Bergoglio contestato per gli armeni e per il rifiuto del gender

Il papa parli, ma solo se la pensa come il mondo
di Antonello Cannarozzo

Antonio Socci, non sempre benevolo verso l'attuale Papa, fece una previsione tempo fa sull'attuale pontificato che lasciò molti osservatori di cose vaticane assai stupiti.
Fino a quando Bergoglio si terrà sul generico o con risposte ad effetto tali da renderlo simpatico ed anticonformista, è la tesi del giornalista, potrà stare tranquillo, la luna di miele con i media ed i cosiddetti poteri forti del mondo, durerà ancora per molto, ma il giorno in cui dovesse intervenire come Papa su questioni morali o di fede, riaffermando la dottrina bi-millenaria della Chiesa, allora la sua popolarità comincerà a subire contestazioni.
Il mondo, per Socci, applaude solo chi si omologa alla sua ideologia, alle sue mode, ma per chi vi si oppone allora diventa un avversario e, proprio in questi giorni, la profezia di Socci sembra cominciare ad avverarsi.
Il bonario Francesco, in poco più di una settimana si è attirato ben due robuste contestazioni: la prima dal governo turco - come abbiamo scritto la scorsa settimana - per la questione mai sopita della strage degli armeni ed ora anche da parte delle associazioni omosessuali, per aver definito essenziale, durante l'udienza del mercoledì con i fedeli, il ruolo ben distinto nella Creazione dell'uomo e della donna, un concetto condiviso peraltro ancora dalla maggioranza delle persone.
Una semplice e banale constatazione, si potrà dire, ma che ha fatto indignare Aurelio Mancuso, il presidente di Equality Italia ed attivista per i diritti umani e civili, scrivendo in un commento all'Ansa:"E' stupefacente che il Papa abbracci queste tesi anti-scientifiche e approvi questa campagna d'odio"... E pensare che fino a poco tempo fa avevano pubblicato Bergoglio addirittura sulla copertina del giornale della comunità gay americana, The Advocate Mensile come l'uomo dell'anno.
Ma cosa ha detto di tanto criminale Bergoglio?
Semplicemente ha ribadito quello che ogni cattolico, e non solo, ribadisce da almeno duemila anni: "La coppia, uomo e donna, sono l'immagine di Dio, non i singoli. Rimuovere le differenze tra i due non risolve il problema, è il problema. Per evitare il fallimento del legame familiare bisogna valorizzare la donna", ma forse ciò che ha suscitato maggiore scandalo in certi ambienti è l'affermazione:"Mi chiedo se la cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione che mira a cancellare la differenza perché non sa più confrontarsi con essa" - denunciando gravi conseguenze - "Rischiamo un passo indietro, la rimozione della differenza infatti è il problema non la soluzione".
A questo punto Papa Francesco si chiede pure se "la cosiddetta teoria del gender non sia anche una espressione di una frustrazione e di una rassegnazione che mira a cancellare la differenza".
Il papa ha, dunque, ribadito semplicemente le basi della dottrina di cui proprio lui, per la sua funzione, ne è il difensore e, dunque, non può non affermare questi concetti basilari della dottrina eppure sembra che non possa dirlo.
"E' un vero dispiacere che un pontefice che insiste sul rinnovamento della Chiesa e della sua apertura nei confronti del mondo - afferma nel suo comunicato all'Ansa, Aurelio Mancuso - abbracci tesi anti scientifiche e dia il suo imprimatur a una campagna d'odio che sta dilagando in tutta Europa.
Ma come fa il papa - è la domanda che rivolgo - a rinnegare i suoi fondamenti cattolici, se lo facesse di fatto non sarebbe più papa, ma è forse questo che si vuole?
Ancora il presidente di Equality Italia continua:" Gli omosessuali cattolici, che avevano sperato in un cambiamento pastorale e dottrinale sotto la guida di Bergoglio, non possono che registrare uno stupefacente ritorno al passato".
Bisognerebbe ricordare davanti a questo tipo di obiezioni che la Chiesa non è una ideologia e né tanto meno un partito che si può mutare con i tempi, può aggiornarsi come del resto ha sempre fatto nella sua lunga storia, ma non può stravolgere o dichiarare il contrario dalla sua fede, altrimenti non sarebbe più la Chiesa cattolica, ma altro.
Prima di fare certe obiezioni, lo dico sommessamente, bisogna comprendere fino in fondo che cosa è la Chiesa, cosa significa religione e qual è la funzione di un papa, altrimenti si interviene senza alcuna consistenza dialettica.
Credo che sia utile per Aurelio Mancuso e a chi la pensa come lui, di farsene semplicemente una ragione di questo, in fondo è come se il papa, mi si perdoni l'esempio, contestasse a Mancuso le sue affermazioni sui diritti degli omosessuali.
Sarebbe un assurdo logico e lo stesso vale nei confronti della Chiesa.

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