Stadio gremito (foto di Pexels – Pixabay)

La Paralisi di una nazione

La Grande Paralisi
di Mario Attanasio

Dai, dai Anita forse ce la la facciamo ancora…

- Mah, non lo so se ce la faccio, sono stanca.

- Dai, dai, guarda sta ancora sul binario, non é partito ancora.

E, finalmente, dopo un grande sforzo per trascinare le loro pesanti valigie, si sedettero ai loro posti sul Freccia Rossa

- Napoli -Milano. Avviso ai passeggeri! Causa malore al capotreno questo treno per Milano è sospeso. Trenitalia si scusa  per l’inconveniente e prega i passeggeri  di scendere immediatamente da questo treno.

- E ora?

- Ora andiamo a Capodichino, mi sembra che ci sia un aereo proprio adesso, presto!

Dopo una corsa folle in taxi arrivarono giusto in tempo per il check-in sul volo Alitalia in partenza per Milano.

Mentre i motori rullavano sulla pista un nuovo annuncio:

- Siamo spiacenti comunicare ai passeggeri in partenza per Milano che il pilota è stato colpito da un infarto ed è deceduto all’istante. Ci scusiamo per l’inconveniente e preghiamo le persone presenti su questo aeromobile di ritornare a terra dove avranno tutta l’assistenza necessaria.

- E ora  cosa facciamo?

- Beh, cerchiamo un altro volo..

Ma con loro grande sorpresa tutti i voli erano stati annullati in segno di partecipazione al dolore della famiglia per la morte improvvisa del pilota dell’Alitalia.

- Bah, l’appuntamento a Milano di domani lo possiamo rimandare alla settimana prossima, cerchiamoci un albergo ed andiamo a vedere la partita Napoli-Roma in calendario proprio quella sera.

Non  tutti i mali vengono per nuocere, pensava fra sé e sé Ferdinand mentre il taxi li portava a Fuorigrotta.

Da anni infatti voleva vedere all’opera Maradona che era il suo idolo, quasi Dio in terra e questa sarebbe stata la sua ultima partita con la maglia del Napoli, visto le sue vicissitudini giudiziarie.

Il San Paolo era stracolmo  oltre la sua normale capienza, vista l’occasione straordinaria.

Ma appena dopo il fischio di inizio un altro più grande si levò dagli altoparlanti:

-Avvisiamo gli spettatori che un grave malore ha colpito il nostro Presidente e la  partita è sospesa.

- E ora?

- Beh, andiamo in albergo, almeno lì una cena ce la daranno.

Ma in albergo, uno dei più belli sul lungomare, dissero loro che lo chef si era sentito male e che tutti gli alberghi della catena avevano chiuso in segno di solidarietà.

E, solo grazie ad una conoscenza del consierge riuscirono ad arrivare alla loro camera.

Stanchi ed affamati accesero la TV.

È così scoprirono la grande umanità del popolo italiano.

Tutte,  proprio tutte, le  attività italiane erano sospese in segno di lutto solidale.

In ogni campo c’era stata una dipartita improvvisa e tutta la categoria si fermava in segno di partecipazione al dolore.

Insomma tutto era fermo in Italia.

Niente treni, taxi, aerei, partite di calcio, traghetti, alberghi, ospedali, Questure, Prefetture, Esercito, Aeronautica, Marina, insomma niente c’era più, l’Italia era un paese fujuto, ormai solo virtuale, solo sulla carta.

- Ma il Governo c’è ancora?

Chiese  Ferdinand al centralino.

- Ah, ma quello non è un problema, non lo abbiamo mai visto.

- Beh  Anita, tutto in ordine, tutto regolare, andiamo a letto…

 

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