Convegno richiedenti asilo. Foto Massimo Predieri

Richiedenti protezione internazionale: accoglienza e inclusione

Europa, asilo e diritti umani
di Massimo Predieri

Si è tenuto dal 31 gennaio al 1 febbraio il convegno “I richiedenti protezione internazionale in Italia”: accoglienza, inclusione e politiche dell’Unione Europea, ospitato a Roma nell’Aula Magna della Scuola di perfezionamento per le Forze di Polizia.
L’obiettivo del convegno era l’approfondimento del “fenomeno dei rifugiati e richiedenti protezione internazionale provenienti dalle aree di conflitto nella regione mediorientale ed africana”, un fenomeno che “sta assumendo proporzioni crescenti nel secondo decennio del nuovo secolo.”
La questione più critica è il ruolo dell’Europa nell’affrontare il fenomeno dei rifugiati, in particolare nel coordinamento con i paesi europei che si trovano sul fronte del flusso migratorio, come l’Italia. Il programma del convengo segnala che “La risposta dell’Unione Europea appare incerta e frammentata, mentre quella dei singoli paesi non supera il livello emergenziale, quando non è di esplicita chiusura. Eppure, nel corso della Seconda Guerra Mondiale e a conclusione di essa, gli europei hanno sperimentato fenomeni analoghi, causati dai bombardamenti sulle città, dalle violenze contro la popolazione civile, dai mutamenti dei confini e dagli esodi delle popolazioni.”
Proprio per ribadire le analogie con la Seconda Guerra Mondiale, figurano tra gli iniziatori del convegno, oltre all’Archivio Disarmo, l'ANVCG - Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra e l’ANRP - Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia.
I relatori del convegno analizzano con grande competenza e dettaglio di dati il complesso fenomeno delle migrazioni e dei richiedenti asilo, le disordinate, spesso incoerenti e generalmente inadeguate risposte dei governi europei, le difficoltà affrontate dagli operatori incaricati di gestire le procedure di ingresso, identificazione, accoglienza. Indicano che appare urgente ed inevitabile un coinvolgimento della società civile a supporto dell’intervento governativo spesso carente di risorse ed inadeguato.
Le rotte dei migranti provenienti dal medio oriente attraverso i Balcani sono un flusso inarrestabile. Le diverse misure di contenimento, chiusura di frontiere e respingimenti hanno solo spostato geograficamente le barriere e i percorsi, ma non arrestato la spinta dei disperati in fuga dalle guerre e dai conflitti regionali.
Il nostro giornale riprenderà nelle prossime edizioni con maggiore dettagli alcuni dei grandi argomenti discussi durante convegno.

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