Pasta e carboidrati , foto Pixabay - Creative Commons Zero (CC0)

Dieta sana o moda alimentare?

Cibo gluten free, quanto bisogna fidarsi
di Lorenza Rallo

Nel mercato dei prodotti senza glutine si è registrata una crescita esponenziale, in seguito al costante aumento di diagnosi di celiachia e di sensibilità al glutine (gluten sensitivity). Chi è affetto da questa sensibilità non è propriamente celiaco, ma manifesta diverse forme di allergia al grano. Per chi è celiaco è fondamentale eliminare dalla propria alimentazione tutti gli alimenti che contengono farina di grano e non solo, anche altri alimenti come l'avena, il farro, il kamut, il frumento, l'orzo, la segale, ecc.
La crescita del mercato dipende anche dalla sensibilità da parte degli individui, che fin dai primi sintomi decidono di fare le analisi specifiche per scoprire il proprio stadio di intolleranza. Ma c'è di più, infatti, il cibo gluten free viene sempre più scelto anche da chi non è affetto da celiachia, ma ha deciso di intraprendere una dieta senza glutine, considerandola come un'alimentazione più sana. Ancora, quando uno o più componenti della famiglia è intollerante al glutine, il resto dei familiari decidono di perseguire un'alimentazione gluten free.
Nel mondo l'1% della popolazione è celiaca, mentre il 4-6% della popolazione mondiale presenta sensibilità al glutine.
Anche in Italia, secondo i dati rilasciati dall’ AIC (Associazione Italiana Celiachia) i celiaci corrispondono all'1% della popolazione nazionale che è pari a circa 200.000 individui a cui è stata diagnosticata la malattia, a cui si aggiungono 500.000 celiaci che ancora non sanno di esserlo. Altro dato importate è rappresentato dal 10% della popolazione che è affetto da sensibilità al glutine.
All'interno della popolazione italiana risultano maggiormente coinvolti gli abitanti del nord e le donne, a causa della natura autoimmunitaria della malattia. La fascia di età maggiormente colpita è quella tra i 19 e i 40 anni, pari a circa il 35% della popolazione.
Dal 2005 il Ministero della salute ha riconosciuto la celiachia come malattia sociale. Per garantire un'alimentazione equilibrata, ai soggetti affetti da celiachia è stato riconosciuto il diritto all'erogazione gratuita di prodotti dietoterapeutici senza glutine. Per chi non può usufruire di questi benefici le spese mensili si aggirano intorno alle 200 euro. Mediamente, al mese, il tetto di spesa alimentare per i prodotti senza glutine corrisponde a 100 euro per le donne e a 150 per gli uomini.
Nel complessivo sono quasi 1800 i prodotti senza glutine contenuti all'interno del Registro Nazionale degli alimenti senza glutine. Un trend in crescita poiché sono sempre di più le aziende alimentari che hanno deciso di produrre alimenti in grado di soddisfare le esigenze di chi è affetto di celiachia.
Per far fronte all'inesorabile diffusione della celiachia in Italia, gli enti pubblici si stanno sensibilizzando sempre di più, introducendo nelle proprie strutture menù dedicati ai celiaci. Il fenomeno si sta sviluppando soprattutto nelle mense e negli ospedali, ai quali sono destinati dei fondi dal Ministero della Salute, con il fine di poter fronteggiare questo tipo di esigenze.
Ma non solo. Sono soprattutto le attività alberghiere e di ristorazione che si stanno omologando a questo tipo di richieste. Attualmente si contano in Italia ben 1200 tra alberghi, ristoranti, pizzerie e gelaterie presenti sul territorio nazionale in grado di fornire cibo interamente gluten free.
Gluten Free CC BY-SA 3.0 Nick Youngson
I casi di celiachia o sensibilità al glutine continuano a crescere. La conseguenza di questa diffusione è da ricercarsi nell'alimentazione moderna, costituita da una quantità di glutine maggiore rispetto a quella consumata in passato. Il che è un paradosso, poiché da sempre i cereali rappresentano l'alimento fondamentale per la corretta nutrizione dell'individuo.
Eppure sarà forse proprio l'eccesso del glutine nel cibo (glutine vitale) la causa principale delle intolleranze?
Secondo quanto riportato dai dati FAO, in Italia, il consumo di grano risulta superiore alla produzione.
In fondo è vero, il grano non è più quello di una volta, in seguito anche agli incroci genetici che ha subito. Per riuscire a ripristinare l'equilibrio nutrizionale del grano stesso sarebbe auspicabile aumentare la produzione e soprattutto il consumo del cosiddetto grano antico, prodotto puramente biologico che si può acquistare nei negozi alimentari bio o nei mercati agricoli.
Erroneamente si sta sempre più diffondendo tra la popolazione il concetto che una dieta senza glutine, destinata a chi non ha problemi di celiachia, possa essere molto più salutare di una dieta tradizionale. Questo fenomeno è accentuato anche dal “terrorismo interattivo” che bersaglia il web inneggiando ai rischi che porta l'assunzione del glutine per la salute dell'uomo.
Queste paure erano state insinuate già qualche anno fa dal famoso cardiologo William Davis, che nel suo libro La dieta zero grano porta avanti la tesi secondo cui problemi di peso non siano affatto legati all'assunzione eccessiva di grassi e di zuccheri. Per il dottore americano, infatti, il problema principale è il grano, in tutte le sue forme.
Non bisogna dimenticare che, se si assumono solo prodotti gluten free vi è un'alta probabilità che si finisca con l'eccedere con assunzione di grassi e zuccheri utilizzati per compensare l'assenza del glutine stesso. Allo stesso tempo, evitare l'apporto di glutine, contribuisce a diminuire o eliminare vitamine fondamentali per l'organismo, come la B12 oppure lo zinco, il magnesio, il selenio e il calcio.
Secondo gli esperti, quindi, eliminare il glutine completamente, nella dieta di chi non soffre di queste particolari patologia, potrebbe portare a condurre degli stili di vita che mettano in serio rischio il proprio stato di salute. Basti pensare che, nutrirsi solo di alimenti gluten free, può portare l'individuo alla complicanza seria del diabete di tipo 2.
Dunque, per chi non presenta particolari problemi di salute o patologie specifiche, a detta di parecchi medici ed esperti del settore, rimane sempre la dieta mediterranea, la scelta più salutare, proprio come consigliato nel libro Dimagrire con la dieta mediterranea del dott. Calabrese. Secondo l'esperto, grazie alla dieta mediterranea si può mangiare un po' di tutto senza esagerare nell'abuso e nell'assunzione di determinate sostanze. La dieta mediterranea è ricca di prodotti genuini, ancora di più se sono biologici o a km0.

Bisogna quindi specificare che le diete fai da te e gli stereotipi alimentari che ci vengono inculcati dalla società non sempre sono scientificamente corretti. Gluten free non è sinonimo di sano in senso assoluto. Solamente mangiare sano e associando all'alimentazione attività fisica, è la scelta migliore per la salute del corpo e dello spirito.

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