Dipendenze

L’aria condizionata come l’eroina
di Marco Cesi

In questi giorni di caldo asfissiante e con la proposta di tassare anche l'aria condizionata, rivelatasi, per fortuna, essere solo per i grandi impianti e non per i semplici appartamenti, i climatizzatori sono diventati per milioni di italiani una necessità per la sopravvivenza non solo in casa o in ufficio, ma ormai anche nei bus, nelle metropolitane oltre che nei taxi o nei negozi: è parte integrante della nostra estate quotidiana.
Certamente preferiamo tutti un bel fresco refrigerante ad un caldo umido, ma questo, nel tempo, ci ha fatto diventare schiavi di questa macchina nata circa cento anni fa in America e proprio per gli americani è diventata: "L'aria condizionata come l'eroina" sostiene la ricercatrice Gail Brager "ne serve sempre di più per star bene", con tutti i problemi di dipendenza.
Secondo i suoi studi, la Branger, docente di Architettura presso l'Università californiana di Berkeley, da alcuni anni segnala la pericolosità della dipendenza dall'aria condizionata elencando tutti pericoli di un uso a sproposito.
I condizionatori non devono produrre troppo freddo: bisogna regolare il termostato in modo che tra temperatura esterna ed interna il divario non sia eccessivo, di solito la regola vuole al massimo cinque - sei gradi in meno rispetto alla temperatura esterna.
Con gli sbalzi di temperatura a risentirne in modo anche grave è il nostro apparato respiratorio perché il freddo sproporzionato causa una specie di blocco del sistema di difesa delle vie respiratorie causando, tra l'altro, problemi alle mucose stesse la cui funzione è proprio quella di allontanare dal nostro organismo i microrganismi presenti nell’aria che respiriamo.
Ecco perché l'insorgere di raffreddori, mal di gola, bronchite per non parlare di forti emicranie, torcicollo, dolori articolari, muscolari e addominali che talvolta possono essere anche accompagnati da una poco piacevole dissenteria, specialmente in vacanza.
A queste regole va aggiunta un’altra fondamentale: la manutenzione e la pulizia degli impianti di condizionamento che se trascurati possono portare infezioni anche gravi come la ormai famosa Legionella, caratterizzata da febbre, tosse e sintomi gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea; nei casi più seri può evolvere anche in una polmonite.
Per questo sarebbe utile andando in un centro commerciale o su un treno sapere da quanto i filtri dell'aria non sono stati controllati, potremmo avere l'amara sorpresa di avere una piacevole aria condizionata e, insieme, un bel raffreddore.
Le idee della professoressa Branger non sono isolate, altri studi, sempre a Berkeley, hanno dimostrato come il massiccio ricorso all'aria condizionata anche nei Paesi a medio e basso reddito stia concretamente accrescendo il consumo globale di energia e lo stress delle infrastrutture di distribuzione, con un maggiore spreco di energia e il classico inquinamento da gas che un condizionatore produce.
Anche in questo caso è un problema, tra i tanti, che colpisce l'ambiente.
Per questi motivi, da ecologista convinto, nonostante tutto, continuo ad usare il ventilatore a pale dal soffitto. Non sarà l'aria condizionata, ma almeno non fa male e non devo pulire i filtri.

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