L’abbazia di Monte Cassino by Radomił Binek

Turismo: mete non tradizionali

Cassino: città martire
di Luisanna Tuti

Continuando il viaggio iniziato la settimana scorsa, attraverso l’Italia, (dai tour operator considerata minore), ci imbattiamo nella città di Cassino, in provincia di Frosinone (Lazio).
Cassino conta circa 35.000 abitanti ed è facilmente raggiungibile sia dal Nord che dal Sud, poiché è esattamente al centro della penisola (con l’auto, autostrada Roma – Reggio Calabria, uscita Cassino).
La città si sviluppa ai piedi della famosa Abbazia ed è stata ricostruita dopo il bombardamento dell’ultima guerra mondiale che la distrusse quasi completamente (per questo denominata Città Martire).
Per farci raccontare Cassino, oggi abbiamo incontrato un cassinate-doc: il dr. Marco Pittiglio.
“Dottore, ci parli della sua città”.
“Beh, è facile parlare di Cassino per una persona come me che è nata e vissuta in questa città. Continuo a vivere qui per mia scelta, dove ho deciso di costruire la mia famiglia e crescere le mie figlie. Amo la serenità che questo luogo mi trasmette, la solarità della gente, i ritmi tranquilli che difficilmente ho riscontrato altrove. Pensi che quando mi sento un po’ agitato, vado a passeggiare nei bellissimi cimiteri che, al di là di ciò che rappresentano, sono veramente “terapeutici” per capire l’importanza della vita che, a volte, per la velocità con cui viviamo, perdiamo di vista. Esistono tre grandi cimiteri: quello del Commonwealth che raccoglie circa 4.200 soldati, caduti nella battaglia di Montecassino e provenienti dal Regno Unito, dal Canada, dall’Australia, dalla Nuova Zelanda, dall’India e dal Pakistan. Pensi c’è anche un soldato dell’Armata Rossa. Poi c’è il Cimitero Polacco, dietro all’altura dell’Abbazia, costruito dai militari stessi, dove è sepolto anche il generale, comandante dell’armata, che volle restare qui, tra i suoi soldati. Infine c’è quello tedesco, in collina, enorme, circa 20.000 caduti, raccolti in tutta l’Italia meridionale, anche in piccoli cimiteri sparsi tra la Calabria e la Campania. E’ molto curato da un’associazione privata e da militari tedeschi volontari. Non pensi però che a Cassino vi siano solo cimiteri. Nell’area Archeologica abbiamo un bellissimo Anfiteatro romano che comprende anche il suo Mausoleo; il Teatro Romano, la cui struttura segue la pendenza della collina e conta 20 gradini; la Rocca Janula; il Palazzo Barone De Rosa, costruito nell’Ottocento e rimasto miracolosamente in piedi durante il bombardamento. Per la sua posizione, tra la stazione e la Strada Nazionale, durante la guerra fu occupato da un plotone di paracadutisti tedeschi. Ovviamente ho lasciato per ultima la meravigliosa Abbazia. Fondata da San Benedetto da Norcia nel 529 (che qui ha la sua tomba), domina tutta la valle ed è il più celebre Monastero della Cristianità. Qui il Santo fondò la sua Regola. L’Abbazia ha subito quattro distruzioni e, nell’ultima guerra, fu rasa al suolo dai bombardamenti degli alleati che pensavano vi fossero asserragliati i tedeschi fuggitivi. Tipica espressione del Barocco Napoletano, il Monastero è stato ricostruito, subito dopo la guerra, dov’era e com’era. Negli anni 80, l’Abate Bernardo D’Onorio commissionò al pittore Pietro Annigoni una serie di bellissimi affreschi. Posso continuare parlando del Mausoleo di Ummidia Quadratilla, edificato con lastre di pietra perfettamente squadrate e unite senza malta, connesse tra loro solo con graffe di piombo. Io mi fermerei qui, sperando di essere stato esaustivo ed avere incuriosito gli amanti dell’arte e della cultura, non trascurando l’aspetto eno-gastronomico che in questo territorio è vario e interessante”.
Penso che il dr. Pittiglio sia stato una guida eccellente nel descriverci la città di Cassino e dintorni. Ci auguriamo così di aver suscitato la curiosità di coloro che amano scoprire siti preziosi e nascosti della nostra stupenda penisola.
Anfiteatro_romano_cassino.jpg Monte_Cassino_-_the_Polish_War_Cemetery_-_closer.JPG Roccajanula.jpg

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