"Germanwings Airbus A319-132" di Aldo Bidini - http://jetphotos.net/viewphoto.php?id=7583989&nseq=0. Con licenza GFDL 1.2 tramite Wikimedia Commons.

Molte domande ancora sul disastro della Germanwings

Ad ogni grande tragedia il suo complotto
di Marco Cesi

"Ripete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà verità", parola di Joseph Goebbels, capo della propaganda di Adolf Hitler.
Una tecnica certamente antica, ma che ogni regime, democratico o meno, ha sempre utilizzato per nascondere o per diffondere i propri scandali.
In una società come la nostra iper globalizzata, dove l'informazione vera o falsa che sia, è tutto, dove si producono una quantità tale di notizie che è difficile, per non dire impossibile, poterle verificare e, come spesso avviene, accettiamo quelle che ci sembrano vere anche se non lo sono.
Alimentando delle leggende metropolitane, portandoli ai limiti dell'idiozia, basta ricordare, solo qualche esempio di questo tipo d'informazione: pensiamo alla morte di John Kennedy, al primo allunaggio mai avvenuto o al famoso 11 settembre, vero master del complottismo, per non parlare ancora delle presenze aliene sulla Terra nascoste dai governi non si sa bene per quali motivi.
Argomenti, come per molti altri, sui quali sono stati scritte milioni di pagine, realizzati innumerevoli servizi televisivi e creati rapporti derivati da infiniti social in rete che spesso riportano solo le proprie idee pur su fatti complessi ed alimentando teorie complottistiche senza possibilità di una autentica verifica, l'importante è andare sempre contro le tesi ufficiali.
Il caso tipo di strumentazione più recente, solo per fare un esempio, è quello dell' aereo della Germanwings precipitato sulle Alpi francesi lo scorso 24 marzo che ha causato la morte di 150 persone.
I fatti ormai li conosciamo tutti: il secondo pilota, Andress Lubitz, sofferente di depressione, si è suicidato portando in otto fatali minuti l'aereo a schiantarsi tra le montagne insieme agli ignari passeggeri e i colleghi di equipaggio.
Tutto qui, almeno così si pensa, ma non lo è per chi legge le notizie cosiddette di controinformazione che raccontano tutta un altra storia.
Quello che sembra un tragedia, spiegata senza alcun ombra di dubbio e chiarita con tanto di responsabile, ha creato, invece, lo scatenamento dei dietrologi di turno, i quali pongono una serie di domande, alcune per la verità anche stimolanti, ma a cui danno risposte alquanto vaghe o fuori dai fatti, ricche però di mistero per gli appassionati del genere.
Prima di tutto, si domandano, è possibile che un uomo da solo possa provocare un simile tragedia senza che ci siano sull’aereo strumenti per bloccare una simile eventualità? Si pensa a tutto e non si pensa che un pilota possa impazzire? Possibile ancora che i passeggeri non si siano accorti di niente con il primo pilota che cercava di sfondare la porta per entrare in cabina di comando? Nessuno ha fatto almeno un sms per denunciare il pericolo in cui si trovavano? Erano tutti, compreso l'equipaggio, a dormire alle 10,40 di mattina, l’ora dello schianto? Ed ancora, i rottami, compresi i motori progettati proprio per non distruggersi, si sono disintegrati e disseminati per chilometri tali da far ipotizzare più un esplosione che un impatto violento a terra?
Perché non si vede esattamente il luogo preciso dello schianto? E potremo continuare per almeno, senza esagerare, un centinaio di domande come il dubbio delle due scatole nere per cui i responsabili davano inizialmente alcune settimane, se non addirittura mesi per decifrarle ed invece per miracolo dopo appena 48 ore tutto era ben decifrato e pronto su tutti i tavoli delle redazioni dei giornali del mondo, mentre per quelle dell’MH-17 abbattuto in Ucraina, dopo otto mesi non ci sono ancora i risultati delle indagini. Certe scatole nere sono più nere delle altre? Si domandano i retro-scenisti.
Se le domande possono essere interessanti, le risposte sembrano correre su voli della fantasia, maquesto non è importante, per questo genere d'informazione tutte queste domande hanno lo scopo preciso d'insinuare nella mente del lettore la possibilità che i governi, per motivi non confessabili, vogliono nascondere.
In soccorso di queste tesi, ecco una voce definita attendibile, parliamo dei servizi segreti russi per i quali il volo 9525 della Germanwings sarebbe stato abbattuto durante alcune manovre Nato, una circostanza che ricorda molto il famoso volo della nostra Itavia.
Come è potuto accadere tutto questo se non con la massiccia operazione di copertura, disinformazione dei servizi segreti occidentali sempre per mantenere all’oscuro della verità tutti noi cittadini europei?
A queste domande, bisogna ricordarlo, sono state date risposte abbastanza esaurienti dai vari uffici preposti, come il centro aviazione civile francese, tecnici, medici e personale di soccorso specializzato in questi disastri, ma più si danno risposte e più le domande diventano incessanti.
"La calunnia - canta don Basilio nel Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini - è un venticello, un'auretta assai gentile che insensibile, sottile, leggermente, dolcemente incomincia a sussurrar."
Sono passati duecento anni, ma quel venticello soffia ancora forte, almeno sui moderni social.

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