Esplosione (foto di Geralt – Pixabay)

Uno scenario da paura con poche probabilità di sopravvivere

Cosa succede se scoppia la terza guerra mondiale?
di Antonello Cannarozzo

Ci sono tanti conflitti nel mondo che il pericolo di una scintilla può innescare situazioni pericolose per la stabilità dell’intero pianeta. Qualche politico pazzo potrebbe, infatti, dare il via ad uno scontro nucleare per il quale, in breve, si tornerebbe alla preistoria dell’umanità lottando per la pura sopravvivenza.

A questo futuro devastante hanno dato una risposta un pool di scienziati della Rutgers University negli Stati Uniti, coordinati climatologo Alan Robock, per definire le ripercussioni di una guerra atomica sulla popolazione del pianeta, al di là delle chiacchere e della propaganda.

Nella relazione si immagina un conflitto mondiale dove per cinque giorni si siano fatte esplodere almeno un centinaio di bombe nucleari (nel mondo se ne contano almeno 16 mila. Ndr) e la prima conseguenza è quasi subito l’alterazione del clima con lo sprigionarsi di una serie di elementi gassosi altamente tossici per la salute con gravissime ripercussioni per gli organismi viventi.

Se ciò non bastasse, i miasmi che si sono creati diventano in breve una vera cappa di densa fuliggine che avvolge l’intero pianeta, oscurando il Sole e creando così un rapido abbassamento delle temperature di decine di gradi un po’ dovunque anche in città dal clima temperato, peggio che in Siberia, arrivando anche a meno 30 gradi e questo non per alcuni giorni, ma tutto l’anno con qualche spiraglio solo verso ciò che ancora si può definire estate quando la temperatura può salire al massimo di uno o due gradi sopra lo zero.

Intanto le esplosioni hanno risvegliato le numerose faglie nella crosta terrestre per cui si prevedono terremoti di magnitudine elevata che devasteranno immense aree continentali.

Tornando al buio planetario, a farne le spese è il buco dell’ozono che sarà fortemente compromesso dai gas che si sono sprigionati dopo le deflagrazioni, riducendo la difesa dai raggi ultravioletti del Sole nella nostra atmosfera, danneggiando seriamente il Dna di ogni specie ancora vivente con un incremento delle radiazioni almeno del 120%.

Se questo scenario è drammatico il futuro, se possibile, sarà ancora peggio. L’agricoltura è in gravissime difficoltà. Dove ancora cresce qualcosa è alterato nel suo Dna con risultati imprevedibili.

La catena alimentare è praticamente interrotta e il cibo per sopravvivere diventa scarso e di pessima qualità.

Con le basse temperature diminuiscono anche le precipitazione abbassando l’acqua dei fiumi e, in seguito, quelle del mare. In alcuni punti scompaiono interi corsi d’acqua con l’estinzione di centinaia di specie animali, primi tra tutti, ovviamente, i pesci. 

Gli unici animali che sopravvivono alla catastrofe sono scarafaggi, moscerini, scorpioni e topi; tutte specie che, grazie ad una selezione di milioni di anni, sanno vivere in qualunque situazione.

Se questo può far storcere la bocca a molti, bisogna pensare che per coloro che sopravverranno saranno una delle fonti principali di nutrimento, altro che dieta mediterranea!

Sono passati intanto altri due anni dallo scoppio della guerra che ha fatto almeno due miliardi di vittime, ora se ne aggiungono altri due o tre dovuti alla fame causata dalle carestie e dalle numerose malattie scomparse da secoli a causa delle poche acque ancora esistenti, ma sempre più inquinate che non possono più essere guarite per mancanza cure adeguate.

Una situazione che si acuirà ancora nei prossimi cinque anni perché, a causa dell’ozono sempre più fragile, saliranno in maniera drammatica anche tumori di vario genere. In questa situazione, ovviamente, la tenuta sociale degli uomini sarà solo un ricordo. Il motto “mors tua vita mea” sarà la nuova legge per chi sopravvivrà.

In tutta questa tragedia però c’è pur sempre una speranza.

Passati almeno trent’anni dalla guerra, la situazione comincia gradualmente a migliorare. Torna, se pur lentamente, a piovere e i fiumi cominciano a scorrere sulla terra assetata e ricominciano così le prime fioriture con il loro apporto di ossigeno permettendo alle temperature di risalire e, soprattutto, di riaprire le dense nuvole di caligine alla luce del Sole.

Tutto riprende a vivere. Nonostante enormi difficoltà, ormai il peggio è passato, la Terra ricomincia a vivere, pur rimanendo ancora vasti territori altamente nuclearizzati, e lentamente i continenti riemergono dalla tragedia di questi anni da incubo.

Sorge allora una domanda: “Ci sarà ancora un essere umano superstite per vedere questo ritorno alla vita?

Secondo gli scienziati è molto improbabile che qualcuno possa sopravvivere a tante catastrofi. Allora, nel frattempo, godiamoci ancora la Terra nel suo splendore per quanto sia possibile, prima che qualche pazzo spinga il famoso bottone rosso.

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