Taranta Terapy - Michele Mangano

Società e tradizione

Taranta Terapy: tutti possono ballare
di Luisanna Tuti

In occasione della Giornata Mondiale dedicata alla Disabilità, anche noi abbiamo voluto rivolgere un pensiero a quei giovani e meno giovani, ai quali,  una società distratta e indifferente,  rende maggiormente complicato il loro già difficile cammino verso l' inserimento nella vita dei cosiddetti “normali”.

 

“Anche se stiamo su una sedia a rotelle e possiamo muovere soltanto un dito, questo dito che stiamo muovendo sta trasformando tutto il nostro corpo, sta trasformando tutto quello che pensiamo e che sentiamo”.

Con questa frase di Maria José Vexanat, Michele Mangano,  maestro pugliese di Taranta, inizia il suo discorso sulla disabilità affermando con decisione che questa non deve essere un ostacolo, una resa incondizionata,  difronte alla realizzazione di un sogno.

“Questa è la storia di una stupenda ragazza di nome Fidelia” continua Mangano, raccontando la voglia di vivere, di socializzare di una creatura che non si è di certo arresa a quello che la natura le ha negato: la fisicità integrale. Pittrice, amante dell'arte e della musica classica e popolare, questa ragazza ha superato il suo grande ostacolo personale, costituendo un esempio per molti altri.

Da dieci anni Fidelia frequenta un laboratorio ricreativo per disabili, dal quale  quest'anno è nata una rappresentazione di cui lei è l'interprete, impersonando una ragazza morsa da una ragno velenoso, “la tarantola”.

“Con questo evento abbiamo voluto portare in scena la metafora della eterna, quotidiana  lotta tra il bene e il male  e la diversità che  deve essere vissuta da chiunque non come ostacolo, bensì come fonte di ricchezza”, aggiunge il maestro Mangano, sottolineando anche il fatto che da questa rappresentazione è stato tratto  un cortometraggio da portare al Festival di Cortinametraggio  nel marzo 2019  ed alla Mostra del Cinema di Venezia per l'edizione del cortrometraggio 2019.

Non è facile per Michele Mangano insegnare questo ballo poiché la taranta o tarantismo, danza prettamente pugliese, è una espressione culturale di tipo isterico, collegato anticamente ad una patologia causata dal morso di un ragno. Si manifestava soprattutto nel periodo estivo, durante la mietitura del grano, con dolori addominali e muscolari, affaticamento, depressione, malinconia. La particolarità del “tarantismo” era che, la maggior parte dei soggetti che denunciavano questi sintomi, erano donne. Il quadro medico includeva anche disturbi di carattere psichiatrico fino all'isteria e l'epilessia. La cura era una terapia di tipo musicale, durante la quale il soggetto era portato, con una danza frenetica ed ossessiva, ad uno stato di trance, quasi un “esorcismo musicale”.

La scuola, nata nel Gargano per volontà di Michele Mangano, si dedica all'insegnamento di questa difficile danza che sta ottenendo un grande successo anche e, soprattutto, per i risultati raggiunti tra  allievi “diversamente abili”.

Ben venga quindi la “Taranta terapy tra i metodi atti al coronamento di  un sogno come quello della giovane Fidelia, mirabile esempio della tenace volontà  di  un meritato riscatto. 

Stampa

Italian Media s.r.l. - via del Babuino 107, Roma, c.a.p. 00187, p.IVA 09099241003, edita il settimanale Italiani con registrazione al Tribunale di Roma n. 158/2013 del 25.06.2013 - email: info@italianmedia.eu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.
Questo sito usa i cookie per migliorare la tua esperienza d'uso e usa cookie di terze parti. Proseguendo nella navigazione si presta implicitamente il consenso all’utilizzo di questi strumenti. Si rimanda alla nostra privacy policy per maggiori informazioni e per la possibilità di negare il consenso.