"Piazza Sordello Mantova" di Paolo Bean - opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikipedia - http://it.wikipedia.org/wiki/File:Piazza_Sordello_Mantova.jpg#/media/File:Piazza_Sordello_Mantova.jpg

Una penisola in mezzo alla pianura

Mantova
di Luisanna Tuti

“Mantua me genuit” (Mantova mi dette i natali). Oggi si può senza dubbio dire che l’epitaffio, posto sulla tomba di Virgilio, è forse lo sponsor più conosciuto di questa opulenta città lombarda. E’ una frase rimbalzata sui testi scolastici di tutto il mondo, che il grande poeta, alla sua morte, volle far incidere sulla lapide che ricostruiva tutta la sua vita.
"Monumento virgilio". Con licenza Pubblico dominio tramite Wikipedia - http://it.wikipedia.org/wiki/File:Monumento_virgilio.jpg#/media/File:Monumento_virgilio.jpgNel XII secolo l’architetto idraulico Alberto Pientino, fu incaricato dal Comune di Mantova, di organizzare un sistema di difesa della città. Pientino allora deviò il corso del fiume Mincio, fino a formare quattro laghi che circondavano le mura, rendendo Mantova accessibile solo attraverso due ponti, trasformandola, quindi, in una vera isola in mezzo alla pianura padana. Purtroppo le alluvioni che seguirono ed i detriti portati dal fiume, resero questi laghi delle vere paludi. Uno fu completamente riempito, cosicché, l’isola divenne l’attuale penisola.
Nel 2008, l’UNESCO ha riconosciuto Mantova come Patrimonio culturale dell’Umanità per le sue testimonianze artistiche ed architettoniche urbane. Cuore della Mantova rinascimentale è senza dubbio Piazza Sordello, che prende il nome dall’omonimo Palazzo, alla cui destra si può ammirare il bellissimo Duomo gotico, dedicato a S. Pietro. Questo, costruito nel 1395 fu, in seguito, ristrutturato da Giulio Romano che ne modificò la facciata ispirandosi alle basiliche paleocristiane. "MantovaBasilicaSantAndrea" di Sebi1 - Opera propria. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:MantovaBasilicaSantAndrea.jpg#/media/File:MantovaBasilicaSantAndrea.jpgPasseggiando per le romantiche stradine, lastricate con pietre rotonde di fiume che dissuadono qualunque signora dall’indossare i “fantastici tacchi 12”, si arriva alla Basilica di Sant’Andrea, progettata da Leon Battista Alberti, che conserva al suo interno il “Preziosissimo Sangue di Cristo”, portato a Mantova dal centurione romano Longino.
Magnifici sono anche il Tempio ed il Palazzo San Sebastiano che custodisce, nel salone principale, le nove tele del pittore Andrea Mantegna, raffiguranti i “Trionfi di Cesare”.
Da evidenziare anche la Rotonda di San Lorenzo, dell’XI^ secolo, la Chiesa più antica della città, la cui pianta centrale è caratterizzata da un matroneo, abbellito da notevoli affreschi, che rappresentano un raro esempio di pittura romanico-lombarda.
Un posto molto importante nella storia culturale di Mantova è occupato senza dubbio dal grandioso Palazzo Te, opera di Giulio Romano, su commissione di Francesco II^ Gonzaga che lo utilizzava per i suoi “svaghi”, ospitandovi le proprie amanti. Era infatti chiamato il Palazzo dei lucidi inganni. "Tempio di San Sebastiano". Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Tempio_di_San_Sebastiano.JPG#/media/File:Tempio_di_San_Sebastiano.JPGSorgeva in una zona ricca di boschi ed era circondato da un lago, ormai prosciugato. Le sale furono tutte affrescate dallo stesso Giulio Romano che vi rappresentò simboli e miti, rendendo l’atmosfera ricca di fascino misterioso. Famosissime sono: la Sala dei Giganti, la Sala di Amore e Psiche, la sala dei Cavalli, con cui l’autore volle celebrare le rinomate scuderie dei Gonzaga.
Indubbiamente, le acque che circondano la città, rendono magici i tramonti che proiettano forme e colori irripetibili sugli antichi palazzi che vi si specchiano. Su queste paludi crescono copiosi i fiori di loto che – narra una leggenda – furono seminati da un giovane che aveva condotto qui una sposa dall’oriente. Questa, dalla pelle candida e morbida come un fior di loto, un giorno, specchiandosi sulle acque del lago, vi cascò ed annegò. Il giovane, disperato, prima di togliersi la vita, volle rendere omaggio alla donna, spargendo i semi di loto che ogni anno fioriscono da luglio a settembre, ricordando quella romantica storia tramandata da generazioni. Salici piangenti, canneti ed ibisco di palude, completano il panorama lacustre che ospita una nutrita fauna aviaria. Trovano rifugio lungo le sponde folaghe, gallinelle d’acqua, aironi rossi, aironi cinerini, presenti soprattutto sugli alberi vicini ai canali per l’irrigazione dei campi.
Accogliente e romantica, questa città, catalogata Ghibellina, con lo stemma tipicamente Guelfo, è in grado di ospitare i visitatori in moderni alberghi che conservano inalterata la magica atmosfera del tempo che fu.
"Mantova-Ponte di S. Giorgio" di Massimo Telò - Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Mantova-Ponte_di_S._Giorgio.jpg#/media/File:Mantova-Ponte_di_S._Giorgio.jpg

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