La spiaggia di Rio Vermelho in occasione della Festa di Iemanjá – Foto di M. Elena Castore @

Tra rito, cultura popolare e spettacolo, la festa di Iemanjá a Salvador de Bahia

Odoyá, Regina del Mare!
di M. Elena Castore

Il 2 febbraio è una data molto importante nel calendario dei soteropolitanos(la gente di Salvador de Bahia) e dei brasiliani in generale. In questa data, da circa 60 anni, si celebra infatti una delle feste popolari più tradizionali e coinvolgenti della città, legata ai culti religiosi afro-brasiliani, di cui, però, nel tempo, ha valicato i confini, trasformandosi in un evento “ecumenico”, che vede la partecipazione di fedeli di ogni credo, laici e miscredenti.

E’ la festa di Iemanjá - Yeyé omo ejá, in lingua yoruba, da cui deriva il nome, che significa «madre i cui figli sono pesci», - la dea (orixà) della fertilità femminile, legata al culto dei fiumi nella religione del popolo Yoruba degli Egba, che, in Brasile, viene venerata come la Regina del Mare (Rainha do Mar).

Statuetta rappresentante Iemanjá - Foto di M. Elena Castore

Madre di tutte le divinità, protettrice dei pescatori, dea dell’amore, raffigurata in abito bianco e mantello azzurro o come una sirena, nel sincretismo religioso di origine coloniale, che identificava con i santi della religione cattolica le divinità della religione africana, adorate clandestinamente dagli schiavi deportati in Brasile -, Iemanjá è generalmente associata alla Madonna dei Navigatori e alla Vergine della Candelaria, celebrate proprio il 2 febbraio, e, talvolta, alla stessa Vergine Maria.

La festa sorse nel 1924, nell’allora villaggio di pescatori di Rio Vermelho, a pochi chilometri dal centro di Salvador, a seguito di una promessa fatta dai pescatori locali a Iemanjá, l’anno precedente. Disperati per la mancanza di pesci che si protraeva da tempo, il 2 febbraio del 1923, i pescatori invocarono l’aiuto della divinità, uscendo in mare carichi di fiori e altri doni da offrirle. Quando tornarono a pescare, sbarcarono sulla spiaggia di Rio Vermelho con le barche piene di pesce.

Fino agli anni ‘60, rimase una festa popolare, celebrata - all'inizio clandestinamente -, in concomitanza con la festa cattolica di Sant’Anna (Nossa Senhora de Santana), cui era ed è intitolata la chiesetta di fronte alla spiaggia di Rio Vermelho.

Dagli anni ‘60 in poi, con lo spostamento delle festività della parrocchia di Sant’Anna nel mese di giugno, e l’intervento di nomi illustri della musica e della letteratura, da Dorival Caymmi a Jorge Amado, che con i loro versi, melodie e racconti hanno promosso la diffusione delle radici afro della cultura brasiliana, la Festa di Iemanjá ha acquistato forza e autonomia, affermandosi oggi come l’unica festa popolare di Salvador, di origine afro, svincolata da ogni tipo di sincretismo.

In occasione della Festa di Iemanjá, oggi, la spiaggia di Rio Vermelho, che, negli anni, si è trasformato nel quartiere bohémien della città, e tutta l’area che si sviluppa intorno, accolgono, per circa un giorno intero, migliaia e migliaia di partecipanti di ogni classe sociale, razza e credo religioso, che, rigorosamente vestiti di bianco, per fede, moda o semplice curiosità, accorrono da ogni parte della città e del paese per rendere omaggio alla Regina del Mare.

Devoti in fila, con le offerte per Iemanjá – Foto di M. Elena Castore @

La fila per portarle i doni che, nel pomeriggio, verranno trasportati in processione dai pescatori locali, e lasciati in alto mare insieme all’offerta principale, inizia ancor prima che sorga il sole, prima delle 5 di mattina, con la Alvoradae i tradizionali fuochi d’artificio.

La Casa do Peso con la statua di Iemanjá – Foto di M. Elena Castore @

La lunga fila di devoti si dirige verso la Casa do Peso, una piccola e semplice costruzione nella Colonia di Pescatori Z1 di Rio Vermelho, dove tra attrezzi e strumenti da pesca di uso quotidiano, si trova una piccola cappela per il culto di Iemanjá. Davanti alla Casa do Peso, la statua di Iemanjà, con le sembianze di una sirena, segnala l’accesso al luogo di culto, mentre, accanto, in una costruzione temporanea, i sacerdoti (babalorixá) e le sacerdotesse (iyalorixá) che officiano il rito raccolgono le offerte in grandi cesti di paglia (balaios). Tra i doni, fiori - soprattutto rose, bianche, rosse, azzurre, gialle, a seconda del tipo di richiesta si voglia invocare - cibo, nastri, bamboline, saponi, profumi, pettini, specchietti (perché Iemanjá, si sa, è molto vanitosa!).

Le barche dei pescatori nella spiaggia di Rio Vermelho – Foto di M. Elena Castore @

C’è chi, però, preferisce donare le proprie offerte direttamente a Iemanjá, facendosi portare al largo da piccole imbarcazioni private, che, in un vai e vieni incessante, salpano dalla spiaggia di Rio Vermelho dirigendosi verso il mare aperto. Bisogna comunque rispettare il rituale: scendere la scala che porta alla spiaggia, camminare sulla sabbia fino al bagnasciuga e fare una preghiera rivolti verso il mare.

                        Devoti con offerte in attesa della processione – Foto di M. Elena Castore @

Sulla spiaggia, invasa da una moltitudine di persone in attesa della processione ufficiale del pomeriggio, mentre si celebrano i riti dei vari gruppi religiosi lì riuniti, si prega, si danza, si cammina, e si contrattano i barcaioli per farsi portare in mare e compiere il rito.

                        L’offerta dei doni in alto mare – Foto di M. Elena Castore @

Così, a bordo di una piccola imbarcazione, lontani dalla folla e immersi nel silenzio del mare, a motore spento, ognuno ringrazia a suo modo la Regina del Mare, offrendole i suoi doni e porgendole un saluto.

Odoyá, Rainha do Mar!

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