda”.
E voi lo fate il baciamano?

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