Una sala ristorante di un albergo, foto di Mario Attanasio

Un viaggio nelle Alpi per curare i quattro corpi antroposofici

La Casa della Salute dell’Anima
di Mario Attanasio

Ferdinand, esausto dopo un viaggio lunghissimo, si recò direttamente alla Reception. La Casa di Salute dell’Anima San Gabriele in Valcamonica gli era stata consigliata da una sua carissima amica che era venuta prima di lui a curarsi da una profonda ferita nell’anima dovuta ad un abbandono tanto improvviso quanto brutale per la sua modalità.
- Lei quale corpo vuole farsi curare?
- Mah io non so… di quale corpo parla? A dire il vero ne ho uno solo…
- Eh No! - Il tono della ragazza dietro il banco era di quelli che non ammettono repliche, - noi tutti abbiamo tre corpi, per non parlare del quarto, e cioè quello fisico, quello eterico e quello astrale. Ma vedo che lei è a digiuno di queste cose, deve imparare bene prima di tutto cosa sia l’Antroposofia e poi dopo passare alle cure.
- Ma io ho solo una settimana, ce la faccio a imparare abbastanza in tempo per fare le cure? E, mi dica, in genere da dove si inizia? Da quale corpo?
- Beh, di solito si inizia con quello fisico e poi quello eterico, ma visto che lei resta solo una settimana vediamo di fare una eccezione. Dunque vediamo… i bagni nell’acqua di Levico per il fisico, con l’aerosol delle nubi della valle e il massaggio ritmico e l’Euritmia per l’eterico.
Ferdinand iniziava ad avere dei dubbi su questo posto, ma ormai vi era dentro e sarebbe stato disdicevole andarsene di corsa come una vocina gli sussurrava da dentro, per cui si fece forza e chiese: - ma come si fa l’aerosol con le nubi della valle?
- Ah, ce lo chiedono tutti, noi abbiamo un aereo piccolino che si leva in volo ogni mattina, fa il carico delle nuvole scegliendo quelle migliori, riatterra qui vicino e le scarica direttamente nei depositi collegati alle strutture dell’aerosol dove vengono usate dai nostri pazienti e fanno molto bene perché sono raccolte direttamente in altitudine dove non c’è inquinamento ma c’è una grande concentrazione di Ozono che serve per le difese del corpo fisico.
Ferdinand non credeva alle proprie orecchie. - Ed il massaggio ritmico?
- Ah, la solita domanda… Il massaggio e le frizioni ritmiche agiscono direttamente sul corpo eterico.
- Corpo eterico?
- Ma sì, l’eterico è quello che dà vitalità al corpo e si può solo sentire, non vedere perché è un’aura che compenetra il corpo fisico e ne sborda fuori dove le nostre massaggiatrici specializzate possono vederlo e trattarlo, ma è un procedimento delicato che solo alcune possono fare bene e le nostre donne sono fra queste.
- E l’Euritmia?
- Quella è la disciplina antroposofica che visualizza le parole ed i pensieri mettendoli in scena e si può parlare mediante l’Euritmia con i movimenti del nostro corpo, non solo, sono esercizi che fanno bene sia al fisico che allo spirito.
Sempre più confuso Ferdinand rinunciò a fare altre domande e si diresse in camera confidando nella sua buona stella e si fiondò direttamente a letto.
La mattina dopo era pronto ad iniziare le cure e si diresse con curiosità nel centro termale della Casa San Gabriele.
Uno stuolo di giovani infermiere lo accolse con il sorriso sulle labbra.
- Prego Ferdinand si accomodi!
È così iniziò una mattinata stupefacente.
Mentre faceva l’aerosol con le nuvole della Valcamonica gli sembrava di volare altissimo e di vedere la terra dall’alto; - non si preoccupi Ferdinand succede a tutti con le nostre nuvole, poi passa, gli diceva amorevolmente la Monica.
In effetti passava, ma non credeva a se stesso quando, immerso nell’acqua di Levico gli sembrava di essere un pesce sott’acqua che respirava con le branchie.
- Stia tranquillo Ferdinand, anche questo è normale, l’acqua di Levico è potentissima e sembra di trascinare tutti giù, ma non è così, è solo un’impressione soggettiva.
Intanto lui nuotava sott’acqua in compagnia di trote e lucci, visto che si trattava di acqua dolce.
Passati i 12 minuti previsti dal protocollo terapeutico la Stefania lo prelevò e, dopo averlo avvolto in coperte morbide, lo lasciò disteso su un lettino in una stanzetta buia.
- Ci vediamo fra mezz’ora Ferdinand!
Contrariamente alle sue preoccupazioni la mezz’ora passò molto velocemente fra sonnellini e brevi risvegli, ma subito lo aspettava l’Euritmia!
Christiane, la maestra, lo aspettava con impazienza nella sala deserta.
- Bene Ferdinand, cominciamo?
- Va bene maestra mia, cominciamo pure, ma mi spieghi meglio tutto, non ci sto capendo molto qui, sai è il mio primo giorno…
E lei, con una grande pazienza, ripeté a Ferdinand tutto quello che gli era stato già spiegato e gli chiese di mettersi in piedi alle spalle del muro in fondo alla sala.
- Ora iniziamo Ferdinand, pronto?
Pronto lui non era proprio, anche perché un improvviso vuoto di memoria non gli faceva ricordare dove fosse.
(continua)

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