Champs Elysees Arc de Triomphe Noel (Photo by Rodrigo Chiong)

Vietati dal comune i mercatini della festa sugli Champs Elysèes

Addio Natale a Parigi
di Antonello Cannarozzo

Da molti anni, in quasi tutte le piccole o grandi città europee, i mercatini di Natale sono divenuti una caratteristica inscindibile con la festa più attesa dell’anno e con un giro turistico ormai solidificato di alcuni milioni di euro.
Una realtà popolare ed economica, dunque, di tutto rispetto e l’idea di toglierli sarebbe una scelta un po’ folle eppure, nella nostra cara, vecchia Europa, c’è chi ha pensato bene di abolirli in nome del multiculturalismo e della laicità dello Stato.
Parliamo di Madame Anne Hidalgo, sindaca socialista di Parigi, la quale fin dal suo insediamento ha fatto capire come la pensava promuovendo iniziative in favore della laicità, ma spesso a senso unico specialmente verso il mondo cattolico proibendo loro in questi ultimi anni le sale del municipio per eventi o conferenze e, tra le proteste generali, abolendo anche lo storico il presepe all’interno del palazzo comunale.
Quest’anno, però, ha superato se stessa, abolendo il celebre mercatino di Natale su gli Champs Elysèes che da circa dieci anni è divenuto un attrazione non solo per i parigini, ma anche per tanti turisti.
La scusa adottata per questo provvedimento è che le bancarelle, sia culturalmente che esteticamente: “Non sono più adeguate al sito d' eccezione” in pratica l’elemento popolare e - aggiungiamo noi – la cultura cristiana principalmente, non sono ben accetti sul celebre viale della capitale, vietando anche allestimenti nelle vetrine che possano ricordare la festa cristiana, mentre la stessa Madame Hidalgo organizza alla fine del Ramadan una grande festa “che fa parte del patrimonio culturale francese”, secondo le sue stesse parole.
La scelta del comune per fortuna non è passata sotto silenzio, ha trovato forti critiche e contestazioni da parte dei parigini e, ovviamente, dai tanti ambulanti, i ‘forains’, che da ogni parte della Francia si danno appuntamento a Parigi proprio per il Natale.
Questi ultimi hanno pensato bene di bloccare nei giorni scorsi le tre grandi vie di accesso alla capitale francese con i loro automezzi, creando non pochi disagi alla circolazione con la promessa che questo è solo un assaggio.
Marcel Campion, presidente dell’associazione che gestisce i mercatini, ha annunciato di “bloccare Parigi tutti i giorni” se il provvedimento comunale non sarà soppresso avviando ‘l’operazioni lumaca’ che rischia seriamente di bloccare il traffico nella regione parigina, creando gravi problemi alla sindaca progressista.
Una protesta forte anche perché, al di là della festa, secondo quanto riportato dal quotidiano Parisien, l’annullamento dei mercatini sugli Champs Elysèes mette in grave crisi 240 commercianti e oltre 2mila posti di lavoro.
Numeri rilevanti, ma che di certo non scuotono la giunta socialista che risponde: “Il ricatto non è un metodo e le pressioni degli ultimi giorni sono inammissibili”.
Ad oggi non sappiamo come finirà questo braccio di ferro, ma da alcuni anni la Parigi progressista spegne le luci del Natale, come è stato scritto e detto in più occasioni e, a questo punto, ci permettiamo di consigliare alla Hidalgo, per un maggiore progresso civile, di eliminare finalmente tutte quelle croci sulle chiese di Parigi che offendono il panorama del multiculturalismo e la laicità dello Stato così, dopo circa due secoli, la Rivoluzione francese può dire di aver vinto completamente con i suoi ideali o supposti tali.

Stampa

Italian Media s.r.l. - via del Babuino 107, Roma, c.a.p. 00187, p.IVA 09099241003, edita il settimanale Italiani con registrazione al Tribunale di Roma n. 158/2013 del 25.06.2013 - email: info@italianmedia.eu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.
Questo sito usa i cookie per migliorare la tua esperienza d'uso e usa cookie di terze parti. Proseguendo nella navigazione si presta implicitamente il consenso all’utilizzo di questi strumenti. Si rimanda alla nostra privacy policy per maggiori informazioni e per la possibilità di negare il consenso.