Piantagioni (foto di Song Chang Hun - Pixabay)

Economia e lavoro

Agricoltura: il nostro domani?
di Luisanna Tuti

Sempre più di frequente si parla di mancanza di lavoro e di disoccupazione giovanile; di industrie che trasferiscono le fabbriche nei Paesi dell'Est o in Cina, per evitare le tasse troppo gravose e la manodopera molto cara.

Questo esodo, purtroppo, lascia a casa molti lavoratori, ignorando la richiesta, legittima, dei giovani che, spesso, si rifugiano nelle Università per poi abbandonarle per i costi elevati o perché demotivati da un futuro incerto.

Per fortuna, molti hanno scoperto che l'Italia è anche un Paese agricolo: ridenti e assolate colline adatte alla coltivazione di uva da vino o di ulivi per la produzione di prezioso olio, molto richiesto anche all'estero; ampie pianure dove far crescere mais, grano, cereali in genere e – perché no? - anche tabacco.

Quindi, in controtendenza alla disoccupazione giovanile, il numero di imprese agricole italiane, gestite da under 35, che hanno portato l'Italia al vertice europeo, è cresciuto del 5% nel 2018.

L'agricoltura sociale consente l'inserimento di disabili, detenuti, tossicodipendenti, nella sistemazione di parchi, giardini e cura del paesaggio, mentre 55mila imprese agricole sono condotte dagli under 35 ed impiegate nella trasformazione o nella vendita diretta dei prodotti.

Fattorie didattiche ed agroasili hanno permesso anche di salvare prodotti e razze animali destinati all'estinzione.

Secondo un'analisi della Coldiretti/CENSIS, risulta che l'8% dei genitori italiani sarebbero contenti se i propri figli si dedicassero all'agricoltura. Negli ultimi 7 anni le facoltà di Agraria hanno registrato un aumento del 14,5% delle iscrizioni, in controtendenza al calo generale del 6,8% degli universitari, che sono scesi negli ultimi anni fino ad arrivare appena a 1,67 milioni  nel 2017/2018.

Attenendosi ai dati dell’ANVUR (Istituto Nazionale per la Valutazione della Ricerca scientifica e dell'Università Italiana) la dottoressa Maria Letizia Gardoni, delegata dei giovani della Coldiretti, ha dichiarato: “l'agricoltura è tornata ad essere un settore strategico per la ripresa economica ed occupazionale del nostro Paese; la campagna può essere una prospettiva di lavoro sia per chi vuole dedicarsi a questo settore con idee innovative, sia per coloro che la intendono come impegno temporaneo per fare un'esperienza a contatto della natura”.

“I giovani, meglio di altri, hanno capito che l'Italia, per crescere, deve puntare su quegli asset che garantiscono un valore aggiunto nella competizione globale, come il territorio, il turismo, l'arte, la cultura, il cibo e la cucina”, afferma Roberto Moncalvo, Presidente della Coldiretti.

Ci uniamo a questi illustri relatori, nella condivisione di queste idee che saranno di certo motivo di studio dei nostri figli, sicuramente più attenti e sensibili di noi nel rispetto della natura.

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