indossatrice alla sfilata

Milano Fashion Week 2018

A Milano si promuove il Made in Italy
di Luisanna Tuti

Bella, elegante, pratica, sportiva e, soprattutto, femminile. E' questa l'immagine della donna, emersa dalle sfilate di Milano Fashion Week che si  sono svolte dal 21 al 26 febbraio nella città lombarda.

E' questo l'evento più prestigioso organizzato dalla Camera Nazionale della Moda che ha richiamato migliaia di buyer da tutto il mondo per assistere alle passerelle di 156 “maisons” italiane che hanno reso celebre il made in italy.

La manifestazione è stata seguita da molti nomi noti, convenuti per seguire personalmente la presentazione dei modelli che presto invaderanno strade e salotti di ogni Paese.

Armani, Barocco, Genny, Ferretti, Cavalli, Valentino, Versace, Moschino, Prada, sono solo alcuni dei nomi che hanno animato le serate milanesi.

Per la Prima volta Donatella Versace ha concesso un'intervista al TG 1 parlando della sua idea di donna oggi: forte, ribelle e coraggiosa, come la vedeva suo fratello Gianni. Sensuale, femminile e multicolore è il suo modello presentato quest'anno.

Rocco Barocco ha vestito la sua donna di nero, definendolo  “colore” (ricordiamoci che il bianco e il nero non sono mai stati considerati colori) elegante e raffinato;

Armani quest'anno ha voluto tingere i suoi abiti di azzurro e verde, in tutte le sfumature possibili,  accorciando le gonne ed usando  molta pelle. Nelle sue trasparenze di vedo-non vedo, ha voluto valorizzare la bellezza delle diverse culture al di là di ogni confine;

avvolte in ampie giacche nere e abiti stampati con grandi fari, quasi a rappresentare quelli riflessi sulle vie della città bagnata da una pioggia incessante, sono le creazioni di Miuccia Prada;

singolare e non da tutti apprezzata è stata l'idea di Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, che ha fatto sfilare le modelle con una testa mozzata sotto il braccio, ispirandosi – ha dichiarato – al Manifesto  di Cyborg di Donna J. Haway.

Al termine della sfilata Armani ha dichiarato : “ognuno può fare ciò che vuole, ma se metto in pedana una testa mozzata sotto il braccio di una ragazza, fatemi dire che siamo al limite  ed io non sto al gioco”;

la seduzione” è stato il tema delle donne Cavalli”. Ampi spacchi e profonde scollature hanno caratterizzato i suoi abiti, stampati con disegni ispirati ad animali e giacconi in pelle lavorati a squame di coccodrillo;

minimalismo monocromatico per Salvatore Ferragamo con la prima sfilata firmata dal nuovo direttore creativo Paul Andrew che ha voluto presentare la linea maschile e femminile insieme;

severa, quasi collegiale la “figura Fendi”. Colletti bianchi, gonne lunghe a pieghe, tipo educanda-istitutrice. Accessori eleganti e ben studiati;

nostalgia per gli anni 80 traspare nelle grandi spalle e ampi volumi di Alberta Ferretti che veste la sua donna di colori molto vivaci.

La rassegna potrebbe continuare ancora per molto, ma ciò che traspare da questo evento è soprattutto l'esperienza dei nostri Maestri, instancabili nella ricerca e nella esplorazione di nuove idee e tendenze, magistralmente espresse nello stile inconfondibile che ha da sempre caratterizzato e caratterizza l'unicità del “Made in Italy”.

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