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Moda: calze e reggicalze come arma di seduzione.

Che gambe!!
di Luisanna Tuti

Tipica espressione maschile al passaggio di due gambe femminili “coperte da una calza velata color carne”, ormai sempre più rare. Infatti le gambe scoperte sono quasi scomparse poiché il capo di abbigliamento che consentiva di ammirare la bellezza degli arti inferiori della donna è in fase di estinzione: la gonna. I pantaloni, per comodità, hanno quasi totalmente “soppiantato” gonne e vestitini ed impediscono alle donne di fare “sfoggio” delle loro gambe, anche se molto belle.
Chissà cosa avrebbero detto gli inventori delle calze di nylon cui si era arrivati nel 1959 quando, per merito dello statunitense Allan Gant, fu introdotto sul mercato l'uso del collantche divenne immediatamente un fenomeno di massa.
Inizialmente le calze dovevano essere sorrette da un accessorio, chiamato appunto “reggicalze”, al quale si era arrivati dopo che il merciaio Fereol Didieu ne aveva ideato un prototipo seguendo le indicazioni medico-sanitarie, secondo le quali le giarrettiere causavano problemi di circolazione.
Questo articolo però fu giudicato scomodo ed antiestetico e, nel 1893, gli inglesi adottarono per la prima volta il “corsetto”, bustino dotato di laccetti per sostenere le calze.
Nel 1910, quando il sarto parigino Paul Poiret creò il “reggicalze”, intimo e leggero come lo conosciamo oggi, fu decretata la decadenza del busto.
Molte donne, per praticità o convenienza, continuarono però ad arrotolare le calze sulla parte superiore, ispirando probabilmente gli inventori delle autoreggenti.
Solo dopo la seconda guerra mondiale, che aveva costretto la gente a ristrettezze economiche, iniziarono ad arrivare in Europa le calze di nylon (fibra creata in America nel 1938) ed il francese Marcel Rochas creò la “guepière”.
Il reggicalze fu allora considerato solo un accessorio per prostitute poiché l'antiestetica visione della balza della calza o dei ganci del reggicalze erano – si diceva – assolutamente disdicevoli.
Negli anni sessanta l'accorciamento delle gonne e l'invenzione della minigonna facilitarono la rapida diffusione del “collant”.
Inaccettabile e volgare era indossare una calza comune che avrebbe di sicuro tolto quel fascino che le gonnelline conferivano alle gambe femminili.
La nascita della Lycra consentì di dare flessibilità e morbidezza alla rigidità dei primi collant e consentì una maggiore capacità di adattamento e di aderenza alla gamba che lo indossava.
La crisi del reggicalze durò fino agli anni settanta, quando la stilista francese Chantal Thomass, lo reintrodusse nella linea della biancheria sexy da lei firmata.
Gli anni ottanta furono quelli della ripresa del reggicalze che, ornato di pizzi, merletti, nastrini e ricami, ancora oggi, contribuisce senza dubbio a conferire quell'aura peccaminosa che circonda l'uso di questo accessorio. Una gamba fasciata da una calza color carne che si conclude in una cucitura posteriore (che dona slancio alla gamba stessa) e termina con una balza autoreggente o agganciata ad un seducente reggicalze, è senza dubbio considerata da tutti gli uomini una irresistibile arma di seduzione.

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